Amarcord Fellini al Bifest 2013

Un omaggio che al grande Federico Fellini sarebbe piaciuto, perché ambientato nel suo mondo, lo storico teatro “Petruzzelli’’ di Bari, la sala Murat della città vecchia e i cinema del comprensorio barese, con il sottofondo  estasiato, ironico e sognatore di un pubblico senza età che sa apprezzare l’arte di divertirsi all’insegna della professionalità. Il Bari International film festival 2013 ha incentrato parte del suo variegato programma su uno dei maestri del cinema italiano, coinvolgendo nomi e un serbatoio prezioso di immagini come le Teche Rai,per un evento che contribuisce a far conoscere le produzioni di qualità e a suonare a distesa le campane della ripresa nel mondo della celluloide. E per farlo occorrono “sagrestani’’ d’eccezione, come Fellini, che sappiano tirare la corda, senza spezzarla, e dirigere l’orchestra di suoni, scenografie e sensualità. E  Federico sotto quest’ultimo aspetto ne ha immaginate, disegnate tantissime con tratto d’artista e di umorista. Un patrimonio di tratti d’artista raccolti nella Sala Murat, all’ingresso della Città vecchia,nella mostra “ I disegni di Fellini’’. Le donne  dai seni prosperosi o le provocanti soubrettes da cafè chantant, i clown dagli occhi indagatori, i musicisti delle orchestre della vita  e tanti altri personaggi che hanno caratterizzato i suoi lavori, riportati su cartoncini con tanto di battute, schizzi e suggerimenti per gli sceneggiatori. Tanti i visitatori e coloriti i commenti dal triviale  “ Teneva semp ‘ a mment’ na cosa…’’, ricordando la Gradisca di Amarcord, all’entusiasta ‘’ Era n’artist !’’ sulle note di “Prova d’orchestra ‘’ e di “Casanova’’. E fuori, davanti al piazzale, a due passi dal mare, risuonavano le note degli artisti di strada saccheggiando a piene mani dalle colonne sonore dei suoi film. Un anziano appassionato ha anche destato attenzione ricordando i tempi dei telefoni bianchi, del transatlantico Rex e la vita degli artisti di strada. Stesso clima nel foyer del Teatro Petruzzelli dove e’ stata allestita una mostra di fotografie sui film girati in 50 anni di carriera. Anche qui tante sensazioni e commenti in diretta per le interpretazioni di Giulietta Masina in “La strada’’ (1954) , di Anita Ekberg e Mastroianni nella “Dolce vita’’ (1960). Quello più colorito, rafforzato con cadenza barese riflette la crisi del Bel Paese : “ … Ier’ n’alt’Itaglia ! E vid ce’ attor !’’. Era un’altra Italia, in pieno boom economico, e aveva attori di talento, ma anche registi che hanno fatto scuola e produttori illuminati che hanno consentito anche di attirare produzioni cinematografiche straniere. E una prova della veridicità di questi commenti è venuta sall’interno del teatro,pieno in platea, per la proiezione  di “Imago, L’immaginario di Federico Fellini’’ di Leopoldo Antinozzi e Alessandro Di Michele ,’’Giulietta Masina racconta  Fellini’’, seguito da “Ricordi di un assistente sulle tracce di Fellini’’ di Gerald Morin e da ‘’Fellini racconta’’ di Vincenzo Mollica e da altri lavori da cineteca. Tanti i film in programma fino al 23 marzo al Bifest e qualcuno continuerà a lasciare il segno, come quelli che il grande Federico ha tracciato  e schizzato per lasciare una presenza indelebile sul grande schermo del cinema tricolore.

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La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.