“Django unchained”: Tarantino riparte dallo spaghetti-western

 

Della cosa si parlava già da qualche anno, fu Franco Nero, poi, qualche mese fa, a dare lo scoop: avrebbe lavorato con Quentin Tarantino a “L’angelo, il bruto e il saggio”, un omaggio allo spaghetti-western e, in particolare, a “Django”, di cui l’attore italiano, nel ’66, fu protagonista per la regia di Sergio Corbucci.
Ebbene è vero. A dirigerlo sarà proprio Quentin, l’enfant-terrible innamorato perso del cinema italiano di serie B, ipercitato in tutte le sue produzioni, “Inglorious basterds” (Bastardi senza gloria, ndr) compreso, visto che traeva ispirazione da “Quel maledetto treno blindato” di Castellari.
L’ossessione di Quentin Tarantino per Django, d’altronde, nel 2007 lo ha portato ad accettare la proposta del regista Takashi Miike, che lo volle attore nel ruolo di Piringo nel film “Sukiyaki Western Django”, presentato alla Mostra del cinema di Venezia, che era un riadattamento-tributo al film Corbucci, che rivisitava il genere collocandolo in uno scenario giapponese, con l’uso di costumi e armi tradizionali.
Secondo quanto riportato su Twitter, il nuovo film di Tarantino si chiamerà “Django unchained”, alla lettera “Django scatenato”. Nessun dettaglio sulla trama, anche se il titolo è eloquente, ma si sa che le riprese dovrebbero iniziare  in autunno.
Il regista, quindi, avrà Nero nel cast, chissà se da protagonista, e, insieme a lui, anche Cristoph Waltz, premio Oscar proprio per “Inglourious basterds”.

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