Il medico di Togliatti

Introduzione di Sergio Palomba:

Cosa c’entra un medico con F052?
Nulla.
A meno che non si tratti del professor Mario Spallone.
Con lui anche la medicina può essere cultura, se intesa in termini più filosofici, ritornando alle radici vere delle dottrine curative.
Spallone, da questo punto di vista, insieme a quello dell’attività medica svolta per più di mezzo secolo, può essere considerato un’istituzione. Oggi lo chiamerebbero un guru ma noi no, perché sappiamo che il professor Spallone è un uomo di altri tempi, retto, lucido, in splendida forma nei suoi 95 anni, al punto da aver accantonato l’attività medica e aver intrapreso, con piglio lungimirante, quella politica, come dimostra la recente candidatura a sindaco di Avezzano, in Abruzzo.

D’altronde lui è sempre il medico di Togliatti, non bisogna dimenticarselo.

Così si spiega perché F052 pubblica l’intervista al professor Spallone, perché il suo “modus vivendi et operandi” è pensiero a sé, affidato alla penna, ficcante ma sempre discreta, di Guido Martini.

Intervista di Guido Martini:

Negli anni ’20-’30, qualcuno riusciva a supporre i progressi cui è giunta la medicina odierna?

Questo grande progresso non l’ho visto. Anziché trattare globalmente il problema, lo si è diviso in tanti modi: ci sono tanti primari, tanti dottori, si è giunti a uno sfaldamento della medicina. Voglio dire: per la gente prima c’era il Caput, il vero primario. Poi i singoli che dipendevano dal primario e ricevevano direttive dal Primario per ogni scienza medica, chirurgica o traumatologica. Sono tre le cose principali per la salute dell’ammalato : la chirurgia generale, la medicina generale e la traumatologia. Fin da giovane,ho imparato a fare il medico,perché sono diventato uno di quelli che ragiona in questo modo. La medicina è bella!

Fino a che punto ripone fiducia nelle nuove tecnologie?

Poca, pochissima fiducia. Abbiamo troppi primari, troppi vice-primari. Troppi direttori. La salute del paziente, sia quella preventiva che quella curativa, non è più quella di una volta. Ognuno la pensa a conto proprio. La tecnologia ha fatto grossi progressi, si lavora molto bene, ma servono amore e affetto. Due cose principali che medici e tecnici non hanno sempre presente.

Dove coincide un punto di convivenza tra fede e scienza?

Purtroppo sono un figlio spirituale di Padre Pio. L’ho curato. L’ho assistito quando il Gemelli medico venne a trovarlo e voleva vedere le stigmate. Io ero con Padre Pio e disse che questa era un’offesa. Non gliele avrebbe fatte mai vedere. E questo osò dire che Padre Pio aveva uno spirochetosi e che le stigmate erano male odoranti e se le produceva da solo. Cosa infame. Io litigai con questo e lo buttai fuori dalla cella in cui Padre Pio dormiva. Scienza e fede debbono marciare all’unisono! Perchè si completano! Perché la vita incomincia con la morte! Per cui avremo lacrime di gioia e lacrime di dolore. Di dolore perché non si rivedranno più i nostri simili, di gioia perché sono in Paradiso! Io, che sono vedovo da 30 anni, so che mia moglie Luana vive e mi aspetta! Quando questo incontro avverrà, non so quello che accadrà. Però sono tranquillo perché nella mia vita ho lavorato per il bene della gente! Ho le mani pulite. 

Avrebbe preservato qualcosa tra le forma mentis dell’era fascista?

L’era fascista … la dittatura fa paura. Voglio ricordare a me stesso che un giorno uscii dal carcere per qualche settimana (imprigionato per motivi politici). Il prof. Pozzi (curante di Mussolini) un giorno ha avuto un consulto con il mio maestro, il professor  Flugoni (veramente un gran medico e, ancora fino ad oggi, non ve n’è uno pari). Fui chiamato per prelevare delle radiografie dalla clinica medica dell’università di Roma, per poterle portare a Villa Torlonia, abitazione del Duce. Scortato dalla polizia, arrivai a Villa Torlonia e fui introdotto nella stanza dove c’erano Flugoni e Pozzi. Entrai nella stanza del paziente e notai come il Duce, in camicia da notte e papalina in testa, mogio mogio, ascoltava quello che i due professori commentavano sulla sua salute. In quel momento entrò una donna di servizio che disse al dux: “c’è il Ministro dell’Interno Buffarini Guidi.” Egli si alzò immediatamente, entrò il Ministro Buffarini e dopo poche parole lo mandò via. Flugoni mi disse all’orecchio: “uso esterno!”

