A Matera si va a letto con la storia

Matera si prepara al 2019, anno in cui sarà Capitale europea della Cultura.

I quattro anni che separano la città dei Sassi, patrimonio dell’Unesco dal ’93, sembrano tanti ma non è così: non c’è tempo da perdere.

La città, infatti, deve infrastrutturarsi, materialmente e immaterialmente, al meglio per non sfigurare in questa prestigiosa occasione e per non lasciarsi sfuggire una delle poche, concrete, e ultime opportunità di sviluppo economico, produttivo ed occupazionale, dopo che la crisi degli ultimi anni, come un tornado, si è portata via le migliaia di posti di lavoro del distretto del mobile imbottito: il turismo.

Serve che il settore si responsabilizzi, evitando di trasformarsi in industria, conservando la capacità di accoglienza e traducendo in modelli di ospitalità l’unicità del contesto, scongiurando omologazioni global che non gli si addicono.

E in questa direzione s’innesta il percorso creativo che ha fatto nascere “Casa Diva”, ultima arrivata, in ordine di tempo, tra le tante strutture ricettive nate a Matera negli ultimi tempi.

Situata in una posizione invidiabile, letteralmente a un passo dal centro storico e dai Sassi, “Casa Diva” è stata pensata per essere un luogo di accoglienza diverso, in grado di far vivere al cliente un’esperienza stimolante che lo avvicini, per percezioni, alla storia passata della città, costruita nel tempo da una comunità resiliente che oggi è diventata esempio per il futuro, con tanto di riconoscimento della commissione Ecoc.

Vivere un luogo significa conoscerne la storia, la storia è fatta dalla gente di quel luogo, se non conosci la gente di quel luogo non puoi dire di averlo vissuto: il sillogismo è questo e siccome Matera è un posto dal quale non si “passa” ma che piuttosto, e inevitabilmente, si “vive”, “Casa Diva” permette a chi sceglie di soggiornarvi di calarsi fin da subito nel ruolo dell’abitante temporaneo, raccontando, dalle aree comuni fino alle otto stanze, le storie interessanti di materani celebri ma che non sono mai finite sui libri, suscitando curiosità attraverso immagini, allestimenti, indizi, in un percorso di scoperta che si completa solo al momento del check-out.

Questa dimora storica di vico Giumella, quindi, è diventata una “dimora di storie”, un luogo da visitare anche dagli stessi materani, dove ogni angolo è diverso dall’altro, ogni prospettiva sul paesaggio risulta inedita, per scoprire o riscoprire vicende di concittadini che mai, fino ad oggi, erano state fermate nel tempo, nonostante un indubbio valore socioantropologico.

Casa Diva”, appena nata, è già un modello, non solo locale, di accoglienza turistica esclusiva perché strettamente legata al luogo in cui sorge, fortunata intuizione di un gruppo di lavoro che ha visto protagonisti William e Francesca Divella, imprenditori, padre e figlia, che dal commercio hanno deciso di ampliare gli orizzonti, l’architetto Antonio Mattia Acito col suo staff, il giornalista Sergio Palomba, il poeta e profondo conoscitore della storia popolare materana, Roberto Linzalone, e l’artista Danilo Barbarinaldi.

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La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.