Intervista: New Dress

 

I New dress sono Stefano Marzoli (voce, basso, sintetizzatore) Giordano Vianello (batteria) e Andrea Mambretti (chitarra elettrica). La band si forma nel 2002. Il loro sound è decisamente ispirato alla New Wave ma, tengono a precisare, anche alla tradizione della canzone italiana. Hanno da poco pubblicato il loro secondo lavoro, un EP dal titolo MODErne tessiture sonore (Kandinsky records).  Ho scambiato quattro chiacchiere con loro

Digitando “New dress” su YouTube il primo risultato che viene fuori è una canzone dei Depeche Mode del 1986. Una coincidenza?

Hai trovato l’esatta provenienza del nostro nome, non è affatto una coincidenza ci piaceva il fatto che in una sola parola fosse espresso un concetto,  l’assonanza con il nome di un’altra band che amiamo e il fatto che esprimesse un senso di novità.

Mi sono imbattuto in voi sulla bacheca di un amico comune su Facebook. Era il video di “Difficilmente Instabile”. La canzone mi ha molto colpito. Pop, immediata ed epica. Me ne parlate?

Questa notizia ci fa piacere perché abbiamo puntato molto su questo video e su Facebook come mezzo di promozione che ci ha aiutato parecchio. E’ stata una delle prime canzone composte insieme ad Andrea,  rock che si mischia con tastiere e una batteria martellante. E’ la sintesi della nostra musica , non voler colpire la gente con esperimenti sonori  nella speranza che ci dicano “geniali”, termine del quale si abusa, ma puntare molto sulla canzone, qualcosa di unico che possa  far nascere emozioni.  Ci tengo a dire che il video è stato realizzato da un regista molto bravo e professionale che si chiama Davide Franzoni.

Vestiti nuovi, moda, mi riferisco al titolo del vostro nuovo EP “MODErne tessiture sonore”. Mi spiegate un po’ questi costanti rimandi all’”abbigliamento”?

Un movimento musicale piuttosto che un genere definito è sempre stato direttamente collegato ad un modo di essere e di conseguenza di vestire, sappiamo che vestirsi spesso vuol dire mandare messaggi che non vengono trasmessi attraverso le parole. Molti hanno capito male il senso del nostro nome e del nostro “slogan” come se fossimo usciti con la pretesa di portare qualcosa di mai sentito o di innovativo. Crediamo nella ciclicità dei generi musicali quindi il nuovo non è altro che un ritorno al passato rivisto nel presente. Non sei tu a cercare la musica ma credo sia lei a trovarti e a farti entrare in un certo modo di essere. Può essere anche intesa come una provocazione a livello di comunicazione di immagine. Molti gruppi vengono catalogati in un genere preciso in base all’abito che vestono anche prima di aver sentito ciò che hanno da dire musicalmente. Non ci piace la catalogazione/omologazione nella musica,  è solo un modo pigro di giudicare a priori l’arte di qualcuno. Quindi la nostra idea è di fare musica diversa dalla moda del momento e cerchiamo di comunicarlo anche attraverso  l’immagine che come puoi vedere dalle fotografie sul nostro sito non è nulla di eccessivo e sfarzoso ma piuttosto pulita e raffinata. Se pensiamo a Elvis, Hendrix e Bowie, pietre miliari del rock come musica, filosofia e moda , ci immaginiamo dei vestiti fuori dagli schemi. Se pensiamo invece all’approccio di Robert Fripp tutto cambia: grandi sperimentazioni e rivoluzioni in un formale abito da sera. Noi non saremo dei rivoluzionari in ambito musicale ma nel nostro piccolo vorremmo differenziarci dalla moda del momento. Sarebbe bello se intorno alla nostra musica nascesse un movimento fatto di collaborazioni dettate da affinità stilistiche ma soprattutto di intenti.

