DARK STAR

 

La notizia ha fatto il giro del Web. La Walt Disney ha ritirato dal commercio la T-shirt con Topolino, ispirata all’album del 1979 “Unknow pleasures” dei Joy Division.La copertina del disco con le pulsazioni della stella Pulsar scoperta negli anni ’60 su fondo rigorosamente nero è una delle più riconoscibili e famose della storia della cover art. E non solo per i seguaci dello sfortunato Ian Curtis e del post-punk, genere del quale i mancunianifurono campioni. La Disney, nel suo sito, spiegava i motivi di questa idea grafica.

“Ispirata alla famosa copertina dell’album dei Joy Division, questa maglietta incorpora il logo di Topolino all’interno di un grafico ad onda, raffigurante le pulsazioni di una stella. Decisamente appropriato, visto che poche stelle hanno sollevato più onde di Topolino!”.

Nulla da dire, sembrerebbe. Invece, i fan (notoriamente poco elastici e bigotti) si sono scatenati e indignati per questa blasfema analogia. Neanche un cattolico che veda una maglietta con Gesù crocifisso sulla banana di Andy Wharol, si adirerebbe tanto. Anche perché l’immagine del Cristo è una delle più utilizzate e reinterpretate, anche provocatoriamente dal mondo dell’arte. Insomma, per i fan della band, è lesa maestà. Ci sarebbe da chiedergli se la stella Pulsar o la famiglia Appiani (la cui tomba è stata ritratta sulla copertina di Closer, altro disco dei Joy Division) siano stati felici per l’utilizzo della propria immagine.

A parte quindi questa mancanza di senso della realtà, mi sembra che gli ammiratori dei Joy Division pecchino anche di senso dell’ironia e soprattutto delle proporzioni.

I fedeli di Ian Curtis, affascinati, ancor più che dispiaciuti, dalla depressione cronica del carismatico cantante, dovrebbero, proprio dai Joy Division, comprendere il significato e l’importanza dell’ironia. Come spiegare altrimenti che quattro ragazzini vestiti di nero,uno dei quali si impicca tragicamente a 23 anni, decidano di chiamarsi la “divisione di gioia”? Per quanto riguarda le proporzioni, forse ai fan della band sfugge chi sia Mr Mickey Mouse. Il topo in questione è una delle massime icone dell’immaginario degli esseri umani. E poi, Mickey è Walt, uno dei pochi veri geni della storia. Insomma, indignarsi per aver abbinato la caratteristica silouhettedel roditore composta da tre cerchi (che poi sono tre dischi, se ci pensate) alla copertina dell’album mi sembra irrispettoso.

Una regina del post punk gotico, come Siouxie (and the Banshees), ad esempio, ci prova da trent’anni a rassomigliare alla matrigna di Biancaneve e nessuno pare si sia mai lamentato. La grande cantante inglese ha anche inciso una splendida cover Disney (da “Il libro della giungla”).

Insomma, con tutto il rispetto per i Joy Division, band che amo profondamente, trovo lusinghiero che la Disney abbia voluto omaggiarli. Anzi, ritengo sia un caloroso atto di ammirazione e anche umiltà, da parte di un gigante dell’intrattenimento, aver pensato ad un gruppo musicale che, per quanto noto, paragonato alla popolarità di Topolino, è poco più che “di nicchia”.

I fan, accecati, la pensano diversamente e qualcuno addirittura invoca la violazione dei diritti dell’immagine. Cosa assolutamente falsa. La figura delle pulsazioni stellari è estratta dall’Enciclopedia astronomica di Cambridge ed è ovviamente di dominio pubblico. Quindi, chiunque voglia fare causa a Spielberg per l’utilizzo dell’immagine della luna nel logo della sua casa di produzione, si astenga dal prendere iniziative.

La Disneyha comunque ritirato la T-shirt dal commercio, infastidita probabilmente da tanto ingiustificato malumore. Posso comprenderli. Anche io, nel mio piccolo, provo grande soddisfazione a schiacciare le zanzare quando mi ronzano attorno.

Oggi, questa maglietta è diventata inevitabilmente un oggetto di culto. Non ci resta che aspettare che qualcuno cominci a duplicarla per le bancarelle delle feste patronali. In questo caso la violazione dei diritti è certa. Fino a quel momento indossarla sarà un “piacere sconosciuto”. 

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<p>La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.</p>