15 anni e già maturi

 

“Abbiamo appena compiuto 15 anni, tra tre anni prendiamo la patente e vi portiamo a fare un giro in macchina”. Così Samuel venerdì 29 giugno ha salutato il pubblico dello stadio di Altamura, dove il tour celebrativo del quindicennale dei Subsonica ha fatto tappa nell’ambito di “Up”, festa organizzata dal Parco dell’Alta Murgia.

Ma nonostante non siano ancora “maggiorenni”, i Subsonica di maturità ne hanno da vendere, non c’era bisogno di assistere nuovamente ad un loro show per esserne convinti, raggiunta attraverso un percorso discografico sempre votato alla ricerca di nuove soluzioni sonore e stilistiche nell’ambito dell’elettro-rock-pop contaminato che in Italia hanno sdoganato proprio loro.

Quest’ultimo tour, casomai, è l’ennesima conferma di quanto detto, perché la band di Torino mai come oggi, celebrando passato e presente, alterna mood diversi sul palco, governando questi sbalzi emozionali e musicali con abilità, simpatia e disinvoltura, in due ore di live adrenalinico.

Apertura, azzeccata, di scaletta con “Ratto”, dalla tracklist di quel “Terrestre” poco amato dal pubblico e non di certo esaltato dalla stessa band. Un inizio rock a cui seguono, in una scarica ininterrotta di bpm, la tagliente “Veleno”, “Corpo a corpo”, l’immancabile “Perfezione” e, rara, quella “Piombo” dedicata a Saviano quando uscì ed oggi trasformata in un grido techno contro tutte le mafie. Una parentesi impegnata che ritornerà poco dopo quando i Subsonica recupereranno la sempre bella “Sole silenzioso”, con quelle aperture d’archi che emozionano ancora, presentandola come un inno alla disobbedienza civile in uno stato che non cerca mai colpevoli. Prima, però, è il turno della tripletta tirata di “Liberi tutti”, “Il diluvio” e “Benzina ogoshi”.

“Istantanee”, presentata come brano fondantedei Subsonica ’97, insieme a una divertentissima “Depre”, con Boosta che gioca col riff di “Smoke on the water” nei bridge e Samuel che gioca con gli effetti vocali e con il refrain di “The power of love”, chiudono la prima parte dello show.

Tornati sul palco, i Subsonica regalano al pubblico la cover-chicca, e tra le più riuscite della band, di “Chase the devil”, pezzo reggae di Max Romeo, che apre una breve parentesi “in levare”, altra loro componente musicale fondamentale, soprattutto agli esordi, come quelli delle “Cose che non ho”, riproposta subito dopo. Breve incursione nella tracklist de “L’eclissi” con “La glaciazione” e la rara (live) “Il centro della fiamma”.

Poi il crocevia. Samuel dal palco chiede al pubblico: “ci indirizziamo verso territori più intimisti o più commerciali?”. Il seguito con “Nuova ossessione” e la cover di Battiato “Up patriots to arms” è la risposta.

Ci si prepara alla fine, è Boosta a informare il pubblico altamurano, tirando fuori dal cilindro le sue origini pugliesi: vi diamo ancora la possibilità di scegliere un paio di pezzi con cui chiudere la serata. Sul banco “Tutti i miei sbagli”, “Strade” e “Discolabirinto”. Le suoneranno tutte e tre, intervallando l’ultima con “Preso blu”, troppo crepuscolare, però, per imprimere meglio nella memoria del pubblico altamurano una bella serata estiva in musica come questa. E via con il pezzo che siglò la collaborazione Subsonica-Bluvertigo. “Vogliamo chiudere portandovi in una discoteca labirinto”, saluta Samuel dal palco. Ed è già sabato, la mezzanotte è passata, e chi lo trascorrerà in pista ha avuto un assaggio della serata che verrà.

Author

La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.