Il Bene e il Male

 

Ho percorso la strada statale n. 96 per anni, quasi tutti i giorni. Ci sono strade dove è palpabile la presenza del male e dove speri non essere costretto a fermarti mai. Sulla statale 96 era evidente l’ombra della criminalità organizzata, particolarmente della prostituzione, almeno nel tratto che va da Altamura a Bari.

Si arrivava in un certo punto dove, a pensarci, prendeva un fremito. Era dove c’è un distributore di carburante, all’altezza dell’abitato di Palo del Colle. Lì si era verificato un orribile delitto che aveva scosso la coscienza collettiva dell’intera provincia. Chi transitava su quella strada statale era attento al livello del serbatoio del carburante, per non essere costretto a fermarsi per il rifornimento proprio in quel distributore maledetto.

Leggo oggi questa notizia: Enrico Balducci, gestore di alcune aree di servizio nella provincia di Bari è stato condannato a dieci anni di carcere per aver ucciso il 5 giugno 2005, con un colpo di pistola legalmente detenuta, un giovane motociclista che con il concorso di un complice pare abbia tentato, sulla strada statale 96, di rapinare la cassa del distributore di Palo del Colle.

Il tribunale ha riconosciuto colpevole il Balducci di omicidio volontario perché, sebbene avesse agito sull’onda di un accesso d’ira, avrebbe sparato con la determinazione di uccidere il giovane. Secondo le forze dell’ordine, i due motociclisti avevano già messo a segno una rapina in un vicino supermercato quando, forse eccitati dalle loro imprese e favoriti da un clima di oggettiva impunità, per concedersi una replica, avevano fatto irruzione nell’area di servizio a bordo di una potente moto Honda 600 lanciata a grande velocità. Non erano rapinatori incalliti; uno dei due – purtroppo chi ha avuto la peggio – aveva la fedina penale immacolata. Sembra di capire che per loro non vi fosse una grande differenza tra una rapina e una semplice bravata; con questo spirito scanzonato si sarebbero introdotti nell’area del distributore sulla statale 96 a cavallo della loro rombante Honda 600. In un primo momento Balducci era stato accusato di eccesso di difesa, ma poi, tradito dalle sue stesse videocamere di sorveglianza, l’accusa è stata cambiata nel più grave reato di omicidio volontario. Prima di decidersi a puntare l’arma contro i ribaldi motociclisti, aveva già subito decine e decine di rapine.

A quanto è dato di leggere sui giornali, non si sa se qualcuno si sia fatto scrupolo di capire se a causare la morte del presunto rapinatore sia stato il colpo partito dall’arma del Balducci, che per aver colpito di rimbalzo non era evidentemente stato sparato per uccidere, oppure se la morte sia stata provocata principalmente dal complice che, nel vano tentativo di far perdere le proprie tracce, avrebbe vilmente abbandonato il compagno, gravemente ferito, in una cava dove poi era morto dissanguato.

Un fatto simile era accaduto nella stessa stazione di servizio il 14 gennaio del 1988, quando all’ora di chiusura un gruppo di rapinatori aveva ucciso freddamente a colpi di pistola l’inerme benzinaio Vito Giovanniello di 51 anni, padre di cinque figli, e ferito gravemente il gestore, Giuseppe Zaccheo di 44 anni che oggi vive trascinandosi con una sedia a rotelle. Dopo il colpo, il gruppo criminale era fuggito, lasciando sull’area di servizio il marchio inquietante e indelebile di quel feroce delitto. Di fronte al quale, l’automobilista di passaggio provava sempre un fremito di orrore.

Come dicevo, in passato ho percorso quasi tutti i giorni la strada statale 96 per raggiungere il mio posto di lavoro a Bari dove avevo un impiego alla Regione Puglia. Per uno strano caso, alla Regione Puglia ha ricoperto la carica di assessore lo stesso Enrico Balducci, prima ovviamente che sprofondasse nel triste mondo dei gestori delle pompe di carburante.

Balducci, quindi, non era un semplice gestore di aree di servizio. È stato anche capo della protezione civile pugliese, carica che ha ricoperto fino a qualche anno fa. Come tanti politici del suo tempo ha percorso una parabola politica che lo ha portato a cambiare più volte partito. Eletto consigliere regionale nel partito dei Verdi, era passato poi a Forza Italia, quindi ad Alleanza Nazionale e infine all’UDC. Ma non era un opportunista. Anzi, credo fosse alla continua ricerca di una forza politica capace di cambiare veramente le cose in un mondo malato e violento.

Terminata la sua carriera politica, aveva creato a Bari le “ronde antibullismo” che dal venerdì alla domenica erano impegnate nelle ore notturne a protezione dei giovani – nel capoluogo pugliese si era registrato, allora, un preoccupante aumento delle aggressioni ai danni dei ragazzi, perfino in pieno centro cittadino. Dell’iniziativa, approvata anche dal prefetto di Bari, si interessarono vari giornali.

Enrico Balducci è uno di quelli che credono che il mondo possa migliorare creando un presidio sul territorio che costituisca un argine al dilagare del male. Per questo, probabilmente, aveva cercato di prendere il controllo di un certo numero di distributori di carburante nella degradata realtà delle periferie urbane.

Quando gli inquirenti hanno visionato la registrazione delle videocamere di sorveglianza, hanno ritenuto che il Balducci, all’arrivo dei rapinatori, si sarebbe posizionato in un punto dell’area di servizio, avrebbe estratto la pistola e, tenendosi ben fermo sulle gambe, aveva preso per bene la mira, aspettando il momento giusto per uccidere. Come se il suo piano prestabilito fosse quello di attendere al varco gli emissari del crimine. La versione degli inquirenti è contestata però dal gestore che dichiara: «Rispetto la sentenza, ma è ingiusta e spero che le cose vengano ribaltate nei successivi gradi di giudizio. Non volevo uccidere, non sono un killer; paradossalmente difendersi dai rapinatori ormai sembra diventata un’aggravante».

Per il giudice quest’uomo è un assassino. Per tanti indifesi cittadini un eroe. Difficile dire cosa sia in realtà. Ci vorrebbe qualcuno capace di raggiungere l’abisso delle profondità del male dove, deliberatamente, ha osato immergersi Enrico Balducci. Ci vorrebbe qualcuno capace di chiarire cosa sia veramente il bene, cosa sia il male.

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<p>La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.</p>