C’è vita su Marte?

 

Leggo sul sito corriere.it la notizia di un monolite nero che sarebbe stato individuato su Marte e di cui ci sarebbero anche delle immagini scattate qualche anno fa da HiRise, il sensore ottico della Nasa. Chi conosce il film di Stanley Kubrick “2001 Odissea nello spazio” – e chi non lo conosce? – avrà capito dove sta la notizia. Nel film, infatti, una spedizione spaziale atterrata – pardon, ammartata – sul pianeta rosso avrebbe lasciato a perenne memoria del proprio passaggio un monolite nero.

Guardando le immagini – dico la verità – a me il monolite sembra bianco, comunque prendo la notizia per buona. Si chiede il Corriere: «È la prova dell’esistenza di un’antica civiltà marziana? Eretto dagli alieni per chissà quali ragioni?» La comunità degli ufologi non avrebbe dubbi: ciò che è stato descritto in “2001 Odissea nello spazio” è tutto vero. Deduco che dovremmo concludere che Stanley Kubrick è stato veramente su Marte a girare il suo film.

Chi sostiene questo non ha idea dei limiti che pongono le case cinematografiche al budget per la produzione di un film, si trattasse anche di Stanley Kubrick. Altra ipotesi sarebbe che lo stesso regista abbia avuto rapporti con gli alieni che sul pianeta Marte avrebbero messo il primo piede – ma gli alieni hanno piedi? Prendiamo, comunque, anche tutto questo per buono. Soltanto un folle potrebbe osare contraddire un ufologo. Ne sanno qualcosa gli astronauti della NASA che hanno avuto la pessima idea di accettare di far parte del Programma Apollo che sulla Luna li ha fatti sbarcare. O, meglio: li “avrebbe” fatti sbarcare – qui il condizionale è veramente un obbligo.

Credo che gli astronauti che hanno messo il proprio piede sulla Luna si siano tutti pentiti, a giudicare dalle polemiche che sono state sollevate successivamente. A cominciare da quando lo scrittore americano William Charles Kaysing ha pubblicato il libro “We Never Went to the Moon: America’s Thirty Billion Dollar Swindle”. Traduco il titolo: “Non siamo mai stati sulla luna, la truffa americana da trenta miliardi di dollari” – gli americani su ogni cosa devono fare una valutazione economica. William Charles Kaysing sostiene, in sostanza, che l’uomo non è mai stato sulla Luna e che è tutta una bufala della NASA per far credere ai sovietici di aver tagliato per primi il traguardo lunare. E tutto ciò per soddisfare l’insaziabile bisogno di primati che avrebbero gli americani.

Si sarebbe trattato, quindi, di un complotto – non saprei dire di che natura. Sarebbero molte le prove di questo complotto, una delle quali è la famosa frase pronunciata in italiano dall’astronauta Charles Duke dell’Apollo 16, il quale durante la passeggiata lunare avrebbe esclamato: “Mamma mia!” Bene, di questa esclamazione non vi è riscontro alcuno nelle trascrizioni della NASA. Perbacco!

Questo basta ad accendere le fantasie dei cosiddetti “complottasti”, primi fra tutto gli internettauti. Tanti sono i siti internet pronti ad accogliere prove in questo senso e ne avrete un saggio cliccando su complottilunari.blogspot.it

Ricevo al mio indirizzo di posta elettronica l’invito a prendere visione del video seguente http://www.youtube.com/watch?v=Kz-N4OdoEhM&feature=related

Nelle immagini si sostiene che, durante una missione spaziale americana, alcune riprese della Terra vista dallo spazio sarebbero state parzialmente schermate per mettere artatamente in ombra una parte del globo terrestre che in quel preciso momento per essere illuminato lateralmente dal sole doveva necessariamente presentare in ombra la parte opposta. Le immagini erano mostrate a uno dei protagonisti di quella spedizione spaziale, Buzz Aldrin, il secondo uomo ad aver poggiato il proprio piede sulla Luna. Mentre scorrono le immagini, la discussione degenera: «Dovrebbe vergognarsi! […] Che razza di egocentrismo deve avere, per volersi mettere in vista in questo modo!» Insomma, volano parole grosse, insulti e minacce di azioni legali.

Chi vuole, può guardare le immagini e farsi una propria idea della cosa. La mia idea è che l’autore dell’intervista rappresenta il modo di fare giornalismo oggi. Che punta non tanto a cercare la verità, ma a esporre al pubblico ludibrio il malcapitato di turno. Con tutto questo si dovrebbe dimostrare che l’uomo è stato veramente sulla Luna o, al contrario, che è stata tutta una bufala. In realtà, si dimostra una cosa ancora più grave: che il mondo intero è avvolto in una nube opprimente che offusca la ragione e rende davvero difficile distinguere il vero dal falso.

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La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.