Estasi

Spero che gli XTC non abbiano bisogno di particolari presentazioni. Ma, nel dubbio. La band inglese, capitanata da Andy Partridge e Colin Moulding, si forma alla fine degli anni settanta, in piena esplosione punk e produrrà dischi sino al 2000 senza sbagliare un colpo (12 album esclusi i due realizzati con lo pseudonimo Dukes of Stratosphear). Gli XTC sono stati, probabilmente, la più grande e influente band di pop alternativo degli ultimi 30 anni in termini di qualità e raffinatezza compositiva. Qualità che si sono sempre più raffinate nel corso della loro carriera sino ad assurgere al ruolo di veri e propri Beatles underground (e neanche troppo underground). Nel 1986, gli XTC pubblicano quello che da molti viene considerato il loro capolavoro. L’album si chiama “Skylarking” e raggiunge le zone alte della classifica inglese. Personalmente, non so decidermi sul primato del disco nell’ambito della loro impressionante discografia ma è di certo una raccolta di canzoni molto ispirate e mature e arrivano dopo un disco non memorabile ed incerto come “The big express”. Skylarking fu prodotto da un’altra leggenda del pop rock, Todd Rundgren (1). Sembra acclarato che i rapporti tra Partridge e Rundgren siano stati burrascosi. Il risultato del loro rapporto, avrà scontentato i diretti interessati ma ci ha regalato un luccicante diamante pop. Di “Skylarking” esistono, come spesso accade, diverse versioni, ma è importante ricordare la vicenda della canzone “Dear God”. Questa sublime ballata di Partridge, forse uno dei vertici della sua scrittura, fu esclusa dal disco e pubblicata come side B di “Grass” primo singolo da “Skylarking”. Scelta probabilmente dettata dal fatto che “Dear God” è una dichiarazione schietta e senza mezze misure di ateismo da parte dell’artista di Swindon. La canzone però, ebbe una tale eco e successo da essere inserita successivamente nelle bucoliche atmosfere del disco (2). Oggi, la Ape records, etichetta creata dallo stesso Partridge ripubblica il mitico disco, rimasterizzato in una prestigiosa versione doppia in vinile. Il disco è anche un libro ricco di note e fotografie. Nuova anche la grafica della copertina e dei sacchetti interni, anzi vecchia, visto che viene recuperato materiale illustrativo che la Virgin avrebbe rifiutato. Insomma, un vero monumento discografico che gli appassionati degli XTC e del vinile (3), non dovrebbero trascurare di visitare.

(1) Il geniale polistrumentista americano ha all’attivo una discografia da solista tra le più bizzarre ed eccitanti. Senza trascurare la sua band. gli “Utopia”.
(2) Un po’ come “Sgt Pepper” senza “Strawberry fields” di Lennon
(3) Come si sa, sta ritornando il culto del disco in vinile.

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La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.