I Linea 77 ricominciano da Ketchup suicide

I Linea 77 ritornano dal vivo, a sorpresa, e lo fanno con un piacevole tuffo nel passato. La band di Venaria Reale (Torino), infatti, è pronta a partire con un toure (qui il calendario completo) che ripropone, a distanza di dieci anni esatti, il concerto-tipo di “Ketchup suicide”, il disco che li ha consacrati a livello internazionale. L’album fu distribuito in tutto il mondo dalla Earache, dopo essere stato registrato ai Backstage Studios di Andy Sneap a Ripley (UK) e prodotto da Dave Chang.

“Ketchup suicide” portò i Linea 77 nella classifica di NME e KERRANG! e a suonare in Inghilterra per diversi tour in compagnia di Lost Prophets, Earthtone9, Kill2This e One Minute Silence, per approdare poi all’estate infuocata del 2001, dalla mancata esibizione al G8 di Genova (cancellata all’ultimo momento, con la band quasi giunta sul posto, dopo l’intensificarsi degli scontri, ndr) al prestigioso Reading & Leeds Festival, pochi giorni prima che le torri cadessero ed il mondo cambiasse.

Molto più di un disco, insomma, molto più di un decennio qualunque. Il periodo 2001-2011, quindi, i Linea 77 non potevano che celebrarlo con un revival del genere, portando con sé nella macchina del tempo tutti i fan, da quelli della prima a quelli dell’ultim’ora, per un compleanno che è anche una presa di coscienza, matura, di quanto il mondo nel frattempo sia cambiato. I Linea 77, infatti, non hanno mai trascurato l’attualità, l’impegno sociale e venature politiche nei dischi, in stile Rage Against the Machine. Anche per questo è stato bello poter tirare le somme di questo decennio di attività con Nitto, una delle due voci del gruppo, all’antivigilia della data a Bari, dove la band si esibirà mercoledì prossimo, 26 ottobre, sul palco del New Demodé.

Linea 77 di nuovo dal vivo per celebrare un decennio d’oro con la riproposizione del fortunato “Ketchup suicide”. Un’idea originale, un tuffo nel passato ma con la consapevolezza del presente. Come si è evoluta la band in questo decennio?

Nitto: “Musicalmente ci siamo affacciati in maniera più continuativa verso il nostro paese. L’ultimo disco è totalmente in italiano e quindi difficilmente esportabile. Sicuramente se ti rispondesse un fan, direbbe che ci siamo ammorbiditi parecchio ma, vivendo in prima persona questo periodo, non ho percepito troppo un cambiamento ma più una voglia di sperimentare altre sonorità ed espressioni, una sorta di evoluzione. Non dimentichiamo che 10 anni son parecchi e si vivono esperienze e situazioni che ti cambiano, inevitabilmente. Invece in Italia non è cambiato assolutamente nulla, era ridicolo come paese nei primi anni del 2000 ora forse è diventato grottesco, ora capisco perché tutti gli articoli che parlavano dei linea in Inghilterra incominciavano con la dicitura ‘nonostante siano italiani’”.

Dieci anni sono trascorsi anche nel mondo e i Linea sono stati sempre molto attenti al contesto contemporaneo, quanto questo ha cambiato il vostro approccio alla stesura di testi?

N.: “Come già accennavo prima ciò che ci circonda, dalla politica alla cronaca quotidiana offre sempre spunti per scrivere i testi. Facciamo un bilancio: il 2001 era l’anno dell’attacco alle torri gemelle, di Genova del G8 e degli infiltrati della polizia per creare disordini, della morte di Giuliani, della guerra al terrore , espressione che mi fa ancora ridere, oggi siamo ancora negli anni della suddetta guerra che non ha portato nessun risultato tranne svariate migliaia di militari e civili uccisi, continuano gli attentati, da poco c’è stata la manifestazione a Roma dove solo per miracolo non c’è scappato il morto,continuano ad esserci infiltrati della polizia per creare il caos, ma son stati arrestati dei ragazzi che sicuramente serviranno da specchi per le allodole come a Genova, abbiamo una classe politica ormai palesemente distaccata dal paese reale, e un presidente del consiglio talmente fuori controllo che si può permettere di dire di voler fare una VERA rivoluzione, guarda caso partendo dalla procura di Milano. Meno male che personaggi cosi ‘positivi’ come Lavitola lo consigliano bene. Siamo talmente messi male che abbiamo fatto un buco nel fondo del barile e ci sguazziamo. Quindi per tornare alla tua domanda gli spunti per dei testi non mancano, bisogna sempre trovare la chiave giusta per trattarli anche perché come Linea ci siamo sempre posti più come osservatori e narratori della realtà, che come giudici. Credo sicuramente che ci sia bisogno di più asprezza e cattiveria nelle parole ma questa è una mia idea, bisognerebbe chiedere anche ad emiliano”.

Quindi se oggi doveste rifare ex-novo “Ketchup suicide” che disco verrebbe fuori?

N.: “Non lo so , sinceramente non ne ho la più pallida idea, è difficile replicare delle sensazioni, proprio perché il disco per noi è sempre stato lo specchio di un periodo”.

Altri progetti dopo il tour?

N.: “Disco nuovo e un nuovo tour, chi si ferma è perduto”.

Ad aprire il live barese dei Linea 77 ci saranno i Bianco e I treni all’alba, entrambi usciti quest’anno con due album prodotti dall’etichetta INRI.

Per chi non avesse mai avuto modo di testare l’impatto live dei Linea 77, invece, è consigliato l’ascolto gratuito di “Mi vida”, un brano dell’album “Live 2010” cliccando QUI.

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La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.