Il mestiere dello scrittore di Murakami Haruki

Visto che in Italia c’è un’infinita quantità di scrittori sommersi (peccato che non ci siano così tanti lettori sommersi) arriva dal Giappone un supereroe che dona a tutti loro (beh, anche a voi) delle magiche considerazioni.

Si tratta dell’ultimo saggio di Murakami Haruki intitolato Il mestiere dello scrittore in cui l’autore giapponese raccoglie in undici capitoli le sue sincerissime e personalissime considerazioni sull’essere scrittore, su come diventarlo e su come continuare ad esserlo. Nella postfazione Murakami in realtà spiega che il volume raccoglie una serie di testi per conferenze che ha tenuto negli ultimi anni (e questo si percepisce molto nello stile), quindi non si tratta di un manuale “for dummies”, ma di un racconto di se stesso, come, inizialmente, inaspettato scrittore, come fortissimo lettore e come acuto osservatore umano, perché

Come per scrivere romanzi è necessario leggerne un gran numero, allo stesso modo, mi sento di poter dire, per descrivere degli esseri umani bisogna averne incontrati tanti.

Murakami Haruki by Graphik H.

Così, nella sua tipica narrazione immediata e delicata Murakami racconta la nascita dei suoi personaggi e come, in particolare, quelli femminili a volte diventino attivi e lo pungolino (Aomame di IQ84 è chiaramente una di queste), e spiega i meccanismi dei premi letterari giapponesi (per nulla dissimili da quelli italiani). Analizza poi il proprio metodo di scrittura, spiegando che perseveranza e desiderio sono fondamentali e regala al lettore una fotografia dei suoi personali luoghi dello scrivere: il tavolo della cucina di casa, al principio, per spostarsi successivamente lontano dal Giappone.

Raccontandoci i meccanismi della scuola del suo paese esprime giudizi chiari sulle complessità della società giapponese che può per molti versi apparire bizzarra. Posa lo sguardo su di sé e sullo scrivere: spiega il suo essere ordinario (opinione sulla quale dissento un po’), definendo l’originalità e affermando che la scrittura non è fatta per menti eccelse, che se sono tali si dedicano ad altro.

Il mestiere dello scrittore è il racconto intimo di un ottimo osservatore, una sorta di diario che permette di guardare gli altri – e forse anche se stessi – in modo più profondo.

Ecco perché, sia che siate degli scrittori sommersi, dei lettori più o meno forti o semplicemente degli spiriti attenti e curiosi, il consiglio è quello di tenere il libro di Murakami a portata di mano o almeno sul comodino accanto al letto!

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Con il suo passo veneziano viaggia ovunque. E senza un libro con sé, non sarebbe lei.