I Lemmings spiegano la “Teoria del piano zero”

 

Sulla pagina omonima del buon vecchio MySpace, alla voce “genere”, si legge “musica acusmantica/ per nastro/ pop coreano/ rockabilly”; il loro logo, che ha fatto il giro della rete e di numerosi live-club e festival nazionali, è un lemmo (ovvero un piccolo roditore artico, ndr) sull’orlo di un precipizio che tende il capo verso un cappio sceso dal cielo. Di certo, insomma, non si può dire che i Lemmings non siano originali, eclettici nell’essere e nella musica, a volte anche taglienti, pure in questo caso sul piano delle composizioni e delle liriche.
Dopo un rodaggio live non indifferente, questa band romana, fondata dal cantante Ra-B (al secolo Emiliano Rubbi, produttore artistico e musicista, collabora con Piotta e cantava negli interessanti Mata Hari, ndr), nel 2009 pubblicò il suo primo cd, omonimo, un misto di rock’n’roll, punk, ska, reggae e surf decisamente accattivante, originale e fresco, che si è fatto ascoltare, grazie a qualche videoclip estratto dall’album, su diversi circuiti televisivi tematici, satellitari e non.
Oggi, dopo essersi fatti conoscere e apprezzare sui palchi italiani, indipendenti e svincolati dalle logiche del mercato musicale e discografico per costituzione, i Lemmings stanno lavorando al secondo disco, quasi pronto, che uscirà l’11 settembre del 2011.
Ad anticipare l’uscita del lavoro discografico, intitolato “Teoria del piano zero”, alcuni live, pochi e selezionati, in cui la band suonerà i brani della tracklist.
Il primo è questa sera (sabato 21 maggio, ndr) al Contestaccio di Roma.
A qualche ora dall’esordio, Ra-B non ha avuto problemi nel rispondere ad alcune domande sul disco nuovo e sulle novità in casa Lemmings; in attesa di “apprendere” la “Teoria del piano zero”, quindi, ecco il contenuto dell’intervista esclusiva:
Arriva l’anteprima live del secondo disco, in uscita a settembre, che s’intitolerà “Teoria del piano zero”. Si tratta di un titolo accattivante, quasi da film di spionaggio: cosa rappresenta?
Quando parliamo di “Piano Zero” intendiamo fare riferimento a quello che identifichiamo come il punto di partenza per la ricostruzione di cui, a nostro parere, necessitano molti, troppi, ambiti della cosa pubblica italiana e della società in cui viviamo. Il “Piano Zero” è il punto di negazione, la fine, ma al tempo stesso è anche l’alfa di un auspicabile nuovo corso storico-politico-sociale. In pratica, abbiamo concepito l’intero lavoro come un concept-album che ruota attorno ai concetti di distruzione e rinascita.  Ribaltando la prospettiva sottintesa dall’idea di “distruzione”, però, riteniamo che molte parti dell’attuale impianto sociale siano destinate ad una lenta e graduale implosione: il “piano zero” è inevitabile, si tratta solo di prepararsi idealmente a quello che sarà il dopo. 
Al momento avete terminato le sessioni di registrazione? A che punto reale è la produzione?
Siamo in fase di missaggio. Entro qualche giorno dovremmo avere in mano l’intero album.
Ci sono novità particolari o featuring da segnalare?
Non ci sono featuring, perché l’album è molto “personale” e probabilmente sarebbe stato difficile integrare qualcun altro nel processo creativo. L’unica vera novità, in termini di “presenze”, è il nostro nuovo bassista Luca, che si è subito integrato perfettamente nel progetto.
Lo scorso album, originale e molto apprezzato, si presentava con un sound piuttosto vintage, analogico. “Teoria del piano zero” lo conserverà inalterato? Anche il genere?
Il sound, se possibile, è ancora più “vintage” ed ancora più “analogico”. Il genere, invece, è piuttosto differente dall’album precedente: “Teoria del Piano Zero” è un lavoro molto cupo, scuro, pur mantenendo una propositività di fondo che speriamo di essere riusciti a comunicare. L’unico tratto che riesco a trovare in comune con il nostro primo album è la difficile “catalogabilità”: non saprei dirti che genere di musica sia, davvero, a quello preferisco che pensino coloro che l’ascolteranno.
Tu, Ra-B, sei autore anche dei testi, su cosa ti sei concentrato, più in particolare, in fase di scrittura?
Mi interessava che passassero i concetti di fondo e spero di essere riuscito a comunicarli.  Non mi aspetto che vengano immediatamente recepiti tutti i riferimenti contenuti nei brani (alcuni piuttosto evidenti, altri di sicuro meno), ma mi auguro che le idee che volevamo comunicare riescano in qualche modo a “passare”. Diversamente da quanto è avvenuto con il precedente lavoro, non credo che in questo caso saremo particolarmente supportati dai network ufficiali (in tutto il disco non c’è un brano che si avvicini neanche lontanamente all’attuale concezione di “singolo radiofonico”), e sinceramente non lo vediamo come un grosso problema. Mai come in questo caso l’idea di “urgenza espressiva” ha avuto la meglio su qualsiasi considerazione di carattere discografico e di mercato. 
In attesa dell’album nuovo, come sì è detto, è possibile ascoltare i brani nell’anteprima live: una sorta di banco di prova anche per la stagione estiva? Sarete in giro per l’Italia? 
Faremo poche date estive di anteprima, abbiamo previsto di iniziare ufficialmente il tour dopo l’uscita del disco. Presto comunicheremo le prime tappe di questo primo “giro di anteprime” sui nostri spazi web (ad esempio l’immancabile facebook).
I Lemmings sono:
Emiliano Ra-B Rubbi – voce
Luna Gualano – voce
Marco La Fratta – chitarre
Luca Amendola – basso
Giuseppe Coglitore – batteria
Ecco i link per gli spazi web dei Lemmings:

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