I segreti del più celebre scatto di Manhattan

Quando nel 1995 la Corbis acquistò le 19 milioni di fotografie dell’Archivio Bettmann, decise di intraprendere un enorme sforzo di catalogazione del suo immenso materiale di immagini, che coprono l’intera storia americana, a partire dalla Guerra Civile. D’altronde, la Corbis è di Bill Gates, e dunque nè fondi nè software per database dovettero essere un problema. Molte immagini sono note al grande pubblico, e fra queste la celebre “Lunchtime atop a skyscraper“, con gli undici operai che consumano la spensierata pausa-pranzo penzoloni su una trave a vertiginose altezze. Quando si arrivò alla creazione della scheda della più nota immagine delll’archivio, l’addetto alla catalogazione restò incredulo. Non solo infatti non era presente nessuna indicazione aggiuntiva sugli operai ritratti nella foto, ma non ne era indicato neanche l’autore.

Solo alcune informazioni erano note. Innanzitutto, la foto era vera, autentica, e non un fotomontaggio come a qualcuno è venuto in mente osservando la scarsa sicurezza sul posto di lavoro. Inoltre, era stata scattata il 19 settembre 1932 sul cantiere del grattacielo RCA (Foto1, il grattacielo in costruzione da altra prospettiva), che sarebbe stato il principale edificio del Rockefeller Center, oggi GE Building, ed era apparsa sul New York Herald Tribune due settimane dopo. L’articolo, facendo riferimento alla foto, dichiarava solo la completa assenza di protezioni, corde o reti per la sicurezza degli operai. Nient’altro.

La Corbis si apprestava a celebrare, nel 2003, i cento anni dalla nascita di Otto Bettmann, il fondatore dell’archivio omonimo che aveva costituito il primo nucleo della società. In vista di questa ricorrenza, la Corbis acquistò pagine su tutti i principali quotidiani americani, già dal 1998, invitando chiunque fosse stato l’autore di uno scatto, o fosse stato ritratto su una foto dell’archivio, di darne immediata segnalazione. Come immagine-simbolo dell’operazione fu scelto proprio il nostro “Lunchtime”.

In una tranquilla cittadina della Florida, l’ottantenne signora Joyce Ebbets riconobbe sul quotidiano locale la celebre foto scattata dal suo scomparso marito inserita fra le immagini come “autore ignoto”. Fu immediatamente contattata la Corbis, che aveva già ricevuto altre rivendicazioni di paternità. Fra queste, la più plausibile puntava a riconoscerne l’autore in Lewis Hine, che aveva dedicato la sua carriera a denunciare le condizioni di vita degli operai e dei bambini-lavoratori, nell’America degli anni trenta (Foto2, uno scatto di Hine sull’Empire State Building). La signora Ebbets sapeva di poter convincere la Corbis, bastava rovistare negli scatoloni in soffitta. Con l’aiuto di sua figlia Hahn Ebbets, e tre giorni di duro lavoro, furono ritrovati alcuni negativi, fra cui alcune immagini meno note ma ugualmente interessanti scattate nella stessa giornata, oltre a ritagli di giornali e ricevute varie (Foto3, 4 e 5).

La Corbis era particolarmente interessata alla faccenda, ed assunse un investigatore privato che potesse mettere a confronto le prove a disposizione. Il verdetto fu inequivocabile. La Signora Joyce Ebbets aveva ragione, la fotografia era stata scattata da suo marito Charles Clyde Ebbets il 19 settembre 1932. Le prove più schiaccianti furono ritenute l’immagine dello stesso Ebbets sulle travi del grattacielo (Foto6), e una ricevuta datata proprio 19 settembre 1932 con la quale l’Herald Tribune riconosceva a Ebbets ulteriori 1,50 $ a ora per “risarcire il rischio di lavorare su travi sospese nel vuoto”. Finalmente, dopo 70 anni, “Lunchtime atop a skyscraper” aveva un autore, ed era Charles Clyde Ebbets, che lasciò New York e i reportage di cronaca già dal 1933, per interessarsi allo sviluppo turistico della Florida. La vedova Ebbets e i suoi figli furono invitati alla cerimonia ufficiale nel 2003, che si tenne proprio sul terrazzo del GE building, dove ebbero la sopresa di trovare i discendenti degli operai immortalati nello scatto. Anche loro avevano risposto all’annuncio della Corbis. I nomi sono tutti irlandesi: Francis Michael Rafferty, Stretch Donahue, Matty O’Shaughnessy, Patrick Glynn, Austin Lawton, Claude Stagg, Thomas Norton.

Solo un anno prima, nel 2002, l’archivio Betmann aveva appena lasciato Manhattan, per essere trasferito nel fantascientifico deposito sotterraneo della società Iron Mountain in Pennsylvania (Foto7). Le immagini e i negativi sono conservati a 20 gradi sotto zero, ritenuta la temperatura ideale per conservare i negativi. L’eternità non è garantita, ma la pellicola si degrada 500 volte pià lentamente che a temperatura ambiente.

Senza ombra di dubbio gli undici operai del Rockefeller Center non sono mai stati così al sicuro.

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Sono tizio e gestisco f052.it