Berlinguer odiava i colori?

La partita di  calcio Italia-Germania, valevole – uso un termine caro ai telecronisti del passato – per passare alla finale dei campionati europei del 2012, si è conclusa felicemente. La partita ha qualcosa in comune con l’altra sfida Italia-Germania disputata nella finale dei mondiali di Spagna del 1982. Qualcosa in comune dal punto di vista dei telespettatori. Perché se oggi le dirette TV dai campi di Polonia e Ucraina hanno rappresentato la consacrazione del passaggio al digitale terrestre, i mondiali dell’82 lo furono per il passaggio definitivo alla televisione a colori.

La televisione italiana aveva cominciato a trasmettere a colori da pochi anni e con un ritardo a dir poco spaventoso rispetto agli altri paesi, anche ai paesi sottosviluppati. Il motivo di questo ritardo era riconducibile esclusivamente all’ostilità del mondo politico e francamente non se ne sono mai comprese bene le reali ragioni, se non per quell’oscurantismo e per l’indubbia vocazione autolesionista che ha sempre caratterizzato la classe politica italiana. Per quel “cupio dissolvi” che ha portato la politica italiana a mettere il bastone tra le ruote tutto ciò che di buono ci sia nel nostro paese e magari a farlo fallire. L’industria televisiva, intesa come produzione di apparecchi TV, era uno dei fiori all’occhiello dell’industria italiana. Il fatto che in Italia non ci fosse la televisione a colori poneva, però, questo tipo di produzione decisamente fuori mercato.

Tutto ciò non impensieriva particolarmente i politici negli anni Settanta. Ugo La Malfa sosteneva che la televisione a colori era un lusso e come tale era esecrabile. Ma la opposizione maggiore al Tvcolor era rappresentata dal partito comunista e dal suo segretario Enrico Berlinguer. Perché? Onestamente non lo so. Il ragionamento che faceva era questo: se la televisione si vede anche in bianco e nero, che motivo c’è del colore? Ma è una motivazione che, evidentemente, non regge. Forse temeva che gli italiani, con una televisione a colori, avrebbero visto che i comunisti erano davvero rossi e che, di conseguenza, poteva essere vero anche che mangiassero i bambini. L’unica ragione valida potrebbe essere che Berlinguer fosse così sensibile di animo da non volere che un uomo normale avesse più chance di un daltonico.

Altre ipotesi non riesco a farne se non che Enrico Berlinguer, per chissà quale oscura ragione, possa aver odiato i colori.

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La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.