Gangster Flop

 

Lo dico sempre a mio figlio “quando guardi un manifesto cinematografico non fare caso agli attori, concentrati sul nome del Regista. Se non è troppo famoso lo trovi in basso a destra”. Ovvio, se un regista è esordiente e sfugge quindi ad una preventiva valutazione di merito bisogna pure concedergli fiducia. In questi casi guardiamo il trailer della sua opera prima. Può bastare.

Contravvenendo a entrambe le regole sono andato a vedere Gangster Squad. Ingannato anche dal fatto che Ruben Fleischer è il regista di Zombieland un horror movie tinto di commedia e anche on the road,  piuttosto riuscito.

Per descrivere questa nuova pellicola dedicata ai criminali americani per eccellenza, qualcuno ha tirato in ballo Gli intoccabili. Ma più che il capolavoro di De Palma a me ha ricordato Chi ha incastrato Roger Rabbit. Con la differenza non trascurabile che quello del coniglio è un grande film. Non a caso di Robert Zemeckis, un vero regista.

Me lo ha ricordato per il décor, la luce, il vestito rosso della dark lady (una anoressica rispetto alla giunonica Jessica) e soprattutto per la piattezza dei caratteri pari a quella dei cartoni animati se non fosse che i personaggi antropomorfi di Roger Rabbit al confronto dei gangster di Fleischer sono pirandelliani.

Un sfilza di attori, forse tra i migliori del momento, al servizio di una sceneggiatura e di un regista che li azzera e li trascina in un vortice di luoghi comuni frastornanti. Da qualche parte bisogna pur partire, diceva Godard. Ma era proprio il geniale regista francese a far notare in tempi non sospetti che il cinema tende a rifare pedissequamente sempre se stesso invece di provare a cercare nuove strade pur partendo dicevamo da un mito cinematografico preesistente, in questo caso, il film di Gangster.

Ogni generazione dovrebbe avere il suo e quello di Fleischer è evidentemente quello che si meritano i nostri figli. C’è tanto sangue ma soprattutto troppo videoclip in questa pellicola. L’elemento che maggiormente stordisce è comunque Sean Penn che diventa l’emblema di tanta sciatteria. Non avendo un regista, degno di tale nome con cui relazionarsi, il divo americano avrà dovuto auto dirigersi e questo rende ancor più imbarazzante la sua performance. Lo ritenevo un attore di maggiore intelligenza. Invece si lascia andare e da vita alla sua peggiore interpretazione di sempre oltre a regalarci il cattivo più caricaturale e poco credibile della storia del cinema, inclusi i cartoni di Braccio di Ferro.

Dopo 45 minuti dall’inizio del film mi sono allontanato dalla sala e ho cercato di trascorrere meglio i rimanenti 60 circa. Qualcuno mi dirà, certamente i più ingenui, come posso esprimere giudizi tanto severi senza neanche aver visto tutta la pellicola. Come vi dicevo, mi sarei dovuto far bastare il trailer per decidere di non mettere piede in quella sala. Ma a volte la tentazione di trovare l’eccezione che confermi la regola è forte oltre che umana.

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<p>La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.</p>