Charlot: 100 anni sotto le "luci della ribalta"

7 febbraio 1914, in soli 7 minuti un piccolo cortometraggio segna la storia di un grande artista e della maschera comica più famosa al mondo. 100 anni fa Charles Spencer Chaplin fa il suo debutto sul grande schermo con ”Kid Auto Races at Venice”, diretto da Henry Lehrman, dove “the little tramp” appare nella figura che lo contraddistinguerà in tutta la sua carriera cinematografica: giacchetta stretta, pantaloni e scarpe più grandi della sua misura, bombetta, bastone da passeggio in bambù, baffetti folti, andatura ondeggiante, maniere raffinate e dignità di gentiluomo. Charlot. Passano gli anni e mentre Charlie Chaplin si afferma come uno dei cineasti più influenti dell’epoca moderna e contemporanea il suo vagabondo Charlot, diventa il simbolo e l’emblema dell’uomo semplice e buono, bersagliato dalle ingiustizie della società moderna che combatte le sue battaglie con il malinconico disincanto del suo sorriso. L’abilità di racconto e le modalità di influenzare il linguaggio tipiche di Chaplin rendono immortali e sempre attuali le sue opere. Le celebrazioni ufficiali del centenario di Charlot hanno preso il via il 3 febbraio con la proiezione in 70 sale sale italiane del cortometraggio di esordio unitamente a ”The gold rush” pellicola del 1925 restaurata dal Laboratorio de L’Immagine Ritrovata della Cineteca di Bologna impegnata da 13 anni in un progetto di recupero, restauro e digitalizzazione dell’intero archivio personale e professionale di Chaplin per rendere immortale la sua intera opera. Il restauro de La Febbre dell’Oro ha restituito, alla pellicola, per la prima volta il ritmo e la velocità originali e soprattutto le musiche originali, quelle per orchestra scritte dallo stesso Chaplin, con una qualità dell’immagine mai vista prima riportando così alla luce un capolavoro, una storia d’amore dolce, poetica e comica che fa piangere e ridere il pubblico contemporaneamente.

Ma non è tutto, negli ultimi dieci anni la Cineteca di Bologna ha lavorato anche al recupero di un manoscritto trovato negli archivi privati di Chaplin. Un lavoro lungo e meticoloso che ha portato, con l’aiuto di David Robinson, il biografo ufficiale di Charles e l’approvazione della famiglia, alla pubblicazione dell’inedito ed unico romanzo scritto da Chaplin nel 1948. ”Footlights”, questo il titolo dell’opera, rappresenta il principio di quello che nel 1952 sarebbe poi diventato il film “Limelight – Le luci della ribalta” e può essere considerato il vero e proprio testamento artistico di un Chaplin che ritornato nella sua Londra ripensa agli anni della giovinezza, al mondo del music-hall londinese e al rapporto con il pubblico. La presentazione del volume, edito solo in lingua inglese, in anteprima mondiale a Londra il 4 febbraio al British Film Institute rappresenta uno dei primi tra i tanti appuntamenti che si susseguiranno nel corso del 2014 per le celebrazioni del centenario di Chaplin che culmineranno nel convegno dal 26 giugno durante la XXVIII edizione del festival Il Cinema Ritrovato, e che riunirà a Bologna i più importanti chaplinisti del panorama internazionale. Appuntamento da non perdere.

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La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.