Diventa fan

 

A tutti sarà capitato di essere fan di qualcuno.
Ne sanno qualcosa le ragazze degli anni ’60 che si strappavano i capelli e svenivano alla vista dei Fab4. Ne so qualcosa anche io che in terza media rinunciai alla gita scolastica per non perdermi 3 puntate, dico 3, del grande Mazinga. Un anno dopo le pareti della mia stanza erano interamente tappezzate da foto di Robert Smith e degli Ultravox. Solo per la cronaca, io vivevo in una casa antica dalle volte di oltre 4 metri. Un bel giorno mia madre decise che la stanzetta andava ridipinta. Quando il sinistro pittore, il braccio armato della mia mamma, iniziò la sua opera, avevo già denudato le pareti del gigantesco e disordinato collage fotografico. Conservai le foto dei Cure e cestinai quelle degli Ultravox. Nei due -tre mesi precedenti la tinteggiatura, mi ero disaffezionato alla band elettronica. I punti di forza delle loro epiche canzoni, che tanto mi avevano entusiasmato e che mi avevano spinto, minorenne, a Taranto per vederli in concerto, mi sembravano improvvisamente stucchevoli. Questa consapevolezza andava maturando in me, semplicemente perché stavo scoprendo nuovi gruppi che si muovevano in quell’ambito e proprio il paragone con questi ultimi appannava la mia passione per gli Ultravox. Tra le altre cose, scoprivo che era esistita una formazione precedente della stessa band capitanata da un tale John Foxx. E trovai quella prima compagine molto più convincente, per una serie di motivi che non sto qui ad elencare. Insomma, smisi improvvisamente di essere un supporter degli Ultravox neoromantici. Successivamente, ho seguito con passione molti altri artisti musicali. Ma, contravvenendo sempre alla regola, forse l’unica, che contraddistingue un vero fan. La fede incondizionata. Conosco molte persone infatti che trascorrono una vita intera ad ascoltare quei due o tre gruppi di cui sono fan, disinteressandosi completamente di tutto quello che il panorama musicale propone di nuovo per decenni. Ne deduco che l’unico modo per essere un vero fan è l’ignoranza. Se si sfugge alla conoscenza di nuove realtà musicali, vengono a mancare gli elementi di paragone, grazie o causa dei quali, scoprire che la tua band del cuore, magari da diversi anni, sta producendo merda. Il fan DOC quindi, vive in un mondo claustrofobico in cui i suoni e la voce del proprio artista di riferimento si ripetono all’infinito e verso i quali c’è una tale devozione/assuefazione per cui non è possibile metterli in discussione. Nelle abitazioni del vero fan troverete, faccio un esempio, 100 dischi dei Queen, (tra bootleg, edizioni limitate e discografia ufficiale) ma null’altro. Una sorta di museo monografico e paranoico. Quasi sempre il vero fan, non solo ignora i tanti talenti che si affacciano nel panorama musicale ma è all’oscuro, e non indaga, sui gruppi seminali e spesso più interessanti dai quali hanno tratto ispirazione gli stessi gruppi che loro adorano. Ecco perché, un vero fan degli U2, non conoscerà mai gli Associates o uno degli Interpol non ha mai sentito nominare i Kitchens of Distinction. Se le composizioni del gruppo o cantante idolatrato, come spesso accade nel tempo, cominciano a perdere ispirazione e smalto, il vero fan non se ne accorge.
E ritorniamo al concetto di Fede. Il fan non si fa mai domande. Ci crede e basta e l’ignoranza lo preserva in questa bolla autoreferenziale. Un appassionato di musica laico, ovviamente, lo trova imbarazzante, quanto meno. Concludendo, mi sono fatto l’idea, che chi ama veramente la musica non può essere un vero fan.
Ps 1: I fan dei Beatles e di Lucio Battisti sono gli unici che se la sono sempre passata bene.
Ps 2: I Cure non li ho rinnegati mai.

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La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.