Meraviglioso Modugno apre il Medimex. Successo di pubblico e di emozioni

Cantare Domenico Modugno significa attraversare tutte le anime del Mediterraneo italico; perché l’artista pugliese questo è stato: il cantore di un unico e grande sentimento popolare meridionale. Cantare Domenico Modugno significa entrare nei ritmi e nei caratteri di un linguaggio eterogeneo; in quanto lui, calandosi, da sempre e abilmente, in idiomi e inflessioni locali, ha naturalmente composto e pensato, nella sua carriera, con i più disparati stilemi del Sud. Cantare e ascoltare Modugno, in virtù di queste ragioni, è un rituale utile, piacevole e opportuno, per chi ama la cultura, specialmente, se siamo alla giornata inaugurale di un evento chiamato Medimex, ovvero, la fiera delle musiche del Mediterraneo.

E la Puglia Sound, organizzatrice dell’evento, bisogna ammetterlo, ha fatto centro scegliendo, per il debutto di questa manifestazione, alla prima in Italia, un tributo all’autore originario di Polignano a Mare, intitolato appunto “Meraviglioso Modugno”. A sottolinearlo, è stato sia il numeroso pubblico accorso, giovedì 24, nel rinato Teatro Petruzzelli di Bari, sia il trasporto con cui il prestigioso parterre di cantanti invitati ha reinterpretato tante tappe, in alcuni casi anche poco conosciute, del cantattore italiano. Fare una cronaca precisa dell’ordine delle apparizioni, corredata dagli annessi brani in scaletta, riteniamo sia meno importante di tracciare un quadro delle emozioni provate nelle più di due ore di musica suonata.

Difficile è stato non pensare, per esempio, durante l’esibizione della raffinata Cristina Donà, a quanto sia commuovente la perfetta fusione tra due sensibilità dai sapori diversi, in questo caso: quella nordica e internazionale dell’artista lombarda e quella mediterranea e antica del “Meraviglioso” di Modugno. Subito dopo, a rapire è stato il fascino dei Radio Derwish i quali sono riusciti nel difficile e delicato esperimento di stravolgere, con arrangiamenti e lingua mediorientali la suggestiva “Tu si na cosa grande”. Ma, il registro acustico e minimale che quasi tutti hanno scelto, ha avuto due picchi di riuscitissima alchimia, ci sentiamo di dire, con Paola Turci e Peppe Servillo; la prima ha fatto letteralmente vibrare tutto il teatro con “Dio come ti amo”; il secondo, con la struggente “Cosa sono le nuvole” ha tenuto, praticamente, con il fiato sospeso platea, palchi e loggione. Con Beppe Voltarelli, invece, è venuto fuori l’animo più scanzonato del canzonettista; infatti l’ironia l’ha fatta da padrona ne “La cicoria” cantata in duetto con Paola Turci. Daniele Silvestri, viceversa, assecondando la sua vocazione per il sociale, ha scelto “Mafia” creando un angolo di riflessione importante: “era il 1961” – ha detto – e Modugno era uno dei pochi che affrontava tematiche così forti”.

Ed eccoci giunti in chiusura, acclamatissimo dal pubblico, è salito sul palco Vinicio Capossela che, coadiuvato dalle carismatiche “Sorelle Marinetti”, ha trovato il modo per riportare subito il sorriso in teatro cantando “Musetto”, ossia: una quadretto di vita quotidiana tra l’artista e sua moglie Franca Gandolfi. A fine esibizione Capossela ha ricevuto direttamente dalle mani del Presidente della Regione Puglia, Nicky Vendola, il premio Medimex, per aver saputo coniugare nel suo ultimo lavoro “Marinai, profeti e balene” le radici del Mediterraneo con le più alte espressioni della musica italiana. Vendola ha detto che “bisognerà continuare ad investire sulla creatività perché la Puglia ha tutte le carte in regola per veder nascere un distretto produttivo culturale. Sarà la bellezza – ha chiuso – a salvare il Sud”.

Si sono esibiti inoltre i bravissimi Pino Marino, Sud Sound Sistem, Mauro Ermanno Giovanardi, Roy Paci, Simone Cristicchi e Nada. Hanno presentato la serata Antonio Silva e Maria Cristina Zoppa.

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