Il disegno pensiero

Black Velvet ha pubblicato “De Luca, il disegno pensiero” a cura di Hamelin, in occasione della seconda edizione di Bilbolboul, festival internazionale di fumetto a Bologna. Il libro raccoglie una serie di saggi di autorevoli critici ed una nutrita parte iconografica in parte a colori. Un percorso di oltre 300 pagine che contribuisce a restituire visibilità ed i dovuti onori ad uno dei più straordinari quanto misconosciuti autori del fumetto italiano.

Il contributo di De Luca allo sviluppo ed alla conquista di una dignità artistica del fumetto è decisivo, forse ancor di più di quello di altri blasonati autori della sua generazione. Nonostante venisse dalla pittura e dalla illustrazione De Luca ha scelto di dedicare una vita al fumetto e su quelle pagine è trascorsa la sua esistenza di artista.

Il cattolico autore del Commissario Spada ha sperimentato e rivoluzionato, grazie anche ad una maestria grafica eccezionale, lo spazio bianco del foglio e del racconto come forse nessun altro. La gestione dei balloon, ad esempio. Nell’opera di De Luca, le “nuvolette” non sono più uno spazio ovale e “Burocratico” (come dice Gianni Brunoro) da riempire, ma una componente da disegnare volta per volta in quanto parte integrante della narrazione e del ritmo della storia. Da qui la spigolosità e la individualità di ogni singolo balloon.

Fino ad arrivare alla vera rivoluzione della trilogia Shakespeariana che l’artista di origini calabresi realizza per “Il Giornalino” a metà degli anni settanta. In questa opera oltre al carattere pedagogico di grande impatto, De Luca cancella i quadretti che suddividono le azioni dei personaggi.  Il quadretto che è la massima convenzione espressiva del mezzo scompare e su uno sfondo unico i personaggi si muovono senza delimitazioni grafiche (a pensarci bene artificiose) come attori su un palco teatrale. Le figure quindi si moltiplicano in successione creando un affascinante ed innovativo rapporto tra il tempo e lo spazio. Un effetto che ricorda la famosa cronofotografia di Marey (1888). Non a caso i fumetti di Gianni De Luca sono forse i più cinematografici.

De Luca continuerà a sperimentare senza compromessi il mezzo con lo stesso rigore morale del suo più celebre personaggio, il Commissario Spada. La saga del coraggioso Commissario ci ha offerto un ritratto preciso e coraggioso di un decennio del nostro Paese, quello dei ’70, dilaniato da stragi, contrasti sociali e terrorismo. Un’opera ben lontana dalle avventure romantiche o fantastiche dei personaggi di altri più celebrati autori e quindi ancora una volta fortemente pedagogica.

Pochi anni prima della sua scomparsa è la volta di “Paulus”, una storia di fantascienza. In questo capolavoro De Luca porta alle estreme conseguenze la sua voglia di sconvolgere le convenzioni del mezzo espressivo e si cimenta con una vertiginosa narrazione sincronica di eventi temporalmente dislocati tra presente, passato e futuro.

De Luca non ha mai smesso di cercare spinto da una curiosità e sete di conoscenza che sua figlia Laura racconta con grande eleganza in uno degli scritti del volume.

Adesso tocca a noi cercarlo e ritrovarlo.

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La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.