A proposito di mode, oggi la new wave, il post punk è ritornato prepotentemente alla ribalta. Vi sentite parte di una scena?

Guarda crediamo sia proprio questo il problema, io e Giordano facevamo new wave  già dieci anni fa quando nessuno la prendeva in considerazione, i gestori di locali dicevano che era morta e i produttori che era musica vecchia. E già all’epoca noi gli avevamo dato una bella rinfrescata. Ora che è tornata di moda e tutti organizzano serate new wave con gruppi che son saliti ora sul carro perché fa “figo” noi andiamo in controtendenza, cioè continuiamo  a scrivere e fare la nostra musica come sempre ma senza per forza cavalcare l’onda poiché quella prima o poi si esaurisce. Saranno gli ascoltatori in caso a trovare in noi certi rimandi.  Ci sono gruppi che continuano a cambiare genere per inseguire “quello che va” e ti dirò che questo lo noto nelle descrizioni che mettono sulle locandine dei concerti che fanno, erano post rock poi alternative poi indie rock e ora new wave….. ma fanno sempre la stessa musica!  bisognerebbe riflettere su queste cose. Spesso questo fatto di definirci così ci ha penalizzato perché l’ascoltatore partendo da determinati preconcetti ha sentito riferimenti che noi non volevamo dare,  penalizzando così il giudizio finale. Poi new wave è solo una parola. Se ci riferiamo alla new wave ’80  richiama un certo tipo di suoni a cui ci ispiriamo però come possiamo appartenere ad una scena che ormai si è esaurita venti anni fa?
Ciò che viene dopo ogni periodo musicale importante e che ha coinvolto anche emotivamente tantissime persone si può definire  “ispirazione” come accade a noi. Non vorremmo scadere nel “revival” nostalgico dell’epoca che fu.  La nostra idea è di fare rock italiano attingendo  agli elementi positivi delle epoche precedenti.

Leggendo i vostri riferimenti musicali sulla vostra pagina (sempre Facebook) ho notato che non c’è neanche un cantautore, italiano o straniero che sia.

Amiamo certi cantautori, parlo di Tenco,  De Andrè, Guccini o stranieri  come Jeff Bucley, Dylan ,Cohen  Lou Reed, volendo vedere anche Bowie è un cantautore ma consideriamo  importantissimo l’arrangiamento e il suono di una canzone e la sola chitarra acustica non  basta a meno che non sia un grandissimo personaggio a farlo che anche con il solo silenzio cattura l’attenzione. Ora sta tornando molto di moda il cantautore, ma credo per una questione “pratica”, i grossi locali hanno chiuso e spesso ti trovi a suonare in posti dove una batteria non ci sta quindi si preferisce il cantautore che “da meno fastidio” o viene richiesto un set acustico che cambierebbe totalmente il senso di quello che facciamo.

Tra i nomi di band che citate ci sono gli Editors e non i Chameleons; i Franz Ferdinand e non i Monochrome Set; Gli Interpol e non i Kitchens of Distinction. Voglio dire che non sono citati i gruppi storici a cui queste band hanno “rubato” tutto. Non pensate sia sbagliato

Sinceramente per un fatto puramente di approccio con il pubblico e per non sviare troppo il potenziale ascoltatore abbiamo preferito inserire nomi di band più attuali, non so quanti conoscano i Monochrome Set soprattutto tra i giovani, mentre gli Interpol diciamo che sono più riconoscibili come sonorità e più trasfersali.  Citare tutti i nostri riferimenti musicali è difficile poiché vanno appunto dalla musica italiana al rock puro alla new wave, fino alla musica elettronica di gruppi come gli Underwolrd o Daft Punk.

Lungi dal voler fare le pulci al vostro background musicale ma tra gli italiani riportate Afterhours, Bluvertigo, Subsonica, e non “La sintesi”. L’ex band di Lele Battista mi sembra sia quella più vicina alla vostra idea di musica (con le dovute differenze).

