Alea iacta est

Il dado è tratto. Ho deciso di non frequentare e togliere il saluto a:

Qualunque politico o amministratore di ogni sorta, anche condominiale, che non abbia letto almeno un racconto di Borges o tutto Pirandello; Quelli che ai concerti riprendono col cellulare. Per non rovinare l’inquadratura, se ne stanno fermi. Non possono neanche applaudire. Lo faranno dopo, guardando YouTube; Quelli che hanno amici gay e li trovano molto sensibili; Chi considera Roger Moore uno 007 di serie B; Ai vegetariani che rispettano gli animali, ma poi, come tutti gli altri, tornano a casa o in ufficio ed applicano le più subdole strategie di prevaricazione sui propri simili; Preti, quelli buoni e quelli cattivi. Non c’è bisogno di una divisa per fare del bene invece torna molto utile quando si fa del male; Ai fans di Ligabue, Vasco Rossi e Jovanotti ed alla loro sconcertante inconsapevolezza; Ai radical chic di centro sinistra in fila al cinema per vedere i film di Brizzi; Chi è convinto che Toni Servillo ci salverà; Chi guarda i plastici di Vespa e le plastiche delle conduttrici televisive; A tutti quelli che si sono arricchiti, o si sono messi in luce, parlando male di Berlusconi, mentre gli operai continuavano a prendersela nel buco del culo; A chi senza Tom Tom non trova neanche il proprio uccello; Chi scarica 250 canzoni al giorno, le ascolta come mangiasse popcorn e poi, inevitabilmente, non gliene piace nessuna; Chi crede che il silenzio sia oro; Chi vive nella chat di Facebook e la apre come fosse una cerniera. Per scopare; Chi non ha l’onestà intellettuale di riconoscere il carisma degli altri e si nutre della propria frustrazione; Ai vecchi che non vogliono lasciare posto ai giovani ed ai giovani che vogliono fare le scarpe ai vecchi. Il cretino è trasversale e non ha età; I simpaticoni che hanno un sorriso per tutti. Se sorridi a tutti, non ti è caro nessuno; Chi conosce solo Obladi Oblada / Acqua azzurra acqua chiara e dice che Beatles e Battisti non gli piacciono; Chi non ha visto almeno 3 volte Shining; A chi non fa altro che copiare, persino le espressioni del volto; Quelli che dicono di essere “tutti di un pezzo” per non sgretolarsi in mille brandelli; Quelli che fanno le sculture di ghiaccio; Quelli con il carrello stracolmo di merce, una sorta di Etna con le rotelle, che si imbucano nella fila massimo 10 pezzi; Chi si proclama grande esperto di cinema, ma se gli chiedi di Yasujiro Ozu pensa sia un nemico di Ken il guerriero o un amico di Dragonball; chiunque abbia più di 9 anni e gioca a pallone sulla spiaggia; Quelli che hanno milioni di euro ma piuttosto che offrirti un caffè si cospargerebbero le palle di miele in prossimità di un alveare; Quelli che non hanno neanche un briciolo di sense of humor ma si ostinano a sparare freddure che ti gelano o battute che illividiscono. Senza contare la mascella dolorante a fine serata per le false risate dispensate per cortesia o per pietà; Chi legge i quotidiani ed è informato su tutto quello che accade nel mondo. Hanno la soluzione per ogni problema globale ma non riescono a risolvere i cazzi propri; Chi indossa i “pinocchietti”. Andrebbero vietati ai maggiori di 18 anni; Chi scruta con sguardo altezzoso, pur essendo un nano; A quei genitori che fanno indossare abiti firmati e costosi ai propri bambini. Piccoli ed inconsapevoli, ignorano che il gelato al cioccolato sta sbrodolando su una camicia da 200 euro; Chi si perde in un’altra persona. Con l’alibi dell’amore, è più semplice rinunciare a se stessi; Gli entusiasti e la loro disperazione; Le donne col tacco 15 pure per andare a cacare; Ai democristiani. Sono molti di più oggi che ai tempi dello scudo crociato; A quelli che trascorrono le serate a bere i Mojito  e con quel bicchiere verdognolo tra le mani si sentono parte di qualcosa; Agli operai, spesso più infidi e sleali dei vituperati Padroni; I commercianti che non hanno mai il resto. “Non ha spiccioli?” ti chiedono con aria inquisitoria e di rimprovero. Hanno puntualmente “appena” cambiato una 50 euro a qualcuno. Per loro, il resto è un’aberrazione, ancor più dello scontrino; Quelli che frequentano gli Outlet alla ricerca delle grandi firme. Che importa, se ci sono le tarme; I cornuti felici e le fedeli infelici; Chi non sa cos’è il Moltoprene. Dio ha creato Adamo dall’argilla ma Maria Perego ha plasmato Topo Gigio con la gomma piuma; Quelli che raccontano sempre e soltanto aneddoti del passato. Nessun uomo dimentica il primo prato su cui ha corso da bambino, ma non per questo bisogna vivere ancorati a quei ciuffi d’erba; Chi mente continuamente a se stesso ed agli altri, per ripristinare, come in un macabro rituale, il quotidiano squallore borghese.

Il dado è tratto. Sono solo. Finalmente. 

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Sono tizio e gestisco f052.it