Conoscete Manuele Madalon?

Il sospetto che il mercato librario italiano sia un grande bluff affiora già al primo colpo d’occhio. Ma evidentemente la soggezione che il mondo editoriale incute trattiene gli italiani dal manifestarlo apertamente. In Italia sono stati celebrati scrittori che in altre parti del mondo sarebbero stati presi a calci. Nomi non se ne possono fare. Abili avvocati ci farebbero condannare al pagamento di consistenti risarcimenti per diffamazione, che sono l’unica realistica speranza di reddito per una certa parte di questi signori scrittori.

Sarebbe difficile, davanti a un giudice, fornire la prova certa dell’inconsistenza del mondo letterario. Ma qualche elemento, a questo proposito, viene offerto ora dall’ottimo lavoro condotto a Torino da un’équipe di giovani che potrebbero passare per i soliti buontemponi e che invece sono intraprendenti studenti di Ingegneria del Cinema presso il Politecnico di Torino. Cosa hanno fatto questi giovani lo si può vedere nel video che è segnalato in fondo alla pagina. Si tratta di un esperimento con il quale si sono volute verificare le effettive conoscenze che si attribuiscono, forse troppo a cuor leggero, a quegli “esperti” che si possono incontrare nelle giurie dei premi letterari.

Concretamente, si chiedeva loro di esprimere un giudizio su L’implosione, romanzo di Manuele Madalon, un esordiente, nominato “scrittore dell’anno”. Gli esperti interpellati sono stati Vittorio Sgarbi, Giorgio Faletti, Sergio Rizzo, Serena Dandini, Mauro Cronona, Giancarlo De Cataldo, Lucia Annunziata, Federico Moccia, Margaret Mazzantini. È emerso che Vittorio Sgarbi aveva apprezzato del libro quella ambientazione particolare che rende il romanzo «misterioso e sottile». Serena Dandini, cui l’autore chiedeva se il suo libro le fosse piaciuto, rispondeva senza esitazione: «Come no? Certo!». Mauro Corona, con il suo solito linguaggio diretto, sollecitava Madalon a proseguire nella sua produzione letteraria. E il probo Sergio Rizzo diceva di ritenere questo libro che gli era piaciuto il «buon avvio» di uno scrittore esordiente. Mentre il magnanimo Giorgio Faletti trovava interessante «tutto l’insieme» del romanzo. A dir poco entusiasta si mostrava poi il magistrato-scrittore Giancarlo De Cataldo. L’autore di Romanzo criminale è stato prodigo di consigli al giovane Madalon perché possa migliorare l’impianto dei suoi scritti, proponendogli di attingere ancora a quel mondo che «racconti in un modo estremamente autentico» e che potrebbe rappresentare «uno sguardo rivelatore su un mondo che a me arriva estraneo». De Cataldo ha concluso dicendo di essere certo che «l’opera seconda sarà più matura».

Bisogna precisare, però, due cose importanti: il romanzo L’implosione non esiste affatto e Manuele Madalon, che non ha mai scritto niente, non può essere considerato propriamente uno scrittore, ancor meno “scrittore dell’anno”. Intervenendo alla “presentazione” di questo libro inesistente, Nicola Gallino, responsabile della comunicazione della Fondazione del libro, la musica e la cultura, ha detto di ritenere questa burla «un piccolo capolavoro» che smaschera i meccanismi poco cristallini attraverso i quali si costruisce una celebrità, una fama letteraria. Tutto da seguire anche l’intervento dello scrittore Andrea Bajani sul “fenomeno Madalon” di cui sostiene essere piena l’industria editoriale.  Il video nella sezione mediagallery.

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