I vivi e i morti

 

Vive su facebook. Dice che non e’ il solo e a giudicare dalla chat ingolfata sembrerebbe vero. Non accende la televisione da 6 mesi e non va al cinema da poco meno. La sera, prima di addormentarsi, ha la tentazione di riprendere un libro che non riesce a terminare, ma, mi confessa, finisce per scegliere l’iPad. E’ sempre stato un ragazzo piuttosto introverso. Adesso, grazie a facebook, ha trovato la sua strada per esprimersi e comunicare. Ha oltre 2000 testimoni per ogni suo pensiero, sempre pronti e disponibili. Ha un pubblico che aumenta e che alimenta con costanza. Ha 2000 amici senza neanche il fastidio di dover stringere la mano a nessuno. Un misantropo socievole, anzi, sociale. Va un po’ in depressione se un post incassa pochi “mi piace”, soprattutto quando si tratta di canzoni. Ma, con un po’ di esperienza, mi rassicura, si riescono a postare le cose giuste. Mi sembra di capire che il conformismo impera anche sulla rete.

Mi dice che non va neanche più al cimitero. Su facebook ci sono i vivi ma anche i morti. Le cose ci sopravvivono, si sa, e questo lui non lo ha mai sopportato, in linea di massima. Infatti odia le strade, i palazzi, persino l’armadio ed i vestiti che contiene. L’ideale, mi ha sempre detto, sarebbe che esplodesse tutto nel momento in cui gli si ferma il cuore.

Anche la pagina di facebook perdura alla morte. Riconosco di essere confuso in merito. E’ un aspetto pornografico del social network o un legittimo desiderio di chi ha perso una persona cara e vuole prolungarne la memoria? Lui, invece, ne e’ entusiasta. Per lui facebook ha sostituito il camposanto. Gli risparmia di recarsi in quello spettrale luogo, dove, mi confida, si e’ perso il 2 novembre di qualche anno fa. Non e’ riuscito neanche a trovare le lapidi dei propri cari. Ora, lui controlla tutto su face book e all’occorrenza, invece di un fiore sul gelido marmo, depone un pensiero scritto, che ha, sostiene, un valore catartico ancor più forte. Io sono perplesso e lui se ne accorge. “Antonio” mi invita a riflettere “in fin dei conti, quando vai al cimitero, cosa ci trovi, se non fotografie?”

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La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.