Arman alla Galleria Cardi di Milano

A pochi passi da Porta Nuova, nella zona investita da ambiziosi progetti di riqualificazione urbana a Milano, 13 opere di Arman sono esposte fino al 23 giugno alla Galleria Cardi.
Una personale, curata in collaborazione con Corice Arman e la Arman Marital Trust, di uno degli artisti più produttivi e rivoluzionari della seconda metà del XX secolo.

L’artista è presente, per la prima volta in Italia, con una serie di opere realizzate alla fine degli anni ‘90 e intitolate ‘Emersions’.
Le opere sono una fusione armonica e penetrante tra pittura e materia; un oggetto domestico è l’elemento artistico contestualizzato sulla tela e rivestito da pittura acrilica. Una consapevolezza spaziale dell’oggetto immerso in un liquido viscoso che prende forza e vigore emergendo dalla superficie bidimensionale. Infatti, a parole dello stesso Arman, le opere sono state create per suggestionare i paesaggi tragicamente inquinati, gli habitat urbani e quotidiani ricoperti da olio o da fanghiglia.

Armand Pierre Fernandez è il nome per intero anche se noto appunto solo come Arman, francese di nascita, ma per gli sviluppi della sua carriera naturalizzato in America e più precisamente nella grande mela. Un artista che fin dagli arbori ha abbinato pittura e oggetti insieme, anche se in principio era solito usare gli oggetti come timbri. L’irrompente matericità prende forma nelle sue prime tele attraverso degli strumenti musicali rotti o spezzati. Poi, il passaggio di massima espressione d’arte è con oggetti affettati, schiacciati o bruciati e disposti sulla tela, come scarpe, lampadari, pennelli e tubetti di colore, che lo hanno caratterizzato a livello mondiale per i concetti delle Accumulations e delle Poubelles.

Le ‘Emersions’ in mostra a Milano sono opere più recenti, del periodo quando Arman aveva ampiamente sviluppato il tema delle “accumulazioni” – distruzione / ricomposizione degli oggetti – e riconosciuto per le sculture monumentali in bronzo come la torre di orologi in piazza Saint Lazare alla stazione dei treni di Parigi.

 

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Il mio motto è: "Meglio essere piccoli e vedere grande, che essere grandi e vedere piccolo!"