Gaber del Sud

 

Quando si nasce a Lauria e dalla collina si sente il profumo intenso del tirreno che proviene dal tratto in cui ha un colore perlato e spesso cangiante, e questo si mescola con l’odore acre del bosco e e con la brezza del Pollino come si fa a non sviluppare una complessa e al tempo stesso semplice sensibilità; specie poi quando se ne ha una predisposizione naturale. Se poi alla delicatezza d’animo si aggiunge il coraggio, quello duro della separazione, dell’allontanarsi dalla propria terra non per abbandonarla ma per viverla da un ‘altra prospettiva, ecco che la poesia ti fa pensare ad una “pietra” che si anima, che vive e che diventa protagonista di un racconto che sembra una storia di paese,una storia politica, intima (perché finisce nelle mutande) vissuta e nel ricordo allo stesso tempo. Ecco che puoi pensare una “ “stazione dove è impossibile perdere un treno perché non ne passano” , o puoi raccontare di “uno qualsiasi” che nel “fine settimana va a trovare i suoi benefattori, quei maldestri rapitori.. che da quel tempo si sono trasferiti a mare, vivono controcorrente, praticano la pesca a strascico ma non prendono mai niente”.  Ecco che le storie, le  poesie diventano musica e prendono forma di canzoni in un disco, “imperfetto”, con annotazioni e correzioni fatte con la biro; un disco  che saresti tentato di infilare in un video riproduttore piuttosto che in un lettore audio perché ne vorresti tirare fuori immagini, fotografie, attimi che i testi mentre vengono ascoltati trasmettono sullo schermo bianco della nostra mente. Con le parole e le musiche di questo disco, per dirla alla Rocco Papaleo, “facciamo desideri” e ne facciamo tanti, uno per ogni brano, per ogni storia, per ogni poesia, per ogni musica per ogni canzone. Saremmo persino disposti a provare le “pillole miracolose” per vedere che effetto fa vivere un amore diverso, consigliato“da un muto, che l’ha saputo da un sordo che l’ha sentito da un cieco che l’ha visto su internet e scoprire che è bello fare l’amore con una donna a cui è spuntata la barba mentre a te, uomo, sono cresciute le tette.  Non credo che Rocco Papaleo sia un cantante: non credo che egli stesso si definisca un cantante; ma volendo osare e forzando la mano dico che nemmeno Giorgio Gaber era un cantante.

Rocco Papaleo è per me il Giorgio Gaber del nuovo secolo; un artista completo capace di scrivere e raccontare storie, poesie, colme di significati più o meno velati, capace di musicarle perché arrivino meglio, perché si possano ascoltare e riascoltare fino a capirne il senso, il significato, afferrando quanto contenuto ci sia in una terminologia “ semplice”  “banale” ordinaria” e comprendendo che al pari di farsi “quasi quasi uno shampo” o prendere una donna “con la torpedo blu” se “al panino con la frittata che fa mia madre ci togli il panino con la frittata ci resta…mia madre” e se al cd “La mia parte imperfetta” ci togli la “La tua parte imperfetta” ci resta comunque tanta poesia, tanta semplicità da poterci far ritenere Rocco Papaleo un artista dotato di straordinaria,geniale, romantica e illuminata sensibilità.

La Mia Parte Imperfetta, Sony Music.

1.    Come Vivere

2.    La Storia di una pietra

3.    Limpido

4.    Torna a casa foca

5.    Uno qualsiasi

6.    La tua parte imperfetta

7.    La nazionale femminile di pallavolo

8.    My jazz

9.    Simil Jarret

10.  Pillole miracolose

11.  Le grandi storie d’amore

Author

<p>La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.</p>