A forma di fulmine | Le Luci Della Centrale Elettrica

A forma di fulmine

A forma di fulmine è un brano tratto dell’ultimo album de Le Luci Della Centrale Elettica Terra. Il progetto musicale di Vasco Brondi cominciato nel 2007 è giunto al quarto album registrato in studio, F052 propone il videoclip del singolo girato da Francesco Cabras e interpretato da Daphne Scoccia.

Quello che accade con il videoclip di A forma di fulmine è che sulle prime non ti dice molto, t’investe con una poetica sfumata e luoghi immaginari che hanno poco a che fare con la sintassi con cui siamo abituati a costruire significati quotidianamente.

E poi quelle parole riemergono all’improvviso, quando certe casuali atmosfere, di strade che scorrono al di là del vetro, ti catapultano dentro un raro crepuscolo dove tutto intorno si muove, mentre sei fermo ma in viaggio.

terra copertina

E’ in quell’immobilismo a tutta velocità (in un paesaggio che superi da seduto, dove non è chiaro cosa si muove e cosa invece sta fermo) che si attivano i pensieri privi di gravità, in cui non importa chi insegue cosa, e va bene non dire niente.

 

Possiamo illuderci, ballare stando fermi

 

Mettici pure il silenzio a fine giornata, il pensiero di tante cose andate avanti, alcuni chiari progressi, altre cose avanzate un po’ per inerzia, altre su cui non è più così chiaro se siamo andati avanti o c’abbiamo perso qualcosa. Quando il corpo lentamente ci abbandona, gli occhi si rattrappiscono e le mani non ne vogliono sapere di star ferme.

Quando la mente allenta i freni che durante il giorno fanno da contrappeso ai tuoi sogni, tutte quelle immagini parlate ballano tra estremamente etereo e terribilmente reale, assumendo in un attimo la forma di qualcosa che riconosci. Il video della canzone A forma di fulmine non sembra indicare una direzione particolare, è come girato in punta di piedi, senza gravità, senza scopi o verità da declamare.

 

Solo per fare caso a quando siamo felici.

 

A tratti indefinita e goffa, a tratti densa e pungente, A forma di fulmine è un susseguirsi di immagini incastrate sotto un mattone, una tenda verde e rossa a coprire la finestra che affaccia su quella scatola che non apri da anni. Una risposta ad una domanda non fatta, che tuttavia l’aspettava, in un susseguirsi momenti che non portano ad una vera scena finale o l’esaltazione epica, questo brano è un susseguirsi di stati normali e domande rituali in cui ognuno può cercare il proprio, di senso.

Il videoclip di questo singolo è paesaggio allo stato assoluto, non intenzionato a spiegarti qualcosa che già non sai. Ti porta su cose semplici, come la sabbia sotto i piedi e il mare davanti. In cui tu sei speciale così come sei ora, con la tua piccola cicatrice a forma di fulmine.

Author

<p>Perfetto in niente, capace di tutto. Sambuca: con la mosca.</p>