Doppio germoglio

 

“Solo la non conoscenza favorisce la certezza” Giuseppe Pontiggia

 

Ti consiglio di leggere Nati due volte di Giuseppe Pontiggia” le dico “è la storia della sua esperienza con il figlio spastico” preciso, quando lei mi chiede di cosa parli. “No, guarda” mi fa “Non ho proprio voglia di leggere cose tristi in questo periodo”.

Ecco come, in una frazione di secondo, si prende distanza dalla diversità. Questo, in estrema sintesi, il nostro rapporto con l’Handicap. Non è necessariamente indifferenza, imbarazzo o imbecillità. Molto spesso è ignoranza, impreparazione.

La mia amica ha sottovalutato me, e soprattutto Pontiggia. Non ci conosce a sufficienza. Io non le avrei mai consigliato un libro melenso e strappalacrime sul delicato tema e Pontiggia non avrebbe mai scritto qualcosa di drammatico tout court.

Quello che infatti lo scrittore di Como riesce a fare con il suo romanzo, “anche, ma non del tutto” autobiografico, è straordinario. Parlare di diversità in modo completamento diverso. Ed ancora una volta, l’autore del “Giocatore invisibile” e della “Grande sera”, reinventa la propria letteratura, questa volta per dare voce alla sua storia forse più toccante ed intima.

Pontiggia ci racconta la convivenza con l’handicap con lucidità struggente ma anche con un senso del grottesco che a volte sfocia nel comico. Un apparente distacco che è prerogativa solo dei grandi scrittori. Va precisato che l’autore scrive il romanzo quando suo figlio è ormai adulto ed il trauma è lontano. Lo shock di una vita che germoglia con una tetra paresi spastica. Quindi Pontiggia sceglie di scriverne a “distanza” nonostante ci pensi da molto. C’è sempre da colmare una distanza tra il mondo dei disabili e quello dei “normali”.

“Nati due volte” indaga con acuta speculazione filosofica l’inadeguatezza umana. Una profonda verità anima ogni persona, più che personaggio, che popola questa storia. Una carrellata di brutali egoismi e meschinità, paure ma anche amore e speranze incessanti.

Un racconto di una sincerità assoluta in cui persino il sentimento di odio di un ragazzo per il proprio fratello handicappato viene descritto senza filtri in uno dei capitoli apparentemente più sconcertanti del libro, ma  in realtà, tra i più umani. Perché non vi è nulla di più umano che riconoscere le proprie debolezze, anche le più misere. L’unico punto di partenza possibile per decriptarle e magari risolverle. Il romanzo di Pontiggia, in tal senso, è quasi un esaltazione della debolezza umana.

Tutta la famiglia di Paolo, il figlio disabile, vive un vertiginoso percorso di accettazione della diversità. Ognuno di loro, con tempi e modalità diverse, giungerà ad amarlo incondizionatamente. Sarà proprio il “minorato” a fornire loro, in un viaggio lento ed impervio, le chiavi (1) di accesso al proprio mondo. La ricerca di se stesso da parte di Paolo è oggettivamente drammatica, ma forse, non più di quella di chi lo ama e deve trovare la forza e gli strumenti emotivi e tecnici per aiutarlo a trovare il suo spazio nell’ordine della vita.

I disabili nascono due volte: la prima li vede impreparati al mondo, la seconda è affidata all’amore e all’intelligenza degli altri

Lo stesso Pontiggia, padre del ragazzo disabile e protagonista della storia, non si sottrae per tutto il romanzo ad una spietata autoanalisi e soprattutto alla propria vita.

Penso a cosa sarebbe stata la mia vita senza di lui” scrive nel finale del romanzo “No, non ci riesco. Possiamo immaginare tante vite, ma non rinunciare alla nostra

A distanza di oltre dieci anni dalla pubblicazione ed a poco meno dalla scomparsa del suo creatore, il romanzo su questo padre e figlio, resta il più brillante e poetico manuale d’uso per rapportarsi alla diversità (tutte, non solo quella dettata da patologie fisiche) e comprenderla.

 

(1) A proposito di cardini, come non citare il film di Gianni Amelio “Le chiavi di casa” liberamente ispirato al romanzo di Pontiggia. La pellicola, intensa e piuttosto riuscita, non ha però quella totale assenza di sentimentalismo e leggerezza che rende cosi’ sorprendente l’opera letteraria.  

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La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.