I Calibro 35 indagano sul cinema italiano del brivido

 

E’ un anno a dir poco intenso questo 2011 per i Calibro 35, che la band sta vivendo tra successi travolgenti e consensi crescenti, tanto di critica quanto di pubblico, su è giù dal palco tra l’Italia e il mondo.

Il cd di outtakes intitolato “Rare” e la sonorizzazione dal vivo di “Milano odia” di Lenzi costituiscono il leit-motiv di quest’attività ma la band-simbolo della riscoperta della musica da “poliziottesco” all’inizio del 2011 ha partecipato, con un cameo e un brano nella colonna sonora, a “Vallanzasca” di Michele Placido; nel marzo successivo ha partecipato, negli Stati Uniti, al “South by South West” di Austin, in Texas, forse il più celebre festival di musica  indipendente d’oltreoceano. In primavera in Italia è uscito il film “Red”, con Morgan Freeman, Bruce Willis e John Malkovich, la cui soundtrack contiene una rinominata versione del brano “Convergere in Giambellino”.

Ed ora, dopo un’estate fitta di concerti, i Calibro 35 si preparano a tornare dal vivo per un ultimo tour autunnale, tutto concentrato ad ottobre, prima dell’uscita del nuovo disco, prevista all’inizio del 2012.

Ma tra queste sette date di ottobre nei club italiani, i Calibro ne hanno pronta un’altra molto particolare, in programma il 21 ottobre prossimo al Teatro dal Verme di Milano, intitolata “Indagine sul cinema italiano del brivido”. Un happening tra amici artisti per celebrare la musica di un altro dei generi di culto del cinema italiano degli anni 70. Oltre ai Calibro 35, eccezionalmente sostenuti dalle percussioni di Sebastiano De Gennaro e da una sezione di archi e fiati che daranno vita ad un’esibizione più orchestrale, infatti, sul palco saliranno Georgeanne Kalweit, Alessandra Contini (Il Genio), Gak Sato (Vinicio Capossela), Rodrigo D’Erasmo (Afterhours), Sebastiano De Gennaro (Le Luci Della Centrale Elettrica, Edda), Paolo Raineri (JunkFood) e Daniela Savoldi. In scaletta un vasto repertorio che la band non ha mai eseguito né live né su disco.

L’espressione “cinema del brivido italiano”, in realtà, racchiude un’ampia categoria film che vanno dai primi gialli visionari dell’innovatore Dario Argento, a horror come “Reazione a Catena” di Mario Bava, palese fonte di ispirazione del cinema slasher americano che tanto successo ha continuato ad avere nel corso dei decenni, fino allo splatter di pellicole come “Cannibal Holocaust”. Un cinema i cui protagonisti sono figure di lucidi psicopatici, i cui atti violenti sono caratterizzati dalla marcata componente erotica tipica degli anni seguiti alla liberazione sessuale. Film dal furore visivo ai confini della sopportazione per l’estetica e la morale dell’epoca, accompagnati da superbe colonne sonore in cui si cimentarono grandi maestri come Ennio Morricone, Ritz Ortolani, così come la strana coppia Goblin/Gaslini che firmò il commento sonoro di “Profondo Rosso”, forse il risultato più popolare tra i molti.

Una serata da non perdere, insomma, e per ingannare l’attesa, spasmodica per le migliaia di fan della band, abbiamo chiesto a Massimo Martellotta, chitarrista dei Calibro 35, di ripercorrere e commentare questi lunghi mesi di attività.

Calibro 35, qualche anno fa, nacque quasi per gioco, un side-project molto orientato in termini di suono, vintage, cazzotto, difficile per l’Italia perché strumentale, ma di vero successo e di diffusione sempre maggiore: ci avreste scommesso?

MM: Credo che ogni cosa portata avanti con passione e determinazione porti risultati. Personalmente non l’ho mai considerato né un gioco né un side project, ma IL progetto su cui puntare molto se non tutto. E credo che siamo solo all’inizio del “raccolto”. La sorpresa sicuramente l’abbiamo avuta nel vedere che la gente ai concerti si diverte, cosa non molto scontata quando si tratta di musica strumentale, ed è stata la molla che ci ha dato l’entusiasmo necessario a crederci fino in fondo.

Questa vostra scommessa vincente arriva parallelamente ad una riscoperta (che ormai è iniziata qualche anno fa), degli stessi film “poliziotteschi” di cui voi riproponete le colonne sonore. Non credo, però, che questo possa aver reso determinante il vostro successo, secondo voi a cosa è attribuibile?

MM: Boh, non sono fatalista più di tanto, molto è dovuto come ti ripeto al mazzo che ci facciamo sopra e sotto il palco, io e Tommaso (Colliva, ndr) lavoriamo ventiquattr’ore su ventiquattro tutti i giorni sul progetto. Poi c’è la riscoperta del genere, che è un altro fattore importantissimo invece e forse determinante, poi c’è il live che incuriosisce un pubblico molto trasversale e che evidentemente diverte, e sicuramente in parte una buona dose di fortuna. Nel trovarsi bene fra di noi, come persone e come musicisti, nel vedere che a qualcuno interessa quello che facciamo.

