Città creativa o bella addormentata sul posto?

Città creativa o ricreativa, con la testa al gioco? Tutte e due insieme o la ‘’ Bella addormentata sul posto’’, un titolo che a Matera città del divano le spetta di diritto per quello che è stato durante i tempi d’oro dell’industria del mobile imbottito, cerca itinerari non percorsi in vista della candidatura a capitale europea della cultura per il 2019? L’interrogativo continua a montare dopo la visita di Charles Landry, interprete di una teoria e di una filosofia di vita che altrove ha attecchito e fatto proseliti e procurato ritorni anche economici a città e territori. E da noi? Ne ho sentite e viste di tutti i colori a metà tra l’entusiastico slogan sessantottino ‘’ L’immaginazione al potere’’, commettendo l’errore di una consonante (D anziché T, e quindi podere anziché potere) perché Matera  con la storia dei rioni Sassi è anche  “capitale della civiltà contadina”, e l’incredulo   con  i commenti rassegnati  “perché la cultura del mattone avrebbe  atrofizzato  menti e opportunità”, di quanti non sono andati oltre la pacca sulle spalle dell’incoraggiamento, ma senza aver spazi, considerazioni e magari opportunità per investire in loco. Resta il merito della provocazione e dello stimolo di Landry ad avere ambizione, a crederci e a inventarsi qualcosa per esempio verso i visitatori per accrescere permanenze e  appeal  (termine inglese di moda rispetto all’italico  ‘’attrazione’’). Inventiamoci qualcosa, magari con una cartellonistica moderna allo studio sin dalla prima metà degli anni Novanta e   che superi gli attuali limiti del formato A4 rm ( che sta per ridotto e scritto in minuscolo, come accade per i Sassi).  Servirebbero anche  i tabelloni elettronici, quelli che dovrebbero preavvisare già all’ingresso della città che c’è una zona a traffico limitato e la rete wireless per soddisfare le legittime esigenze di quanti hanno necessita di comunicare con il resto del mondo  o avere informazioni su questo o quell’argomento ? Forse queste cose verranno con un progetto da creare( parola magica), finanziare e gestire , che metta in rete tante funzioni.    E che dire della mobilità. Un bell’esempio è venuto  da  alcune associazioni e dal ‘’Vivicittà’’, che hanno dimostrato  come si possano fare cose praticabili stimolando anche le famiglie a mettere da parte l’auto per una salutare passeggiata in città, nonostante la presenza dei ‘’posatori’’ della domenica. Città sostenibile con spazi destinati ai piccoli per il gioco e una dimensione particolare che consente agli adulti di mettere da parte telefonini, tablet e walkman per scambiare quattro chiacchiere, cantare ( sempre più  meno avvezzi a farlo)o guardare che ha aperto un negozio o ha chiuso quello all’angolo. Uno stimolo alla creatività. Chi viene in una città particolare, come Matera,  cerca le dimensioni perdute della vita, come riscoprire il gusto e la volontà di andare a piedi, in bici o sui pattini lungo le strade, nelle piazze o nei parchi quando si troveranno risorse e soluzioni per la loro piena fruizione e gestione, tutelando esigenze diverse. Non è possibile che negli spazi giochi per bambini o nei vialetti scorrazzino liberamente cani di grossa taglia e senza museruola! Anche qui  ci vuole  uno sforzo creativo da parte di chi ci amministra. Verde e spazi comuni  come risorsa e per tutelare la salute dei cittadini. Del resto un ulteriore spinta a stare all’aperto e a muoversi e a fare sport, che è tutto benessere , in tal senso è giunto nei giorni scorsi dal presidente del Coni, Giovanni Malagò, che a Firenze  ha lanciato il grido d’allarme sul ‘’ BelPaese dei sedentari’’. Ha ragione e tanta, visto che siamo il Paese dei paradossi con  un popolo di sportivi “ tifosi” che si alimenta di chiacchiere e commenti su partite o sul nulla e che ha disposizione  un numero spropositato di media  che invitano a tenere la testa nel pallone, a cui corrisponde un numero limitato di sportivi ‘’praticanti’’.  E, accanto ai paradossi, ci sono anche i dossi…se facciamo riferimento alle rotondità adipose di quanti per pigrizia o stili di vita preferiscono deambulare sulle due o quattro ruote o procedere a ‘’passo da mercato’’.  Che il limite alla creatività sia determinato anche da questa scarsa volontà a muoversi e a conoscere meglio dove viviamo, a cominciare dalla toponomastica ? L’altra sera ho assistito davvero a qualcosa di paradossale, che conferma  anche la presenza di una buona dose di ignoranza. A un turista che in piazza Vittorio Veneto gli chiedeva dove fosse l’attigua ‘’Piazza del Sedile’’, un giovane materano ha mostrato dapprima smarrimento ma poi ha rimediato attivando una ricerca con lo smartphone su ‘’google map’’,  rafforzando la risposta con il riferimento a un pub che si trova, invece, in via Ridola. Non sappiamo se il turista abbia raggiunto la meta e cosa abbia pensato, ma di certo porterà con sé quella piccola esperienza tra le curiosità e le  storie  minime della sua visita a Matera. C’è ancora molto da fare,  ma il seme piantato da Charles Landry germoglierà. Se sono fiori cresceranno o ‘’cimeranno’’?

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<p>La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.</p>