F052 meets Nextpress

Ci siamo, a poco più di tre mesi dallo start-up, F052 conferma la volontà editoriale di dare spazio a realtà culturali, e quindi anche musicali, soprattutto underground, non soltanto attraverso l’attività giornalistica quotidiana, ma anche mettendo a disposizione la propria piattaforma telematica per la fruizione di contenuti di livello professionale.
Di qui nasce “F052 meets Nextpress”, la prima compilation scaricabile gratuitamente dal nostro sito, previa registrazione.
Realizzata in collaborazione con la Nextpress, agenzia di comunicazione specializzata nel settore dello spettacolo, la compilation propone 11 brani tra rap, hip-hop, soul, funk, metal, rock e folk, appartenenti ad altrettanti solisti, band o collettivi dell’underground italiano.
Registratevi, quindi, scaricate e supportate la compilation! E’ tutto rigorosamente gratis!

Scarica la compilation F052 meets Nextpress

1 – Mirko Conti, “Balla finché puoi”

Mirko Conti è un cantante e chitarrista di musica leggera italiana, classe 1988. Ha sviluppato questa sua passione fin da adolescente, componendo musica e testi dei suoi pezzi. Nel 2011 decide di pubblicare il suo primo EP di quattro tracce, “Balla finché puoi “, che è anche il titolo del brano che apre la compilation, un inno alla voglia di andare avanti contro ogni avversità della vita.

2 – Kalafro, “Resistenza sonora”

I Kalafro sono un collettivo musicale attivo sin dai primi anni duemila a Reggio Calabria composto da Nicola MastaP Casile, Simone Mad Simon Squillace, Bruno Easy One Timpano, Francesco Kento Carlo e Francesco Ciccioshiva Creazzo. Il progetto affonda le proprie radici nel linguaggio esplicito della musica rap, che li caratterizza come una realtà molto legata alla propria terra d origine.
Resistenza Sonora è una dichiarazione di guerra alla ndrangheta e alla mentalità mafiosa, ancora troppo diffusa, fatta attraverso un progetto musicale che nei suoi intenti, evidentemente, va ben oltre i suoni, le melodie e le armonie. Resistenza Sonora suona folk, quando richiama le radici sonore della Calabria, ma suona anche rap, quando il linguaggio è diretto, pungente e immediato; del reggae ha la potenza dei bassi e l andamento ipnotico, mentre di tutta l altra musica ha frammenti, sparsi un po ovunque, che rendono questo disco aperto, rivolto alla gente, a quella gente che sa e vuole ascoltare, confrontarsi, criticare, al di là di ogni barriera inutile e rifiutando categorizzazioni che uccidono la musica e il suo potenziale.

3 – Videomind feat. Roy Paci, “Music therapy”

Videomind sono: Clementino, campione indiscusso di rap battles italiane, il suo stile ironico è unico nel panorama italiano, è un vero eroe nostrano del freestyle. Tayone, il talento del djing italiano e internazionale. Dal 1997 ha prodotto e collaborato con tantissimi artisti, da Roy Paci a Neffa, passando per molti degli artisti hip hop nostrani. Paura, un titano dell’ innovativa scuola hip hop partenopea, elemento di spicco del progetto 13 Bastardi, è un grafico di fama nazionale e il suo know how è fondamentale per il progetto Videomind.
I 3 si sono uniti, lavorando ad un sound avvincente: una miscela di disco dance, elettronica e hip hop: un nuovo modo di intendere i ritmi propri della black music ma in una versione più smart, post adolescenziale e assolutamente 2.0. Il tutto unito da una sapiente componente ritmica e melodica che li pone a metà strada tra sperimentazione e pop.
Il progetto Videomind non è solamente musicale ma è “giocato” a 360° con l’arte visiva e le componenti di ultima generazione, come la grafica 3D, vero momento artistico complementare al sound musicale: una scelta rafforzata dalla trasposizione grafica dei 3 Videomind che si trasformano in 3 robot (con tanto di videotesta omaggio alla canzone simbolo dei Kraftwerk “The Robots”).

