Andrea Ra presenta “Nessun riferimento”

Chiedere a un musicista romano se conosce Andrea Ra è come chiedere a un cittadino della città eterna qualche cenno sul Colosseo.

Nella Capitale la fama di questo giovane bassista-cantante autoctono è monumentale.
Il merito è tutto della qualità della proposta e dell’esecuzione.
Andrea Ra, infatti, è un bassista virtuoso, ma non barocco, dalle capacità e velocità impressionanti e che compone musica e testi graffianti, tanto a livello sonoro quanto lirico. Un crossover nel vero senso della parola, camaleontico, poliedrico, ma saldamente legato alle radici italiane che lo originano.
Un autore prezioso, insomma, che merita platee ben più ampie di quelle dei club, anche se non mancano le date lungo la Penisola, e che c’è da augurarsi arrivino col suo secondo disco, fresco d’uscita, intitolato “Nessun riferimento” (Modern Life/Audioglobe). Ventitré episodi composti da undici tracce (e dodici brani ponte) scritti e arrangiati dallo stesso Andrea.
Intanto, ve lo presento.
Andrea, “Nessun riferimento” si presenta come uno psyconcept-album: cosa intendi?
A.R.: “Nessun riferimento” è un concept album perchè tutte le 23 tracce (11 brani e 12 inframezzi parlati e strumentali) sono legate da un unico tema, sviluppando una storia in cui il protagonista intraprende un viaggio all’interno della sua mente (da qui il suffisso psyco-) fino ai recessi più oscuri di una coscienza annebbiata dove possibili mondi e slanci ideali si contrappongono a una società gretta ed ipocrita, dominata dal denaro e dal potere. “Nessun riferimento” rappresenta il naturale proseguimento del precedente lavoro “Scaccomatto” (Mescal/Sony) in cui la pedina, fuggita dalle gabbia è finalmente libera, ma solo apparentemente….il protagonista è infatti un naufrago nel mare dei suoi pensieri il tutto in uno sfondo indefinibile temporalmente, come in un sogno/incubo scandito solo dalle ore notte (i titoli degli inframezzi, appunto).
E il titolo indica un avviso esplicito a chi ti chiede se contenga qualcosa di autobiografico?
Questo titolo ha diversi significati: ovviamente è legato alla storia, il protagonista è un naufrago nel mare e non ha punti di riferimento, così come non ci sono riferimenti spazio-temporali nel sogno in cui è ambientato. Dalle tematiche trattate appare evidente anche che società la in cui viviamo sta perdendo i suoi riferimenti…e probabilmente in questo senso c’è sicuramente qualcosa di autobiografico.
Torni a pubblicare un cd a dieci anni dal primo. La logica indipendente permette di uscire allo scoperto solo se si ha qualcosa da dire?
Credo che, in tutti i casi, sia importante comunicare solo quando si sente l’effettiva necessità di farlo…non è un caso che, rimanendo in ambito musicale, i dischi legati alle esigenze contrattuali si riconoscono subito! Detto questo, la logica della discografia indipendente, non potendo competere con i mezzi e gli investimenti delle major, concede una maggiore libertà rispetto alla produzione, alle strategie di comunicazione e distribuzione. Per quanto mi riguarda, ad esempio, vi anticipo che nel 2012 verrà proposta anche un’edizione limitata in vinile di “Nessun riferimento” con una sorpresa molto speciale!
Dall’ascolto del disco emergono una forte componente quasi-prog ma anche una solida matrice rock italiana: condividi?
Io vedo nel Prog italiano anni ’70 uno dei momenti più alti della discografia nostrana e non solo… quindi lo prendo come un bellissimo complimento! Gruppi come Osanna, Perigeo, Rovescio della medaglia, Banco del mutuo soccorso, Biglietto per l’inferno e tanti, tanti altri mi hanno sicuramente formato ed  influenzato. Di questi gruppi a colpirmi non sono stati solo gli aspetti prettamente musicali ma anche i vari concetti legati ai dischi e tutto l’immaginifico veicolato da artwork pregiati di vinili che in molti casi sono delle vere e proprie opere d’arte. Sono contento e mi lusinga che tu abbia colto nel mio disco tra gli altri anche questi riferimenti (che ovviamente non sono gli unici…). Sono presenti infatti atmosfere e stili musicali diversi che non facilitano a nessuno l’apposizione di etichette o classificazioni nette sul mio conto. Il motivo principale è essenzialmente legato al fatto che, raccontando una storia di un incubo notturno e di un concept su un viaggio onirico, le musiche variano molto a seconda del momento del sogno in cui ci si trova e diventano determinanti  tanto quanto l’impianto testuale che, per essere
compreso, va ricondotto sempre all’interno di una storia unica. L’artwork del disco (curato da Scarful) descrive tutto questo mondo e il concept a livello grafico. Un filo conduttore ed inequivocabile se vuoi in questo viaggio notturno in mezzo ad un mare buio e sconosciuto senza “Nessun riferimento” è sicuramente il mio basso che è posto al centro degli arrangiamenti e funge da metronomo ideale e da unico faro sempre presente attraverso 6 ore di navigazione. Ma un disco va ascoltato e un dipinto guardato quindi non ci sono parole e aggettivi sufficienti per spiegare cosa intendo. Il modo migliore per farlo è comprare il disco, scartarlo, guardarlo, toccarlo, mettersi le cuffie per ascoltarlo. 
A volte certi passaggi ricordano i Faith no More, i Mars volta o gli At the drive in: tu come ti poni nei confronti loro e della musica in generale, quella non creata da te?
Hai citato alcune delle band che, insieme a Primus e Mr. Bungle, rappresentano per me le realtà più interessanti degli ultimi 20 anni. Ascolto molta musica, senza limitarmi ad un solo genere, seguo con molto interesse tutte le novità legate alla scena indipendente, mentre i miei riferimenti più “classici” sono senza dubbio Pink Floyd, Police e Primus, il magistero delle tre P! Tre band con cantante-bassista: sarà un caso?!
Musicalmente complesso ma direttissimo nelle liriche: è il tuo stile?
Esatto! In generale non amo molto i compromessi,voglio essere chiaro e diretto nei contenuti…anche se al tempo stesso mi piace lasciare all’ascoltatore la libertà di interpretare alcuni passaggi, come avviene in diversi brani dell’album “Nessun riferimento”. Musicalmente mi piace molto sperimentare, cercare soluzioni sempre diverse alternando varie tecniche.
Si torna sul palco già prima dell’uscita del disco. Per te il live è un impegno quasi di ogni sera!
La dimensione live è quella che più mi appartiene, un’attività che in questi anni è continuata anche con collaborazioni di primissimo livello in qualità di bassista; sono molto contento dell’interesse che si sta creando intorno a questo mio nuovo lavoro e vi saluto dando appuntamento ai lettori di F052.it al mio prossimo concerto, in giro per l’Italia!
Sul sito di Andrea Ra si possono ascoltare alcuni brani e acquistare il disco. Nella mediagallery sottostante, invece, vi proponiamo il clip di “Insieme al vento”, tratto da “Nessun riferimento”.

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La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.