Anatomia di un Maestro

 

Saul Bass è stato uno dei più importanti e seminali nomi del graphic-design americano. Si può dire che la sua opera ha contribuito a creare l’immagine di una America moderna. Nato nel Bronx (1920), studia presso l’Art Students’s League a Manhattan e al Brooklyn College. Dopo aver lavorato come freelance designer e art director a New York, all’inizio degli anni ’40 si sposta a Los Angeles e fonda la Saul Bass Associates. Si avvicina al mondo del cinema come pubblicitario, segnalandosi da subito come un brillante talento emergente. La sua prima grande occasione arriva nel 1954 con il film di Otto Preminger “Carmen Jones” per il quale crea la grafica del poster. Ma sono i titoli di testa ed il manifesti del film “L’uomo dal braccio d’oro” (1955), sempre di Preminger, a lanciarlo verso il successo. Da quel momento inizia la rivoluzione che Bass apporterà alla struttura ed al significato dei “main titles”, creando, di fatto, un medium che non esisteva.

Con Bass, i titoli di testa del film vengono affrancati da semplice “pop corn time” e diventano parte integrante dell’opera cinematografica. Egli riassume i temi, l’atmosfera e l’essenza di tutto il film in una narrazione altra, fatta di grafica bidimensionale che si trasforma in forme cinetiche, spesso accompagnata da musica jazz. Un breve film nel film, scandito da un rigorosissimo story board e diretto da Bass stesso, il quale diventa a tutti gli effetti regista, a sua volta, nel film di un altro. Anche per i poster, egli utilizza la sintesi e il linguaggio della grafica. Nascono così gli indimenticabili pittogrammi di “Vertigo” e “Anatomia di un omicidio”, i quali illustrano tutta la sostanza del film, metaforizzandone sino all’esasperazione i contenuti, racchiusi in pochi, sintetici segni. Egli applica la logica e la tecnica del graphic design che produce un marchio aziendale, a scapito della tradizione figurativa (pur nobile) della cartellonistica cinematografica. Bass ha diretto anche alcune “sequenze speciali”, alcune delle quali memorabili. Basti pensare alla scena della doccia di “Psycho” (1) di Alfred Hitchcock o le scene di battaglia in “Spartacus” di Stanley Kubrick. “Phase IV” (1974) è invece l’unico lungometraggio diretto interamente dal grafico americano. Si tratta di un interessante, quanto sottovalutato, film di fantascienza a sfondo ambientalista. Nel 1968 Saul Bass vince un oscar e la medaglia d’oro al Moscow Film Festival con il breve documentario animato “Why man creates”, realizzato con la moglie Elaine, sua fedele collaboratrice. Bass presterà il suo genio a oltre 35 film, sia come grafico che come regista di sequenze speciali. Ne cito solo alcuni, oltre quelli a cui ho fatto riferimento nell’articolo: “Bonjour Tristesse” (1958); “North by North” (1959); “Exodus” (1960); “The magnificent seven” (1960); “West side story” (1961); “Bunny Lake is missing” (1965).

Oltre il lavoro per il cinema che lo ha reso una leggenda, Bass ha disegnato numerosi sistemi di immagine coordinata come Bell System (la compagnia telefonica nazionale americana), la United Airlines e la Quaker Oats Company. Martin Scorsese ha rilanciato l’attività di Saul Bass per il cinema. Per Scorsese, grande regista, ma anche maniacale appassionato della settima arte, era un rapporto fortemente desiderato, dovuto e indispensabile.

Il grafico realizza per il regista i titoli di testa per “L’età dell’innocenza” (1993); “Cape fear” (1991) e “Casinò” (1995), progetti tra i più maturi e sperimentali del maestro americano.

Vedere per credere. Saul Bass scompare nel 1996 ma la sua opera continua ad irradiarsi nelle continue citazioni quasi inevitabili in chi si cimenta con la grafica per il cinema e non solo.

(1) Una vera leggenda (scusate l’ossimoro) hollywoodiana, in quanto il maestro del brivido non ha mai ammesso volentieri di aver ceduto la regia di quella sequenza che è poi diventata storica ed iconica.

Nella mediagallery vi proponiamo alcune immagini e video rappresentativi dell’arte di Saul Bass.

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La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.