Auguri Zagor

 

Zagor ha 50 anni. Ovviamente non li dimostra. Neanche una ruga o un acciacco. Noi moriremo e lui continuerà a gridare “ayaaaak”.

Che vi piaccia o no, è impossibile non essersi imbattuti almeno una volta nel più naif personaggio della scuderia Bonelli. Vale soprattutto per i “maschietti”. Si può anche decidere di ignorare l’albo in edicola ma tutti vanno dal barbiere. E dal barbiere c’è sempre un numero di Zagor. Di solito tra un Diabolik ed una Novella 2000.

Zagor e la sua tamarra, quanto affascinante, casacca smanicata con l’aquila, al centro di un cerchio giallo, degno di “O sole mio”. Una variazione tutta italiana dell’ovale con il pipistrello del più noto Batman, o se volete, dello scudo sul petto di Superman. E poi la scure. Quella scure. Un’arma quasi imbarazzante, con quel sasso, neanche appuntito, che sembra più adatto ad una gara di lancio delle pietre a pelo d’acqua. Eppure, con questa improbabile scure, Zagor ha combattuto e sconfitto centinaia di malvagi, uno su tutti, Dracula, il minaccioso vampiro, capitato, non si sa come, nella “salgariana” foresta di Darkwood. Ma come non citare Mortimer, Iron Man (non quello Marvel, per fortuna di Zagor) o Supermike (che non ha nulla a che vedere con un programma di Mike Bongiorno). Un nemico ultra kitsch, degno di fare la comparsa nel film “Zorro contro Maciste”.

Chiunque minacci la pace della frontiera deve vedersela con lo spirito con la scure ed il suo assistente CicoFelipe Cayetano Lopez Martinez y Gonzales. Una spalla comica da avanspettacolo, per la quale, qualcuno ha scomodato Cervantes. Io mi limiterei al comunque grande Riccardo Billi.

Creato da Sergio Bonelli, con lo pseudonimo di Guido Nolitta, Zagor scende in campo al fianco di Tex per fronteggiare Capitan Miki e Blek Macigno, temibili avversari editoriali.

E vince la sfida. Zagor, infatti, ben piantato nei jeans attillati, continua a gridare il suo impronunciabile urlo di battaglia mentre gli altri sono ormai personaggi da “Chi l’ha visto?”. Sono certo anche per merito del fedele Cico. Decisivi i disegni di Gallieno Ferri (contrariamente a Zagor invecchia ed ha 81 anni) che è riuscito a creare un universo grafico coerente nel quale Tarzan incontra Flash Gordon mentre passeggia con L’Uomo mascherato.

Lo Zagor nazionale, “Te.Nay” nella inverosimile lingua indiana di Bonelli, è l’ultimo dei grandi eroi popolari. Ha gli occhi alla Gary Cooper, detesta la violenza, lo anima un profondo senso della giustizia, non ha macchie né ombre e le sue avventure galanti con il gentil sesso sono centellinate, contrariamente al “divo” della Bonelli, Dylan Dog, che si fa un paio di scopate a numero.

Al contrario del granitico ed asfittico Tex, le avventure dello spirito con la scure sono contaminate ed ibridate da tutti i generi e forse in questo risiede il segreto della sua longevità.

La legione di fans, la stampa e la rete, stanno tributando al nostro eroe un caloroso omaggio in occasione di tale importante anniversario. Addirittura in edicola un cd del cantautore Graziano Romani, interamente dedicato alle sue gesta. Il disco si chiama Zagor king of Darkwood e non è particolarmente consigliabile. Salvo sospendere l’incredulità e credere che Bruce Springsteen, come Dracula, si sia smarrito nella foresta di Darkwood.

Auguri Zagor.  

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