Goodbye Sidney

 

Il cinema perde un altro suo grande talento, Sidney Lumet. Il regista americano si è spento ieri mattina, a New York, nella sua abitazione di Manhattan. Aveva 86 anni.
Debuttò nel 1957 con “La parola ai giurati”, interamente ambientato in una stanza di tribunale: furono subito Orso d’Oro a Berlino e diverse nomination all’oscar.  Quasi maieutico nell’approccio con gli attori che lavoravano con lui, da cui riusciva a ottenere sempre ciò che veramente voleva, Lumet nell’arco di oltre mezzo secolo di carriera, ha potuto lavorare sempre con i più grandi, da Henry Fonda ad Al Pacino, da Ingrid Bergman a Sean Connery, passando per Faye Dunaway, regalando loro numerosi e prestigiosi riconoscimenti. Film come “Serpico”, “Quel pomeriggio di un giorno da cani”, “Quinto potere” o “Il verdetto”, con al centro temi spesso scomodi o di rilevanza sociale che a volte lo hanno portato al paragone con Martin Scorsese, resteranno nella storia del cinema per diritto.
Tra le dive che Lumet diresse figurano anche le italianissime Sophia Loren (“Quel tipo di donna”, 1959) e Anna Magnani (“Pelle di serpente”, con Marlon Brando, 1960). Il suo ultimo film risale al 2007, “Onora il padre e la madre”, anche se l’ultimo grande successo risale al 1984 con “Il verdetto”; interpretato da Paul Newman. L’Academy, nel 2004, gli rese omaggio con l’Oscar alla carriera.

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