ElectroSound

La musica elettronica da vedere

Da domani fino al 2 ottobre all’Espace Fondation EDF di Parigi si inaugura la mostra Electrosound a cura di Jean-Yves Leloup e Nodesign.
Potrebbe sembrare paradossale esporre la musica, quando sarebbe meglio ascoltarla o ballarla, ma scoprirla attraverso la sua storia, le origini, i reportage fotografici e i video è un’interessante accezione per poterla meglio capire e decifrare.
Un approccio inusuale per raccontare, attraverso l’innovazione e l’evoluzione tecnologica, come l’esperienza del genere elettronico, nato nel lontano 1945, grazie a pionieri e scienziati fino ad oggi come Pierre Schaeffer, Robert Moog, Peter Zinovieff, Brian Eno, Jean-Michel Jarre, ha, tra tabù e difformità, generato una forte influenza sull’arte e sulla società.

Daphné
Synthé
DJ

Dal laboratorio alla pista da ballo

ElectroSound, from the lab to the dancefloor ci accompagna in un viaggio nel tempo a partire dalle origini di questo importante fenomeno culturale, denominato «casa», « techno» o «EDM», dove in principio è stato solo motivo di sperimentazione e ricerca, fino a diventare un movimento culturale ed economico, che ha coinvolto artisti e creativi, ma anche i grandi numeri della massa.

Una mostra a ingresso libero dedicata al neofita come anche al dilettante. L’esposizione si declina in 6 capitoli, ognuno raffigurante una rivoluzione importante della musica. Accanto alla linea temporale, sono esposti oggetti e strumenti di diversi tempi (sintetizzatori, beatboxes e molti altri) e fotografie artistiche di Jean-Jacques Ader e Jacob Khrist, che illustrano l’evoluzione del genere musicale dagli studi di ricerca degli anni ’50 alla cultura DJ. Per rendere più suggestivo il percorso, sono presenti delle proiezioni di video realizzati negli studi di musicisti come Arnaud Rebotini, Christian Zanesi, Etienne de Crecy e altri, nonché del materiale di archivio sui più grandi inventori e le loro creazioni d’avanguardia negli anni ’60, i rave inglesi e i techno-party di Berlino e Detroit. La narrazione dunque del perché è nata la sperimentazione elettronica attraverso uno spazio di ascolto dedicato e dal titolo Boombox con installazioni interattive, sviluppate per il progetto di ricerca CoSiMa della IRCAM, e un workshop che invita il visitatore a giocare con il sintetizzatore, il sequencer, il vocoder, il campionatore e strumenti digitali, alcuni dei quali ancora prototipi.

L’hashtag ufficiale è #electrosound.

Author

<p>Arte, arte e ancora arte. Non posso farne a meno… Il mio motto è: “Meglio essere piccoli e vedere grande, che essere grandi e vedere piccolo!”</p>