Eludere la piastrella

 

Sarà capitato a tutti voi di camminare su di un pavimento piastrellato. Monocolore, bianco e nero alternato, dai contorni più o meno definiti, magari sbrecciati dal tempo, non è importante. Sarà capitato a tutti voi di camminarci, centrando le piastrelle secondo un percorso dal ritmo misterioso, un contrappunto del passo, segreto ed inspiegabile. Immediatamente decidete le regole: seguire il colore alternativamente o magari applicare una progressione numerica, di certo, non toccare la giuntura tra le mattonelle. Se ci si accanisce troppo nella elaborazione e applicazione delle regole è tempo di correre da uno specialista.

Nella vita di ognuno c’è un numero più o meno equivalente di pavimenti piastrellati su cui procedere seguendo oscure traiettorie. Dal corridoio della scuola elementare sino a quello dell’ospedale, dal quale forse non usciremo più. Poi toccherà ai nostri parenti scegliere una traiettoria sul lastricato del cimitero.

Non si può vivere senza scansare la piastrella. Tutti i nostri rapporti, più o meno borghesi, sono regolati da questo costante calcolo. Può essere pericoloso mettere il piede due volte sulla mattonella nera, tre non ne parliamo. E allora conviene fare bianco / nera / bianco / nera. A seconda delle circostanze e delle persone nelle quali ci imbattiamo la nostra massa si sposta e si plasma. Non c’è bisogno di scomodare Euclide. Può essere congeniale alle nostre necessità seguire una particolare diagonale mentre in altre circostanze, magari pochi attimi dopo, conviene evitare qualunque pretesa di poligono e scegliere un percorso del tutto alternativo.

E poi le fughe, tra le piastrelle. Possono essere strette, larghe, alte o basse. Abbiamo detto che non si calpestano, ma in casi estremi, quando non riusciamo a gestire le situazioni, si possono utilizzare. Per fuggire, appunto.

Le nostre giornate passano come in una sorta di gioco della settimana (non a caso si chiama cosi’) sul marciapiede. Un gioco paranoico e meccanico. Qualunque errore ci riporta indietro, al punto di partenza. Si vince solo se non si commette nessun errore. Questa la spietata regola. Irraggiungibile .

Sarà capitato a tutti voi di camminare su un pavimento piastrellato. Ci illudiamo di controllare questo gioco, questo strano vezzo e non ci rendiamo conto che siamo noi le pedine di questa gigantesca scacchiera che è la nostra esistenza.

Probabilmente, l’unico modo di eludere la piastrella, di evitare il calcolo e la falsità dei nostri comportamenti è quello di abbandonare il freddo e marmoreo lastricato e cominciare a camminare nell’erba. Magari senza scarpe. Come suggeriva Pirandello. Forse, solo nella Natura, lontano dalla società borghese, l’uomo può riconciliarsi con se stesso e trovare una qualche forma di autenticità. Forse.

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<p>La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.</p>