4 – Lemmings, “Democratica”

I Lemmings sono una formazione relativamente recente,  almeno se ci riferiamo all’attuale composizione della band, essendosi di fatto costituiti da poco più di un paio d’anni. Nell’arco di così poco tempo, tuttavia, la vocazione smaccatamente “live” della band li ha portati a collezionare un considerevole numero di apparizioni dal vivo (dalla Notte Bianca, al MEI, alle finali nazionali dei concorsi “Martelive”, “Rock in Rolo” e “Matese friend festival” e a dividere il palco con artisti del calibro di Roy Paci, James Taylor Quartet e molti altri.) ed a sviluppare una propria identità compositiva ed artistica sicuramente poco convenzionale e  poco “inquadrabile” all’interno dei canoni di un solo genere musicale.
Giusto per dare qualche coordinata maggiore, magari, elenchiamo in questa sede i generi musicali che i Lemmings amano maggiormente frequentare: rock’n’roll, punk, surf, ska, reggae, folk e, naturalmente (come del resto è indicato anche sull’immancabile myspace del gruppo: http://www.myspace.com/thelemmings  – che ormai conta un numero di contatti giornalieri superiore a quello di parecchi artisti affermati), la musica acusmatica/per nastro ed il pop coreano.

5 – Kento, “Stalingrado”

Kento è un rapper calabrese che ha esordito, da solista, con il disco intitolato “Sacco o Vanzetti”, in cui è contenuta “Stalingrado”.
Il disco, ispirato dalle vicende dei due anarchici italiani giustiziati negli Stati Uniti agli inizi del secolo, raccoglie l esperienza di molti anni sui palchi e le condensa in 17 tracce dedicate all’impegno sociale ma anche alla dimensione personale, ispirate sia dall’hiphop degli anni 80 e 90 sia dai cantautori italiani come Guccini e De Andrè.
La produzione artistica è affidata al beatmaker napoletano Peight, mentre il master è stato realizzato al Relief Records NYCStudio di Brooklyn da Dehran Duckworth, già tecnico del suono per giganti dell hiphop americano del calibro di Roots, Dead Prez e Sean Price.
Molti gli ospiti all’interno dell’album tra cui la band romana Torpedo, il veterano della scena hiphop e punk Chef Ragoo e il collettivo reggae reggino Kalafro Sound Power, di cui Kento fa parte da anni.

6 – Night Skinny feat. Lugi, “You and I”

C’è da preoccuparsi ragazzi nascondono segreti nei palazzi/ C’è da rallegrarsi ragazzi nascondono segreti nei palazzi! Beat supersonici, rime taglienti, scratch irresistibili e palchi grezzi dove creatività, innovazione e sperimentazione la fanno da padroni, dove il confronto e la competizione sono il metro attraverso cui stabilire skills e status degli artisti. Momenti invisibili ai più, a coloro che si nutrono di musica attraverso la sola informazione mediatica, ma non estranei a quel mondo e a quegli individui che fan parte di questo misterioso ordine sociale: l’underground. Eh sì, proprio quell’underground che vive e prospera. Questo è ciò che emerge sin dal primo ascolto di Metropolis Stepson, il nuovo lavoro del producer Cee mass alias The Night Skinny. Un concept album che, come recita il titolo stesso, prende ispirazione dal film Metropolis di Fritz Lang. Esattamente come nella versione cinematografica, ci si muove in un mondo sotterraneo, un mondo a parte, che opera secondo codici e regole proprie; ci si muove all’interno di una cultura Hip Hop underground che continua ad esprimersi noncurante delle chiacchere e immagine(i) che caratterizzano le pagine di riviste musicali e dei palinsesti televisivi e radiofonici.
Cee Mass parte giovanissimo da Termoli per approdare a Milano, la città che è diventata la sua seconda casa, dove ha trovato una famiglia adottiva pieno d’estro e creatività, dove ha stabilito il suo studio, dove è cresciuto professionalmente e culturalmente. Ma è solo con un viaggio a NYC che vengono gettate le basi per questo progetto. NYC, New York New York: la culla della cultura Hip Hop, dove i dischi si comprano al chilo e le esperienze si moltiplicano accrescendo conoscenze, aspettative e sogni, come quelle dei numerosissimi MC che spingono i loro album autoprodotti fuori dai negozi di dischi. Da questo viaggio Cee M. torna con oltre 300 vinili: da qui provengono i campioni che in Metropolis Stepson si uniscono ai beat e ai synth dal sound futuristico e apocalittico realizzati ripensando al ritmo frenetico e industriale di NYC. Milano / New York dunque: le due città rappresentano il denominatore comune a tutte le produzioni, impreziosite dai featuring di leggendari personaggi/gruppi della scena underground statunitense – Vordul Mega (Cannibal Ox) e M.Sayyid e H.Priest ( Antipop Consortium/Air Born Audio) – e della scena nostrana – Dj Lugi,Lord Bean, Mastino, Esa, Tormento,Op’Rott, DJ Myke, Dre Love, Tayone e molti molti altri.
Dal seminterrato sui navigli a Milano dove ha stabilito il suo studio, una stanza semi illuminata nella quale sintetizzatori, campionatori e drum machine d’ultima generazione si trovano faccia a faccia con i loro antenati anni 80, un melting pot di apparecchiature per la realizzazione e finalizzazione di un brano, Cee mass ha prodotto diciotto pezzi che sembrano voler riaffermare con forza, una traccia dopo l’altra, il suo amore viscerale per la cultura Hip Hop.

