Alpha Blondy

Considerazioni di un profano prive di logica SEO

C’è chi va matto per il genere reggae e lo celebra ad ogni piè sospinto. T-shirt, bandane, leoni, Hailé Selassié, dreadlocks, collezionando presenze al Rototom Sunspalsh come tacche sulla carlinga del proprio triplano. Sprigiona reggae da ogni poro, passo, gesto e respiro, addosso sempre, come un odore. Il reggae come colonna sonora di gite fuoriporta, bandiera nelle nottate in spiaggia e condizione dello spirito nei momenti di down invernale, quando non resta che un risicato gruppo di fedelissimi attorno ad una flebile fiamma di calore.

C’è chi il reggae non lo mastica proprio, ritenendo i suoi ritmi ripetitivi, caotici, esasperanti, con testi intraducibili ed atmosfere sideralmente lontane dai propri desideri, ambientazioni sentimentali, gusto stilistico, estetico, insomma al di fuori del proprio orizzonte musicale.

Il reggae di Alpha Blondy è stato un accecante lampo di musica e divertimento che ha consumato, disintegrandola, questa dicotomia.

La serata del 5 agosto 2017, a Matera al parco del Castello Tramontano hanno danzato insieme i sacri e i profani, e questo ci è piaciuto un sacco. Alle persone arrivate dai luoghi vicini e lontani è stata data l’occasione di assistere live ad un’esibizione di Seydou Koné (ai più, noto col nome di Alpha Blondy), cantante della Costa d’Avorio nato a Dimbokro 64 anni fa. La sua presenza da molti è stata vissuta come l’avverarsi di un’utopia, come una nottata di scorribande con Cristiano Malgioglio per una ganga di ragazzacce assatanate, una serata di liscio in una balera romagnola con Raoul Casadei per le cougar, un party ad Hammamet per i nostalgici del Partito Socialista.

Oltre il personaggio

Alpha Blondy, prim’ancora che un artista, un personaggio famoso, un musicista fico, è una persona che sa farsi capire, senza prendersi troppo sul serio. La sua forza sta nel saper superare la cerchia dei devoti e fan, unendo con le sue sonorità le persone dalle più diverse sensibilità musicali, oltre i confini territoriali, linguistici, religiosi e generazionali.

Alpa Blondy incide nel 1982 con un gruppo di musicisti del Ghana il suo primo album, Jah Glory, con un bottino di tre dischi d’oro ed un biglietto di sola andata per un’ascesa irresistibile. Oggi, 23 album e innumerevoli ideologie dopo, Alpha Blondy non è sembrato un feticcio della musica nera, roots, africana o qualsiasi cosa racchiudibile in un’etichetta. Da profano, ho ascoltato buona musica, che ha saputo unire la forza della sua magnetica personalità alla potenza ritmata, attraverso una raffinatezza che unisce fiati e voci armoniose.

 

I Solar System si dimostrano da anni un degno compagno di viaggio, moltiplicano con sonorità multiformi la forza dei messaggi attualissimi del cantante ivoriano.

Insomma, ascoltando Alpha Blondy viene voglia di saperne di più, perché i riferimenti nelle sue canzoni sono tanti e non sempre comprensibili ad un primo ascolto. Alpha Blondy ha urlato contro la strumentalizzazione del messaggio religioso, contro chi uccide in nome dell’Islam, del cristianesimo e dell’ebraismo. Speciale il filo rosso che lega Alpha Blondy con la religione ebraica, nei cui testi si parla di Masada, Gerusalemme e Adonai, uno degli appellativi con cui israeliti indicano Dio nei testi sacri.

Alpha Blondy canta i suoi testi in arabo, francese, ebraico, inglese, dialetti baolé e diouala. Peccato il primo disco sia andato perduto, ci piace pensare che questo gli abbia dato la giusta rabbia per non demordere. Infatti, alla fine degli anni ‘70 Alpha Blondy produce sei titoli con un tizio che fa perdere le sue tracce, un impatto tale da portarlo in depressione ed essere internato per due anni in un istituto d’igiene mentale.

Grazie a Bobo Sind che ha aperto il concerto contento come un bambino alla festa della pignatta, siamo sicuri che per lui, una volta di più, sia stato il coronamento di un sogno.

Grazie a Polo Irene, presidente dell’Associazione MapArt, che c’ha messo tanto del suo, siamo sicuri è stata anche la serata di tanti che fanno della propria passione una forma di resistenza e positività: grazie a tutti voi!

A Matera Alpha Blondy e Solar System hanno coinvolto un pubblico davvero trasversale e questo ci sembra il più grande merito, tra dieci anni, al prossimo concerto di Alpha Blondy, saremo molti di più a intonare e conoscere il significato profondo delle sue canzoni, sperando di essere tutti un po’ più cresciuti senza per questo esserci fatti cambiare.

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Perfetto in niente, capace di tutto. Sambuca: con la mosca.