Quella per questo genere è una passione solo musicale o anche cinematografica?

MM: Entrambe le cose.

La vostra proposta riprende e rielabora composizioni di grandi maestri italiani. Quanto oggi la musica italiana tiene a mente questi maestri imparando dal passato, facendone tesoro?

MM: Non saprei, in senso stretto ci sono molti gruppi che traggono ispirazione dall’immaginario “colonna sonora italiana” e che si rifanno in modo più o meno esplicito a quel mondo (i Gallara, i Doctor Wolf, i Guano Padano…)  ma trovarne i riferimenti culturali e metodologici nella “musica italiana” in generale è un lungo lavoro da filologo. E non sono un filologo.

Siete stati inseriti nella soundtrack del film “Red” con una versione di “Convergere in Giambellino” riveduta e corretta nel titolo: una bella rivincita, visto che il cinema americano di genere deve molto all’Italia “poliziottesca”?

MM: Quando il disco è uscito in USA ci siamo divertiti a dare dei titoli in inglese ai brani, e Convergere in Giambellino è diventata “Call all units to Broccolino” (come gli italo americani chiamavano Brooklyn ). Non la chiamerei rivincita, non credo ci siano gare. E’ una grandissima soddisfazione. Ricevere una chiamata dalla music supervisor di un kolossal hollywoodiano che vuole un tuo brano nei titoli di coda è stato incredibile. Letteralmente. Abbiamo creduto fosse uno scherzo fino all’ultimo, e fino a quando non l’abbiamo vista di persona sul film non ci abbiamo creduto veramente. E invece c’era.

Ha riscosso consensi elevati la ri-sonorizzazione live di “Milano odia”. Non è una cosa facile una cosa di questo tipo: come avete lavorato?

MM: Ci siamo accorti che nel film di Lenzi c’era relativamente poca musica; un paio di inseguimenti sono lasciati al rumore delle ruote e degli scontri, molti momenti di tensione non hanno commento musicale e abbiamo creduto che sarebbe stato ottimo come base da cui partire per poter sonorizzare un film. In parte abbiamo proposto il Morricone originale in salsa calibro, ed in parte abbiamo aggiunto o sottratto nostri brani che credevamo adatti. Siamo stati molto molto scrupolosi e attenti a non sovrastare le immagini. Volevamo dare al film la priorità, che la gente si concentrasse sul video e non venisse distratta dai musicisti, quasi al buio e minuscoli rispetto al grande schermo. Qualcuno l’ha definito “cinema con l’audio in 3d” e credo renda bene l’idea dell’evento.

Secondo voi è possibile che vi ritroviate a sonorizzare un film poliziottesco ex-novo? Un film realizzato oggi? Ci sono registi e attori che potrebbero cimentarsi in questo visto che la band c’è già?

MM: Potrebbe succedere, e di fatto l’abbiamo fatto un paio di anni fa per un film che non è ancora uscito e che si spera uscirà. E’ uno sbocco naturale, valutiamo ogni settimana proposte di questo genere da vari fronti. Comunque ce ne sono un bel pò di film ispirati al genere, senza andare troppo lontano  il film di Placido “Romanzo criminale” è un poliziesco a tutti gli effetti, molto più romanzato e complesso del poliziesco medio, oppure anche l’ultimo “Gli angeli del male” a suo modo è una citazione del genere, lì abbiamo fatto anche un piccolo cameo come gruppo suonante nella scena iniziale e composto un brano per la scena in cui Renato Vallanzasca si innamora della sua futura moglie. Direi insomma che ce ne sono a bizzeffe anche oggi di registi e attori adattissimi. Trovo anche la serie di “Romanzo criminale” eccezionale sotto tutti i punti di vista.

Progetti imminenti e futuri?

MM: Abbiamo registrato il disco il marzo scorso a New York e credo uscirà nei primi mesi del 2012, poi come al solito ci sono in cantiere degli eventi speciali dal punto di vista del live.

Nei prossimi giorni F052 pubblicherà la “Soundtrack” frizzantissima scritta ad-hoc, e in esclusiva, per il nostro webmagazine. Questi, intanto, sono i dettagli sulla serata del 21 ottobre e sulle date del tour:

“Indagine sul cinema italiano del brivido”, venerdi 21 Ottobre 2011 ‐ ore 21.00

Teatro Dal Verme, via San Giovanni Sul Muro, 2 – Milano

Biglietto: 15 € + diritti di prevendita

Tour autunnale di Calibro 35:

7 ottobre: Bologna – Jack Daniels On Tour @ Locomotiv

22 ottobre: Marghera (Ve) ‐ Rivolta

26 ottobre: Roma – Init

27 ottobre: Arezzo – Karemaski

28 ottobre: Quero (Bl) – Plettro alternative sound

29 ottobre: Brescia – Vinile 45

31 ottobre: Ravenna – Bronson

www.calibro35.com

www.cycpromotions.com

www.dalverme.org

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La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.