7 – Bassmati, “Voci”

Voci è il primo singolo della formazione romana Bassmati. La band nasce dal volere dj Intiman produttore e performer della scena electro capitolina già dietro la consolle di Piotta, assieme ad Atomik Tags, produttore internazionale drum’n’bass uniti alla band punk rock Green Mary. Basmati è un mix crudo di rap, elettronica underground e punk rock. Un beat elettronico traccia lo scheletro della composizione su cui poggiano chitarre distorte e voci effettate. Atmosfere estreme e cupe su una ritmica serrata, dove basso e batteria si rincorrono in loop ipnotici. Beat e parti suonate si integrano creando un sound corposo e diretto, con atmosfere cupe e cinematografiche. L album annunciato per la fine del 2011 è anticipato dal singolo voci, il cui videoclip è stato interamente girato nei sotterranei del Forte Prenestino a Roma.

8 – Rischio, “Un altro giorno, un’altra svolta”

Dopo il fortunato mixtape “Ricorda Sempre”, è nei negozi “Sogni d’oro”, il nuovo album di Rischio aka Jimmy Spinelli, da cui è tratto il brano.
Figura di riferimento del rap nazionale, Rischio confeziona un cd dal crudo contenuto consciousm ricco di ospiti provenienti da tutta la scena rap italiana. Dal leggendario Deda (Sangue Misto) e Kaos, che confezionano appositamente per Jimmy uno dei beat dell’album, per arrivare a Lugi, Club Dogo, Co’ Sang, Ghemon Scienz, Dargen D’Amico. Questi sono solo alcuni dei colleghi che hanno risposto all’appello dell’mc bolognese contribuendo ad impreziosire l album sospeso tra buio e luce.
I soldi e il cambiamento, parole chiave dei nostri giorni, sono l’incubo di fondo. Brani freddi e distaccati” si mescolano ad altri più “sentiti e appassionati , tra disillusione e iperrealismo cinico, rime taglienti e dirette e gusto della metafora per dissacrare le mistificazioni della realtà. Basi potenti che spaziano dalle classiche sonorità hip hop a suoni elettronici, grazie al fondamentale contributo di J-Falla e Shablo che producono gran parte dell’album.
Rischio aka Jimmy Spinelli riconosce l’influenza profonda e duratura di artisti quali Lou X, i Sangue Misto e in generale la scuola bolognese da Speaker Deemo ai Cammelli (FCE). Tutto il rap di New York e in particolare la scuola e la scena del Queens, quella di Moob Deep e Nas e poi il Wu    Tang Clan.

