Bad Jokes: poprock in controtendenza

 

Quando si guarda troppo in avanti per cercare di sorprendere a tutti i costi, nella musica si rischia di cominciare ad avvertire giramenti di testa, ecco perché chi sperimenta non per attitudine ma per calcolo finisce, prima o poi, con l’essere smascherato e lasciato cadere nel dimenticatoio.
Il problema è proprio questo: oggi gran parte dei musicisti emergenti ritiene che si debba proporre necessariamente qualcosa di nuovo per lasciare tracce nella memoria Ram dell’ascoltatore. Non è così, perché occorre innanzitutto avere le idee chiare su cosa si vuol fare e poi farlo bene, a prescindere che si tratti di sentieri musicali già percorsi e senza pensare di essere arrivati già al primo demo inciso nello studio sotto casa.
I Bad Jokes, questo punto di vista, sono invidiabili: coerenti, musicalmente ineccepibili, con le idee chiare e inconsapevolmente controtendenza.
Sì, perché suonare pop-rock, quello vero, quello colto, oggi in definitiva equivale a essere in controtendenza.
La band, italianissima ma londinese d’adozione, è una conseguenza dei “Band on the Run”, un gruppo fondato nella capitale inglese da due fratelli napoletani, Claudio e Dino Lancellotti, studenti fuori sede e fuori Italia che, incontrati Marco Corcione, pianista e arrangiatore, e il cantante Fabrizio Balsamo, e intrapresa la trafila dei live nei club inglesi, numerosi quanto fumosi, trovano l’amalgama e lavorano a un disco, poi registrato a casa, a Napoli, nel loro home-studio.
Il risultato è “…just a matter of time…”, disco-sintesi dei gusto, delle esperienze e delle potenzialità di ogni Bad Joke, pubblicato da Clapo e distribuito da Edel, di cui hanno parlato ovviamente in modo più esaustivo loro stessi:
Beatles, Toto, Sting, Duran Duran: i numi tutelati dei Bad Jokes, stando alle vostre dichiarazioni ufficiali, appaiono essere questi. Mica robetta! Direbbero a Roma. I Bad Jokes quindi fanno pop rock colto, per intenderci?
I Bad Jokes innanzitutto si divertono. Per farlo, compongono e suonano la musica cha amano. Se poi sia colta o no questo sta al pubblico deciderlo; sicuramente non abbiamo mai accettato compromessi che avrebbero potuto limitarci, e la scelta dell’inglese lo prova appieno!
Questo orientamento musicale è frutto della vostra costituzione all’estero? I Bad Jokes nascono a Londra e non a caso, eccetto i Toto, i modelli sono tutti inglesi.Â…
In realtà forse è più il contrario, il nostro amore per la musica internazionale ci ha portati spesso all’estero e li’ poi abbiamo trovato le conferme che cercavamo. Confrontarsi con altri artisti che vivono il tuo stesso modo di fare musica ci ha maturati e legittimati, ma quell’amore esisteva già da prima ed è stata quella la molla iniziale.
Quanto rimane, invece, di italiano nella vostra musica?
Per quanto possa sembrare strano non c’e’ nulla di italiano nella nostra musica.
Di certo avete scelto di cantare in inglese: al di là del sound, perché questa scelta?
Non per moda ne’ per principio, ma per coinvolgimento musicale; tutto il nostro background culturale è anglosassone e le canzoni che scriviamo non potevano che essere in inglese. E’ stato un parto naturale senza nessuna costrizione, dentro di noi la musica vibra e batte con questi colori. Non avremmo mai potuto fare niente di diverso!
E la scelta di tornare in Italia? A cosa è dovuta?
A Napoli abbiamo il nostro studio di registrazione, ed una volta deciso di passare dalle composizioni alla registrazione è risultato naturale ritornare in Italia. Ormai il più era fatto!
Ora che avete pubblicato il disco che ambizione avete? Come pensate di “aggredire” il mercato italiano spesso (eufemismo, ndr)  “drogato” dal music-business?
La nostra idea è di farlo ascoltare il più possibile! Stiamo ultimando la preparazione del live, che ci permetterà di portare la nostra musica a contatto con il pubblico, che è quello a cui teniamo di più. A questo proposito potrete tutti consultare il nostro sito www.badjokes.it, per le date a venire, e ovviamente siamo presenti su Facebook, praticamente ogni giorno con resoconti delle nostre giornate e degli eventi che ci vedono protagonisti.
Intanto, su YouTube c’è il clip del primo singolo, “World keep tumblin’ down”, che vi proponiamo in mediagallery.

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La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.