Do or die

“Hai camminato sulla cazzo di luna, adesso cosa farai?”

E’ morto Martin Rushent. Credo avesse da poco superato la sessantina. Per chi si fosse distratto negli ultimi 30 anni, Rushent è stato uno dei più eminenti produttori della storia della musica pop. La gavetta negli studi di registrazione è stata lunga e variegata ed ha forgiato un padre fondatore del suono sintetico applicato al pop. Sonorità tornate prepotentemente alla ribalta, e quindi, quanto mai attuali. Ebbene, è quasi tutta farina del sacco di questo prodigioso record producer inglese.

Rushent ha prodotto, tra i tanti, gruppi come Stranglers, XTC, Buzzcocks. Praticamente la “crema” di quel pop intelligente che pur avendo radici nel Punk seppe evolversi verso una forma più sofisticata. Il lavoro con i Buzzcocks è emblematico del percorso di Ruschent.
Il gruppo punk di Manchester è stato uno dei fondatori del Pop-Punk ed ha scritto, con stile inconfondibile, canzoni ruvide ed al fulmicotone, ma allo stesso tempo, irresistibilmente melodiche ed accattivanti. Rushent produce i tre album della band.
Nell’80 il gruppo si disintegra ed il produttore viene coinvolto da Pete Shelley, leader della disciolta formazione, nel suo ambizioso, quanto misconosciuto, album solista, dal titolo “Homosapiens”. E’ questo disco la pietra angolare del progetto di Ruschent, il quale, stanco delle band “chitarristiche” decide di convertirsi all’elettronica, e si dota di una strumentazione sintetica destinata a fare la storia. Uno su tutti, il mitico Roland MC-4 con il quale registrerà il disco di Pete ShelleY.

L’album che però consacra Martin Ruschent e per il quale viene sovente ricordato è “Dare” degli Human League, sempre del 1981. Epocale disco di synth-pop che contiene la canzone “Don’t you want me”, uno dei singoli più venduti ed amati degli anni ’80.
Ovviamente c’erano già stati i Kraftwerk e numerosi altri prima della Lega umana, ma mai come in “Dare” la musica elettronica era stata tanto calda, glam ed emozionante. Un meccanismo ad orologeria che ha sedotto e fatto ballare il mondo.

Il MicroComposer della Roland, quella era la macchina magica.” Dichiarava Rushent a Symon Reynolds (1), giornalista tra i massimi esperti di Post-Punk. “Invece che suonare musica su una tastiera, potevi programmarcela dentro e poi collegarla a quello che oggi verrebbe visto come un sintetizzatore primitivo, e suonava le canzoni.

Non contento del successo planetario di “Dare”, Ruschent intraprende la costruzione del monumentale “Love and dancing”, una rivisitazione (oggi si direbbe un disco di remix) dell’album precedente. Un’opera che inaugura la moderna scena dance. In “Love and dancing” debuttano tutti gli effetti ed i trucchi di produzione che hanno fatto la fortuna delle dance star da quel momento in poi. Solo per dirne una, è il primo disco in cui si trovano le parti vocali balbettanti.

All’epoca non c’erano in campionamenti, In pratica l’ho fatto taglaindo porzioni di nastro minuscole. Mi preparai un righello speciale che misurava la lunghezza del nastro in millisecondi.” E’ ancora Ruschent a parlare “Ci sono 2200 tagli nel master di Love and dancing. C’era un taglio ogni mezzo secondo. Non potevi mandarlo avanti veloce, né indietro, era troppo rischioso.

Oggi, persino io, sono in grado, con l’ausilio di un modesto computer, a fare tutto quello che il pioneristico produttore mise in campo con maniacale cura e con uno sforzo degno del Brian Wilson di “Pet Sounds” (2)

Non mi sono mai più nemmeno avvicinato a quel livello. Probabilmente è per quello che ho lasciato perdere la produzione di dischi per cosi’ tanto tempo. E’ come per gli astronauti che vanno fuori di testa quando tornano dalla luna.

Martin Rushent è morto. Spero che in Paradiso ci sia almeno una drum machine.
(1) Symon Reynolds è autore di Totally Wired, fondamentale libro di interviste ai protagonisti del Post-Punk inglese. Le dichiarazioni di Martin Rushent riportate in questo articolo sono estratte da questo libro pubblicato in Itala da ISBN Edizioni.

(2) Pet sounds è un disco dei Beach Boys. Pietra miliare della storia del pop, celebre anche per la sua innovativa e titanica gestazione produttiva.

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<p>La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.</p>