Dai non abbiamo inserito i LaSintesi! Errore gravissimo! Provvederemo subito. Dobbiamo molto alla band di Lele e siamo suoi grandissimi fan sia come LaSintesi che con il suo progetto solista, ha gusto è raffinato e soprattutto, cosa che oggi è messa in secondo piano, preparato.  Abbiamo avuto occasione di incontrarlo e ti dirò che è stata una delle poche volte dove l’idea che ti eri fatto di una persona  si sia poi rivelata quella esatta. I LaSintesi rappresentano, soprattutto con il loro primo disco l’eroe romantico, il nostro concetto di fare musica, ottimi testi musica di alto livello, ma ascoltabilissima da tutti, se mi concedi il termine in senso positivo radiofonica.
A proposito di “vestire” la musica e le idee. La grafica è stata determinante nel caratterizzare il post punk. Nel vostro caso, a giudicare dalle copertine dei due dischi sin ora pubblicati non c’è una grande affinità stilistica con il rigoroso design prevalentemente tipografico di quel periodo. E’ una scelta?

Per quello che riguarda il discorso grafico abbiamo sempre seguito un approccio molto Depeche Mode/Anton Corbijn cioè lasciamo piena libertà a chi si dovrà occupare di questo aspetto. Ovviamente cerchiamo di affidarci a persone che conosco la nostra storia. Quindi non saprei proprio risponderti del perché hanno visto in noi immagini di questo tipo però siamo sempre rimasti soddisfatti.

Il cinema è una fonte di ispirazione per voi? Quali autori o genere preferite?

Stefano: Per me il cinema è puro svago e faccio fatica ad appassionarmi a film troppo impegnati, ricordo che da piccolo ho guardato tantissime volte “Antarctica” ma credo fosse più che altro per la colonna sonora di Vangelis. Credo sia più che altro quello ad appassionarmi, infatti mi piacerebbe molto un giorno provare a scrivere per un cortometraggio o un documentario.

Andrea: ho visto un numero spropositato di film ma non ho un genere preferito. Uno dei miei miti è Woody Allen, credo di aver rivisto più volte tutti i suoi film anche se ultimamente ha poco da dire. Kubrick ha contenuti, comunicazione e stile da maestro. Clint Eastwood sta girando ottimi film. Apprezzo anche Tarantino, è un maestro di regia. Tra gli italiani mi piacciono Tornatore e Salvatores.

Jordan:  Sono un grande appassionato di film d’animazione, su tutti quelli del maestro Giapponese Hayao Miyazaki. Sono affascinato dai Kolossal come “C’era una volta in America” di Sergio Leone ma ti dirò che anche qualche Fantasy se ben fatto mi appassiona, il precursore di questo genere resta il mio preferito ovvero “Labyrinth” con un folgorante David Bowie.

Progetti futuri?

In relazione a quello che ci hai chiesto prima credo ti potrà far piacere sapere che stiamo lavorando al nuovo disco con Lele Battista. Erano anni che cercavamo di relazionarci con lui e ora gli abbiamo chiesto di partecipare alla “correzione e manipolazione” dei brani per poter aggiungere la sua esperienza e professionalità alla nostra musica. Il disco sarà un’evoluzione di MODErne Tessiture Sonore, cercheremo di tenere l’Ep come base creando arrangiamenti con un po’ più di elettronica  lasciando come punto di riferimento comunque le canzoni. Il disco verrà registrato e curato sempre da Stefano Castagna al ritmo&blu  studio e uscirà tra Marzo e Maggio 2012 per KANDINSKY RECORDS. Stiamo anche lavorando per poter inserire collaborazioni con artisti di un certo livello, vedremo se la fortuna sarà dalla nostra parte.  Invitiamo tutti a seguirci su Facebook e a contattarci.

Grazie

Grazie a te per l’occasione, complimenti per il tuo lavoro  e  a presto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Author

La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.