9 – Tayone feat. Patrick, “You’ve got me down”

C’era una volta un ragazzo che amava scratchare. Tayone era il suo nome, scratchava sui giradischi giorno e notte, in casa e fuori casa, sempre! Aveva grande talento ed all’età di 17 anni decise di partecipare alla sua prima dj battle. Vinse quell’importante gara mondiale e ne vinse altre negli anni successivi. Da allora sono passati dieci anni o poco più e quel giovane ragazzo oggi è forse uno dei più grandi ‘musicisti del giradischi’ attualmente in circolazione. Il suo raro talento e la sua passione gli permisero di collaborare con musicisti e scratchers italiani ed internazionali di grande talento e, proprio l’eclettismo dei progetti e delle collaborazioni che hanno contraddistinto la sua  carriera, lo spinsero a sviluppare notevolmente un già innato senso musicale.
Oggi Tayone decide di fare il punto e di mettere assieme progetti, collaborazioni, amicizie e canzoni e di raccogliere, come in un album di foto, i tasselli della sua carriera. Da quest’idea nasce “Photographie”, titolo del suo esordio solista: 10 brani, ognuno dei quali rappresenta una storia, un percorso, una ricerca, un’evoluzione. Dall’incredibile collaborazione con il maestro delle colonne sonore Franco Micalizzi nel brano “Lo chiamavano Trinità”, ai bellissimi brani realizzati con Bruno Briscik fino all’intervento dei migliori jazzisti italiani come Carlo Atti, Nico Menci, Giancarlo Bianchetti. Dalla calda voce soul di Patrick Benifei (Africa Unite, BlueBeaters, Casino Royale), passando a quella profonda e nera di Sean Martin ed al rap di BluRum13 (mc di Dj Vadim), arrivando a quella carioca di Silvia Donati. Poi ci sono i remix di “Passione” di Neffa e di “Tokai” di Antianti con la voce di Samuel dei Subsonica e la stupenda reinterpretazione di “Don’t mean a thing” di Duke Ellinghton. Con Dj Skizo, amico scratcher e produttore di vecchia data, ha incluso due brani inediti del progetto Bungalow Zen, mentre con il produttore e dj 2Phast, include due brani del progetto The Stones.

10 – Roma ferox, “I love when you scream”

I Roma Ferox sono una band metalcore/elettronica/rap italiana formatasi a Roma (est), nel settembre 2008.
Il nome della band deriva dalla città di provenienza dei componenti della band e dall’aggressività (Ferox) con cui questi affrontano tematiche a loro vicine come le mode giovanili, e disagi sociali.
Dal 2010 la band decise di sperimentare e cambiare genere fondendo così in modo elaborato musica proveniente da generi e paesi differenti (Rap, Metalcore ed elettronica).
Ha una formazione a sei membri, di cui tre voci leader una chitarra un basso e una batteria il tutto accompagnato da basi elettroniche e rap.
Nell’ anno 2010 pubblica 2 EP (“Shut Up” e “You Crime) (mettendoli in free download).
Il brano “I love when you screma” è un brano che analizza la violenza sessuale da entrambi i punti di vista dei protagonisti, ovvero sia di chi commette il fatto, sia chi ne è vittima. I Roma Ferox denunciano pubblicamente un fatto che al giorno d’oggi accade sempre più frequentemente e, purtroppo, tante persone non ne sono al corrente o danno per scontato che non accadrà mai a loro. Il pezzo fa parte dell’EP intitolato “You Crime”, il quale prende in esame una società sempre più propensa alla violenza e la facilità con cui questa viene veicolata.

11 – Diluvio, “No competition”

L’amore per il rap nasce fin da piccolo, grazie al fratello maggiore che ascoltava Sottotono e Articolo 31, poi maturato con la passione dei big statunitensi come 2Pac, Wiz Khalifa e Fabolous. Un songwriting nettamente autobiografico, dove rime e strofe raccontano sentimenti di amore e odio, affetti personali e storie di strada. Parole crude descrivono i rapporti e il modo di vivere del giovane mc, che già si sta ritagliando uno spazio considerevole all’interno della scena.
“Faccio strada” è la prima traccia che apre il disco, “O tutto o niente”, un brano dalle sonorità club con un rimando autobiografico, segue “Pronto a sparare” che vede la collaborazione dello storico mc Tormento (ex Sottotono). Nel duetto i due esprimono la loro carica ed energia nell’affrontare la vita con gli accenti e i ritmi del rap. “Un’altra notte”, terza traccia che fa leva su un banger potentissimo racconta un’incontro di sesso con un ritornello dal gusto melodico. “Menti” una rap ballad impreziosita dalla presenza di una corista che segue le rime di Diluvio durante il ritornello.
Produzioni, parti suonate e cantate sono state masterizzate da Tom Coyne allo Sterling Studio di New York.

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<p>La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.</p>