A Roma Seven Moods vs Brandon Boyd

Attraversare i paesaggi emotivi racchiusi in un corpo, in un volto, segnarne i confini, plasmare identità in un dialogo intimo, immaginifico, seduttivo.
Brandon Boyd e Marco Pisanelli, in arte Seven Moods, scelgono sovente il volto come simulacro di identità, volti e corpi come estensione di poetica e ri-conoscimento del sé , di quel legame che lega l’autore all’opera e l’opera al pubblico.
Diversa è la tecnica utilizzata dai due artisti, olio ed acqua scorrono su due linee parallele che convergono idealmente nella creazione di un ponte con il proprio immaginario.
Nella serie di opere su carta, proposte in anteprima in Italia, il tratto meticoloso di Boyd procede verso la ricerca di una correlazione che dichiari l’identità umana come parte di un unicum inscindibile con gli elementi che la circondano; in un alternarsi di astratto e concreto, le sue figure emergono da pazienti labirinti dove il segno, come in un lavoro topografico, delinea ipotetici paesaggi tracciando una geografia umana.
Se per Boyd matrice è la natura, fonte generatrice di forme pure e ripetibili in quel tema ambiguo ed infinito che è l’identità, per Seven Moods il ri-conoscimento avviene attraverso il simbolo e l’enigma. I volti delle sue donne si rifugiano in una identità surreale, onirica,  in uno spazio altro, un piccolo palcoscenico fantastico popolato da animali, pianeti e simboli alchemici che conferiscono un carattere velatamente misterico ai suoi lavori.
Seppur con una resa estetica differente, legata alle specificità visionarie dei due artisti, ed ai relativi impianti narrativi, le loro opere compongono un percorso in cui le identità figurative non sono le uniche a dialogare tra loro; la simmetria è trasposta sul piano del reale e vede le rispettive personalità intrecciarsi sotto il segno della musica. Brandon Boyd, frontman della band americana Incubus, e Marco Pisanelli, batterista della band italiana Tiromancino, estendono così il sentire dell’azione artistica seguendo l’ipsissima verba delle note, dando voce ad ogni personale, sensazionale,  dimensione  di ricerca  per la mente laddove, citando Borges, “L’arte deve esser come quello specchio che ci rivela il nostro stesso volto”.

Titolo: Doorway to identity
Autori: Brandon Boyd, Seven Moods
Cura: Loretta Di Tuccio
Inaugurazione: giovedì 30 ottobre 2014 ore 19.00
Luogo: Rossmut via dei Vascellari 33 Trastevere Roma
Durata: dal 30 ottobre 2014 al 30 dicembre 2014
Orario: 11/15 – 16/20 da martedì a sabato
Info: www.rossmut.com – info@rossmut.com – tel e fax 06 5803788
Come raggiungerci: Dalla Stazione Termini, piazza dei Cinquecento, recarsi alla fermata Termini (MA-MB-FS), linea H Capasso, dopo sei fermate scendere a Sonnino a piedi per circa 400 metri

La mostra sarà visitabile da martedì a sabato dalle 11 alle 15 e dalle 16 alle 20 fino al 30 dicembre 2014. Per ulteriori informazioni consultare il sito www.rossmut.com

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La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.