Elementare, Facebook

 

1) Tenere dietro al sospettato. 2) Mai nascondersi al sospettato. 3) Agire sempre con naturalezza in qualunque situazione. 4) Mai incrociare lo sguardo del sospettato.

Queste, le inflessibili regole per un pedinamento perfetto, cosi’ come ce le ha tramandate Dashiell Hammet. E se lo dice lui, farei bene a rispettarle. Hammett, oltre ad essere stato uno dei padri fondatori del genere poliziesco ed in particolare del genere Hard boiled, era anche un “Op” della Pinkerton, la più importante agenzia investigativa americana di ogni tempo. Op sta per Operativo. Ancor più della Polizia e molto prima dell’FBI, la Pinkerton vigila attentamente sulle sorti del nuovo mondo. Sin dal 1861, quando l’Agenzia sventò un primo complotto che mirava all’assassinio di Abramo Lincoln. Come sappiamo, il secondo è stato organizzato meglio.

Il motto della Pinkerton è “We never sleep” (Non dormiamo mai) e accompagna dal 1850  il famoso logo che guarda caso è un occhio spalancato. Devo riconoscere che per uno come me, che si addormenta ovunque (una volta anche in discoteca), non è semplice rispettare questa regola.

Mi auto concedo la deroga sul sonno e inizio la mia indagine. C’è un caso misterioso che devo risolvere e riguarda una fanciulla di nome Maria. So tutto di lei. Le sue generalità, di cosa si occupa, quali sono i suoi interessi ed hobby, chi frequenta e persino dove, forse, trascorrerà le sue serate. Gran parte dell’indagine, l’ho dipanata comodamente seduto a casa mia, di fronte al computer, su Facebook. “Elementare, Facebook!” potrei esclamare, come un novello Sherlock Holmes. D’altra parte, l’enigma che devo risolvere è nato proprio sul Social network per eccellenza.

Ho comunque considerato le 4 regole del pedinamento del grande scrittore del Maryland e del suo eroe letterario più celebre, Sam Spade. Quando incontro la fanciulla, nella vita reale, applico le indicazioni di Hammett, ma purtroppo, sarà necessario trasgredire l’ultima delle quattro, se voglio risolvere il mistero. Non solo dovrò incrociare il suo sguardo ma dovrò porle una domanda.

Non c’è bisogno di un morto accoltellato o di un complotto globale per diventare Detective. Non vi è nulla di più enigmatico e misterioso delle persone. Ogni singola persona è un mistero nel quale ci imbattiamo. Oggi, voglio risolvere quello della fanciulla.

La incontro, o meglio, la pedino. In fila dal panettiere, per strada o in libreria. Non la guardo ancora, ma lei si. Me ne accorgo con la cosiddetta “coda dell’occhio”. Il suo sguardo è di disprezzo e sufficienza. Le sue rapide occhiate di noncuranza nei miei confronti non fanno che accrescere il vertiginoso mistero nel quale arranco. Troppa coda adesso. Sia quella dal panettiere che quella del mio occhio.

L’indagine volge al termine. La fermo, sapendo che Hammett mi addita e telefona alla Pinkerton per segnalare la mia mancanza di disciplina. La ragazza mi guarda con aria interrogativa ed io allora le porgo la domanda risolutrice: “Io sono Antonio Andrisani, come sai. Non mi saluti ed è evidente che non ti sono simpatico. Te lo si legge negli occhi. Allora, dimmi, perché mi hai chiesto l’amicizia su Facebook?”

La fanciulla non mi degna di una risposta e si allontana infastidita. Mi sento come un investigatore privato, picchiato ed abbandonato nel deserto di Gila. L’unica difesa contro il sole accecante è la tesa del fedele Panama sulla testa. Gli avvoltoi non mi avranno. Il caso è risolto. Il mistero svelato: Facebook è un luogo per gente che si odia.

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La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.