Il ricordo più atroce che conserva del conflitto bellico mondiale?

Il ricordo più atroce è stato quando ero nei pressi di due/tre soldati, che erano protetti da sacchetti di sabbia e terra: la canna del fucile si inceppò e partì un colpo. Non fosse mai accaduto. Si scatenò una vera battaglia. Mio padre, che era un tenente di fanteria, mi raccontò che stette per due giorni tra i morti, lui solo vivo e, a un dato momento, aveva fame e con il pugnale che aveva ruppe una scatoletta di carne conservata e se la divorò per la tanta fame. Questo altro episodio non lo dimenticherò mai.

Quale fu il cambiamento socio-culturale più sensibile nel passaggio da monarchia a repubblica?

Direi semplicemente le vicissitudini del Re di Maggio, perché Vittorio Emanuele III fuggì e suo figlio Umberto lo sostituì. E nel referendum monarchia o repubblica io stesso a quell’epoca collaboravo col ministro Giuseppe Romita (di cui ero il medico personale). E Romita era allora Ministro degli Interni. Il referendum vinse la repubblica e Umberto di Savoia accettò con signorilità e tanta intelligenza il risultato.

Il partito comunista russo influenzava quello italiano nei modus operandi? Se sì, fino a che punto?

Senz’altro. In quel periodo al cento per cento. Visibilmente e moralmente obbedivano. C’erano, con la disciplina, per esempio. Che portò alla dittatura.

E un’opinione veloce su Giulio Andreotti?

Un grande statista. Senatore a vita. E’ stato tacciato – ma io non sono d’accordo – di essere collaboratore della mafia siciliana.

E sugli anni di piombo?

Gli anni di piombo. Terribili. Con un ministro degli Interni TERRIBILE, definito “ministro di polizia”!!!

La prima repubblica ha lasciato qualche insegnamento (che magari la seconda non ha assimilato)? 

La Prima Repubblica è stato un grosso colpo e lo ritengo tutto positivo. Ha avuto un primo presidente bravo, bravissimo. E governi che lavoravano per la gente.

Introdurrebbe nel nostro stato una pratica come l’eutanasia?

Escludo completamente l’eutanasia. Perché significa mettere la vita umana nelle mani di gente poco corretta.

E la pena capitale?

La pena capitale è una cosa mostruosa. I paesi dove questa viene praticata sono maledetti. E’ il successo di una dittatura feroce.

In base alla sua esperienza, consiglierebbe alle future generazioni le strutture private o pubbliche? 

Le private debbono essere strutture di supporto alle pubbliche. Però purtroppo questo non accade. Di qui la “mala sanità”.

Le famiglie numerose sono sempre più rare. Tale tendenza avrà ripercussioni sulla nostra civiltà? 

C’è la possibilità, con la legge 194, di interrompere la gravidanza. Questo da una parte sana certe situazioni. Dall’altra si crea abusivismo violento verso la donna.

Tra i personaggi illustri che ha conosciuto di persona, quali le hanno lasciato un ricordo esemplare?

Togliatti sicuramente. Longo, Amendola, Oliviero, Pertini, il nostro Presidente Giorgio Napolitano con la sua segretaria particolare Oxilia e l’addetto stampa del signor Presidente, il dottor. Pasquale Cascella.

Ha un film che apprezza particolarmente?

Sì, tutti quelli sulla tragedia dell’attentato di Togliatti. (“Una vita difficile” di Dino Risi, con Alberto Sordi, ndr)

Ed un libro?

Tutti i libri di Giorgio Amendola come ad esempio “I partiti Comunisti nell’Europa Occidentale”.

Qual è, a suo avviso, il segreto di una vita longeva?

Beh, una tazza di caffè al mattino. A mezzogiorno un consommé. La sera mangiare tanto: i globuli bianchi sono i carabinieri della salute. I globuli rossi sono quelli che lavorano per portare ossigeno a tutti i muscoli, volontari e involontari. Dunque la sera il lavoro dei globuli rossi è ridottissimo, quando si va a letto sono occupati esclusivamente per la digestione. E’ falso dire che la sera bisogna stare leggeri altrimenti non si dorme! E’ falso!

Author

<p>La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.</p>