Il regista che visse due volte

 

Il mondo del cinema si arricchisce di un nuovo grande regista. Israeliano. Yair Moses e’ il suo nome ma se pensate di poter guardare un’ opera della sua lunga filmografia sappiate che non e’ possibile. I suoi film non sono mai stati girati. Non esistono. Il cineasta Moses e’ il protagonista dell’ultimo romanzo di Abraham Yehousha pubblicato come di consueto da Einaudi.

Il protagonista del romanzo viene invitato, e noi con lui, in Spagna, dove gli viene dedicata una retrospettiva. lo accompagna la sua attrice feticcio che forse sta per smettere di esserlo. Sui due aleggia, sinistra, l’ombra dell’ex sceneggiatore di tutte le opere giovanili del cineasta israeliano nonché  ex amante dell’attrice sulla soglia del declino artistico. Un personaggio che da tempo ha rotto con entrambi ma che sembra voglia ritornare per porli al cospetto del proprio passato. In una atmosfera surreale, quasi hitchockiana, pur non trattandosi di un thriller, la vicenda si snoda, tra proiezioni, visite guidate e mediche ed un misterioso dipinto, alla scoperta dei segreti che legano i tre protagonisti della vicenda. Segreti che attengono alla sfera dei sentimenti e dell’identità. Ma al di là dell’intreccio e delle riflessioni che da esso scaturiscono, la cosa che maggiormente colpisce e’ l’innovativa ed ispirata modalità con cui l’autore ci conduce nel cineclub dedicato al suo eroe. Il lettore, nella prima parte della narrazione, viene accompagnato in sala a seguire la retrospettiva e a “guardare” i suoi film che vengono descritti con grande perizia. Si ha la sensazione, tangibile, di assistere alle creazioni del regista, tanto da dimenticare che è un personaggio di finzione. Quasi tentati, una volta terminata la lettura, di collegarsi ad Ebay alla ricerca di qualche suo dvd, per poi imbattersi nella frustrante verità.

Il lettore, guarda i film di Moser, sfogliando le pagine, nel proprio cinema casalingo e partecipa anche al dibattito e alle analisi che intercorrono tra il regista e il pubblico che segue le proiezioni. Come accade in ogni rassegna cinematografica che si rispetti.

Moser, riscopre le proprie opere giovanili, dimenticate e riportate, quasi coattamente, al suo sguardo. Attraverso questa retrospettiva che si svela come viaggio nel passato e nella memoria, il regista, riflette sulle proprie scelte ed errori e si dispone alla rinascita. Una meditazione sulle insidie della creazione artistica e, nello specifico, sulle trappole da evitare perché un opera d’arte abbia un’autorevole patente di autenticità e potenza creativa.

Un libro che oltre alla profondità letteraria a cui l’autore di Gerusalemme ci ha abituati, e’ anche un manuale filosofico sul fare cinema. Il mondo del cinema si arricchisce di un nuovo grande regista. Israeliano. Abraham Yehousha è il suo nome. Se avete voglia di guardare i suoi film, leggete “La scena perduta”.

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<p>La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.</p>