«Ho ucciso tua zia»

 

Winston Churchill, diversamente da tanti altri personaggi di cui si parla nei libri di storia, aveva uno spiccato senso dell’umorismo. Una volta notò che su un dizionario la sigla WC veniva attribuita indifferentemente alle iniziali di “water closet” e a quelle del suo nome. L’accostamento non gli piaceva affatto. Pensò bene allora di aggiungersi un secondo nome, quello di Spencer, in modo da poter siglare con le iniziali di WSC, evitando così ogni antipatica correlazione. Informò del “cambiamento” anche la casa editrice del dizionario, la quale da quel momento limitò scrupolosamente l’attribuzione delle prosaiche iniziali alla stanza da bagno. Eppure, al WC era indelebilmente legata l’ascesa politica di Churchill. Catturato nel corso della guerra dei Boeri che aveva come teatro il continente africano, fu rinchiuso in una “prigione provvisoria”, un maleodorante vespasiano. Riconquistò la libertà passando attraverso una finestrella. L’impresa gli valse una notevole notorietà che l’uomo seppe sfruttare abilmente, buttandosi in politica.

Un’altra beffa, la più incredibile, fu quella che egli giocò al destino. Nonostante alzasse il gomito in maniera esagerata – scolava intere bottiglie di superalcolici in una sola giornata – il suo fegato non ne risentiva minimamente. Anzi, incurante delle raccomandazioni dei medici, l’uomo visse fino all’età di 92 anni.

Del resto, se non fosse stato, più in generale, “incurante delle raccomandazioni” dei suoi consiglieri, mai avrebbe affrontato quel compito così arduo che fu la lotta contro il nazismo e il fascismo. Furono proprio Mussolini e Hitler le vittime più illustri delle sue sfide beffarde. Non solo riuscì a mobilitare un’alleanza militare senza precedenti contro di loro, ma diede a intendere che la guerra avrebbe avuto un epilogo inatteso, un “capovolgimento di fronte” in cui i nemici nazifascisti sarebbero diventati improvvisamente suoi alleati da utilizzare contro l’URSS comunista. I due dittatori, inutilmente, attesero a lungo l’annunciato colpo di scena e Mussolini, che diversamente da Churchill prendeva tutto molto sul serio, ci cascò platealmente: ancora un momento prima di essere fucilato si meravigliava che il suo amico Winston Spencer Churchill tardasse a intervenire per liberarlo. Churchill aveva un pappagallo, animale che, tra l’altro, aveva ereditato dal padrone la longevità; dicono che abbia oltrepassato i cento anni di vita e che sia tuttora vivente. Fu addestrato da WSC a burlarsi dei nazisti con parolacce e insulti.

La burla più sfacciata ideata da Churchill si svolse in occasione di una cerimonia ufficiale, quando doveva occuparsi del rito di stringere la mano a un certo numero di odiosi ospiti di rango che avrebbero sfilato davanti a lui. Insofferente, passò davanti a ciascuno stringendo la mano e ripetendo: «Ho ucciso tua zia. Ho ucciso tua zia». Ogni ospite, indistintamente, fingendo di aver inteso male e per non creare incidenti diplomatici, rispondeva con espressioni di apprezzamento e di profonda gratitudine.

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<p>La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.</p>