Corri, uomo, corri

 

Io, i libri di Chester Himes (1909 – 1984) li leggerei, a prescindere. Non fosse altro per rispetto alla sua faccia. Potete guardarla, sopra queste righe e dirmi se mi sbaglio. Ma, a parte l’intensità e il fascino di questo volto, i libri di Himes vanno letti perché sono dei capolavori del Noir o Hard boiled, se preferite. Per quanto, l’autore, pur rispettando alcune prerogative del genere, è riuscito a reinterpretarlo in modo assolutamente personale.

Nelle storie di Himes c’è sempre un nero che corre. Corre, letteralmente, dalla prima pagina sino all’ultima. Questo non accade nei romanzi di nessun altro. Corre invano, perché, a proposito di regole del genere, nella letteratura noir, il lieto fine non esiste e l’uomo si ritrova sempre sconfitto, dalla sua limitatezza e dalla crudeltà delle leggi che governano la società. L’esistenza, nel noir, è un vicolo cieco.

Anche gli eroi di Himes non sfuggono a questa impietosa regola, ma essendo neri, la loro disavventura, diventa anche l’emblema di una condizione razziale scandita da ingiustizia, brutalità ed ironico cinismo. Harlem, luogo privilegiato nella letteratura di Himes, è un inferno dalle fiamme scure in cui regna l’anarchia e sono proprio i neri a volte ad essere i primi carnefici della propria “gente”. Dove regna l’anarchia, non conta il colore della pelle e tanto meno l’ideologia o l’appartenenza politica. Himes descrive un mondo senza possibilità di riscatto che ha spesso messo a disagio critici e lettori.

I personaggi di Himes, corrono. Sembra di guardare un film piuttosto che di leggere un libro. I fogli diventano fotogrammi e l’azione non si interrompe mai. Il lettore rischia di ritrovarsi con il fiatone. Una pellicola, tascabile e stilizzata, quasi un fumetto, in cui la violenza si mescola incredibilmente con la commedia, come forse non era mai accaduto nel genere Noir.

“Descriva delle scene. Come nei film. Scene che siano sempre visibili. Assolutamente nessun flusso di coscienza. Non ce ne frega niente di chi pensa cosa, solo cosa stanno facendo”

Questi, i consigli di Marcel Duahmel (2) allo scrittore di colore quando lo ingaggia per scrivere per la sua prestigiosa collana nera. Himes, li prende in grande considerazione e grazie a questo incontro, finalmente, il suo nome comincia ad emergere tra i grandi della letteratura hard boiled. Dapprima in Francia e poi lentamente nella sua America.

Anche sei ai suoi personaggi è negato il tempo di pensare, la morale, al termine della loro sventura, è limpida. Il mondo è pieno di inganni e menzogne. Chester Himes non intende consolare il lettore in alcun modo, tanto meno, offrire soluzioni. La sua stessa vita, fuori dalla finzione, però, ci offre un sottotesto per interpretare con più ottimismo la nostra esistenza e le opportunità che ognuno di noi può regalare a se stesso.

Himes, a 20 anni, dopo un brutto e curioso incidente (3), rapina una coppia di anziani e li imprigiona nel bagno della loro abitazione (dove rimarranno reclusi per una ventina di minuti). Prontamente catturato, viene condannato a 20 anni di reclusione. 20 anni di carcere contro i 20 minuti di segregazione della coppia nel bagno. Nasce forse in quel momento la sprezzante ironia esistenzialista dell’autore?

Himes sconterà 7 anni, prima di ottenere la libertà condizionata. Ed è in prigione che comincia a scrivere i suoi primi racconti e matura l’idea di essere uno scrittore. Scelta che, tempo dopo, certamente in ritardo, gli varrà stima e notorietà.

Insomma, se il romanzo noir non lascia scampo o possibilità di redenzione, la vita, a volte si.

Se siete curiosi di conoscere il “Chandler nero”, potreste cominciare dal romanzo “Rabbia ad Harlem” (4), uno dei capitoli più pregnanti del Ciclo di Harlem, per l’appunto.

Scusate, ma adesso, devo scappare!

 

(1) Alcuni dialoghi sono sorprendentemente esilaranti, degni di una commedia grottesca.

(2) Marcel Duahmel è stato il direttore della mitica Sèrie Noir di Gallimard.

(3) Cade nella tromba di un ascensore.

(4) Rabbia ad Harlem è pubblicato da Marcos y Marcos nella collana tascabile Minimarcos 

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<p>La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.</p>