Intervista Frencio & Masi

“Frencio & Masi” sono una band electro-pop di Salerno formata da Francesco Frencio Fecondo (cantante, tastierista e autore musicale), Antonino “Masi Masilotti (attore, perfomer, paroliere) e Marco “MauSS” Cozza (strumentista). Il loro debut-album si intitola “Arrivati al punto” ed è stato prodotto da Fabio Cinti (cantautore romano, collaboratore di Morgan e Franco Battiato).

Quando e come nasce il progetto “Frencio & Masi”?

Frencio: Io e Masi abbiamo iniziato a collaborare grazie al Professore Alfonso Amendola, docente di Sociologia degli Audiovisivi Sperimentali dell’Università degli Studi di Salerno. Dopo una serie di spettacoli multimediali insieme, abbiamo scoperto la nostra passione comune per i dischi di Battisti-Panella e abbiamo realizzato una riscrittura della canzone “Per altri motivi”, tratta dal disco “L’Apparenza” dell’87. Questo esperimento (uno strano mix di melodia, elettronica e interventi recitati) ci ha suggerito un percorso di scrittura e produzione…Da lì la fondazione della band e i brani inediti dell’ep “Fissi Mobili Estetici” con testi di Masi, musiche mie e arrangiamenti di Marco “MauSS” Cozza, bassista e programmatore che ci affianca da sempre e con il quale formiamo oggi un vero e proprio trio.

I vostri lavori appaiono come dei piccoli caleidoscopi musicali e letterari. Quali sono gli altri riferimenti oltre Battisti?

Frencio: L’ispirazione melodica viene dai grandi dischi italiani di “synth-pop d’autore”: “Sette fili di canapa” di Mario Castelnuovo, “Australia” e “Adesso” di Mango, “L’Arca di Noè” di Franco Battiato, “Eva” e “Hurrah!” di Umberto Tozzi…Da questi artisti ereditiamo il gusto per linee di canto varie e imprevedibili.

Masi: per quanto riguarda i testi, è centrale l’influenza esercitata su di me da due poeti italiani: Sergio Corazzini e Giuseppe Ungaretti. Al di là del tono dimesso (tipicamente crepuscolare) che è alla base delle tematiche da lui affrontate, Corazzini è stato un grande sperimentatore del verso, capace di inventare soluzioni ritmiche inattese, estemporanee, che in più luoghi della sua opera “risolvono” la parola in musica. Ungaretti è il poeta del “frammento”, della sintesi lucida.. l’approccio con la sua poesia equivale, senza mezze misure, a un approccio con il “mondo”.

MauSS: Per gli arrangiamenti mi ispiro un po’ a tutto il synth-pop straniero che mi affascina (Ultravox e John Foxx, Kraftwerk…). Non disdegno, però, le influenze di gruppi che hanno fatto la storia del synth-pop made in Italy (Krisma, Matia Bazar…e perché no, anche gli 883 del primo periodo, specie i loro remix del ’94). Quando io e Frencio ci troviamo nella sua dolce dimora, io mi metto all’opera con drum-machine, arpeggiatori realizzati con veri groove-box e step-sequencer datati. Cerco di migliorare (per quanto posso!) tutto ciò che Frencio ha già composto. Il mio lavoro è una sorta di “condimento” a tutto quello che lui e Masi preparano. Quanto agli arrangiamenti di basso delle nostre performance, prendo ispirazione da Lemmy dei Motorhead (che mi insegna a giocare con il basso come fosse una chitarra) e da John Entwistle degli Who (maestro per i suoi virtuosismi mai fine a se stessi).

Il 3 luglio è uscito in tutti gli store digitali il vostro debut-album “Arrivati al punto”, prodotto dal cantautore romano Fabio Cinti. Come nasce il singolo “Melò”?

Masi: “Melò” è la storia tragicomica di un prete che vive la sua missione pastorale come una complessa e istrionica performance teatrale: dirige i fedeli come un’orchestra, impartisce improbabili ordini ai chierichetti, inonda senza tregua l’altare di incenso … Un uomo che soffre la ciclicità e la meccanicità del rito religioso e, alla prima occasione, si distrae dal suo ruolo, spalanca le porte della chiesa e “scopre” ciò che sta fuori: le vite degli altri (affascinanti, ma non meno “automatiche”), da scrutare, sfiorare senza lasciarsi coinvolgere, però, troppo dal “gioco”…Il nostro amico videomaker Davide Emanuele Zinna ha catturato benissimo quanto vi sto raccontando!

Oltre alla firma di Cinti “Arrivati al punto” vanta la collaborazione di Alessandro Orlando Graziano, autore del testo di “Conversazione tra manichini”…

Frencio: Conosco Alessandro dal 2007. “Conversazione tra manichini” è la terza canzone scritta insieme, dopo “Cosa nasconde il cielo?” per i Vidra e “Se il venerdì sera”, inedito incluso nella sua raccolta “Canzoni per tutti”. Il brano racconta in modo originale una vita di alienazione e solitudine. Forse si tratta di uno dei momenti più emozionali del disco…

Progetti futuri: cosa avete in cantiere ora?

Masi: In cantiere c’è l’uscita del prossimo singolo “Gong!”, una canzone ispirata al mondo del pugilato, che omaggia la figura del grande Muhammad Alì. Il brano sarà accompagnato da un videoclip di Andrea Campajola, un giovane montatore formatosi al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, che ha collaborato con registi del calibro di Paolo Sorrentino e Ivan Cotroneo…

….Una curiosità prima di salutarci: siete giovanissimi. Cosa pensate dei talent? Avete mai pensato di partecipare?

Frencio: Non ci interessano molto per come sono stati pensati finora. Si ricerca l’interprete/personaggio. Sarebbe interessante partecipare ad un talent per autori con lavoro sulle canzoni in sala di registrazione con arrangiatori, artisti navigati..eccetera. Immagino, in sostanza, una versione 2.0 della scuola romana di Vincenzo Micocci. Allora sì che saremmo in prima fila per concorrere…

Author

<p>La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.</p>