Biennale 2017 di Venezia

Sboccia la primavera e il profumo è tutto al femminile. Sì, quest’anno La Biennale di Venezia sfoggia (finalmente) una serie di fiocchi rosa per le nomine a figure importanti nel firmamento della cultura mondiale.

In primis la curatrice della 57. Esposizione Internazionale d’Arte con Christine Macel, Curatore capo del Musée national d’art moderne – Centre Pompidou di Parigi. Al Padiglione Italia alle Tese delle Vergini in Arsenale, la direttrice del programma di arte pubblica dell’High Line di New York, Cecilia Alemani, nonché moglie del curatore della scorsa edizione, sempre d’arte, Massimiliano Gioni. E per la direzione della
16. Mostra Internazionale di Architettura del 2018 il 16 gennaio di quest’anno, il Cda della Biennale di Venezia ha affidato la curatela al duo Yvonne Farrell e Shelley McNamara.

La Biennale si deve qualificare come luogo che ha come metodo, e quasi come ragion d’essere, il libero dialogo tra gli artisti e tra questi e il pubblico.

Con queste parole il Presidente della Biennale Paolo Baratta ha presentato la Biennale Arte 2017.
Una mostra dal percorso espositivo, che si sviluppa intorno a 9 tematiche artistiche che costituiscono un Trans-padiglione, in senso transnazionale, per 120 artisti partecipanti. Fiduciosi del ‘girl power’ l’edizione di quest’anno è annunciata con una programmazione di 22 Eventi Collaterali e la partecipazione di 85 nazioni, siti negli spazi storici dei Giardini, Arsenale e in giro per tutta la città lagunare con anche, per la prima volta con un proprio padiglione: Kiribati, Nigeria, Kazakistan, Antigua e Barbuda.

Alla presentazione della Biennale d’arte, il 6 febbraio, Christine Macel ha dichiarato:

Una Mostra ispirata all’umanesimo, nel quale l’atto artistico è a un tempo atto di resistenza, di liberazione e di generosità.
L’arte di oggi, di fronte ai conflitti e ai sussulti del mondo, testimonia la parte più preziosa dell’umanità, in un momento in cui l’umanesimo è messo in pericolo. Essa è il luogo per eccellenza della riflessione, dell’espressione individuale e della libertà, così come degli interrogativi fondamentali. L’arte è l’ultimo baluardo, un giardino da coltivare al di là delle mode e degli interessi specifici e rappresenta anche un’alternativa all’individualismo e all’indifferenza.
Più che mai, il ruolo, la voce e la responsabilità dell’artista appaiono dunque cruciali nell’insieme dei dibattiti contemporanei. È grazie alle individualità che si disegna il mondo di domani, un mondo dai contorni incerti, di cui gli artisti meglio degli altri intuiscono la direzione.
VIVA ARTE VIVA è così un’esclamazione, un’espressione della passione per l’arte e per la figura dell’artista. VIVA ARTE VIVA è una Biennale con gli artisti, degli artisti e per gli artisti.

Con questo spirito, quest’anno ci sarà la ‘Tavola Aperta’, ossia tutti i venerdì e i sabato di ogni settimana, durante i mesi d’apertura al pubblico dell’Esposizione, un artista condividerà con le persone un pranzo in cui confrontarsi e dialogare sul proprio lavoro o sull’arte in generale.
Dove poterli incontrare? Questi eventi sono programmati nella parte antistante del Padiglione Centrale dei Giardini oppure alle Sale d’Armi dell’Arsenale. Per chi non può recarsi a Venezia o, ovviamente non essere tutti i venerdì o sabato disponibile, gli incontri vengono registrati in streaming e trasmessi sul sito della Biennale.

Black Karla_Verb_Photo © Ronnie Black
Dekyndt Edith_One and Thousand Nights_photo by Sven Laurent

F052 si sta già preparando alla maratona della vernice in piano per i giorni 10, 11 e 12 maggio, mentre la cerimonia di premiazione e l’inaugurazione ufficiale sono previste per sabato 13 maggio 2017.
#Staytuned!

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Arte, arte e ancora arte. Non posso farne a meno... Il mio motto è: "Meglio essere piccoli e vedere grande, che essere grandi e vedere piccolo!"