DarWin for Life

 

C’è chi ha dipinto splendidi tele e chi le ha sempre e soltanto infilate nel naso. Sembrava che le dita fossero state create per ben altri scopi più o meno nobili. Questo si pensava, prima dell’avvento dei biglietti gratta e vinci. Sembra ci siano state donate invece per impugnare una monetina e grattare. Discendiamo dalle scimmie e non caso, credo, vita fa rima con Cita e con dita. L’homo sapiens alle prese con un gratta e vinci assume una postura ed una concentrazione simile a quella delle scimmie quando spulciano i propri simili. Ribattezzerei il Win for life in Darwin for life.

Ci sono quegli attimi di sospensione dopo aver grattugiato tutto. Continui a guardare il cartoncino con una espressione vagamente inebetita. Guardi i numeri. Li controlli sperando di aver avuto un aneurisma cerebrale che non ti abbia permesso di verificarlo a dovere. Scruti il biglietto nella speranza che i numeri possano come per magia trasformarsi in altri vincenti. Ma per quanto si possa guardare una copertina dei Rolling stones, la linguaccia non rientrerà mai tra le labbra. Se poi hai vinto 5 o 10 euro la reazione è simile. Stesso sguardo da cammello alla ricerca di zeri che non ci sono. Ho visto una anziana signora uscire dal tabaccaio con il biglietto perdente tra le mani. A casa probabilmente l’attende il videopoker. Ormai è anziana, non deve più contribuire a far girare il mondo. Può giocarsi beata la sua pensione mentre i nipoti muoiono di fame. Un tizio invece controllava tutti i biglietti grattati alla ricerca di una importante vincita sfuggita ad un presumibile minorato. Rovistava come certi mendicanti nei cassonetti della spazzatura.

Un ragazzo con la camicia sdrucita mi dice che la Lottomatica è truccata. Ma, scusa, figlio mio, gli rispondo “se la Lottomatica è truccata perché ti sei comprato 10 gratta e vinci e soprattutto perché non ti vai a comprare una camicia nuova invece di buttare soldi?”

Poi si dice che calano i consumi. Noi non vogliamo comprare una camicia noi sogniamo di comprarle tutte. La polvere argentata non perdona. Si deposita sui banchi e ci irride. E’ tantissima e io immagino il perché. Per scoprire se hai vinto o meno basta grattare minuscole porzioni della superficie del tagliando, invece c’è chi lo gratta tutto. Lo ripulisce della patina in ogni parte come una puntigliosa signora delle pulizie. Io credo lo facciano per usufruirne appieno. Un vana forma di prolungamento del sogno ma anche una catarsi. “Mi hai fottuto 5 euro ma io ti distruggo, ti sfiguro” forse pensano “e passo un altro po’ di tempo”.

E’ una droga. A questo punto sniffiamocela, dopo aver sfregato. Il problema ormai è avere una carta di credito per frantumarla. Ma possiamo usare la tessera sanitaria. La stessa che utilizziamo per acquistare le sigarette al distributore automatico. Altra droga, medesimo pusher. Al vertice della catena “criminale” sappiamo tutti chi c’è.

I turisti per sempre, escono ed entrano da bar, ricevitorie, edicole, uffici postali con l’espressione attonita di chi è stato gabbato dalla agenzia turistica. Non mi meraviglierei se un giorno qualcuno entrasse in tabaccheria con le valigie.

Tutti raschiano e perdono. Tutti accomunati da un unico inquietante pensiero. La paura che il biglietto milionario possa acquistarlo uno che è già ricco.

“Eppure uno su mille ce la fa” mi dice un signore al quale ribatto “A parte che questa è la canzone di Gianni Morandi , ma, guardi che ce la fa uno su 10 milioni!”

Tuttavia, sono qua anche io. A grattare. La settimana scorsa ho trovato un lingotto e ho vinto 500 euro. Da quel momento sono stato colto da un senso di onnipotenza. Pare sia una sindrome classica post vittoria. Sono convinto che qualunque biglietto mi riservi eccezionali promesse. Peccato che ho già speso quasi tutti i 500 euro senza sia accaduto nulla. Posso quindi dare un contributo alla scienza e battezzare questa sindrome di cui sono affetto: “La sindrome del coglione”.

È più facile essere colpiti da un fulmine, dicono. Ebbene, che queste saette di luce ci colpiscano. In fin dei conti, è un altro modo per risolvere ogni problema.

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La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.