LA BOLLA

Viviamo tempi selvaggi, disordinati e sgarbati. Gli artisti si eccitano per tanta rozzezza e se ne inventano una più del diavolo per rappresentare tanta disgregazione. Io, quando ho voglia di calma e di educazione vado al Bancomat. Non è quello della mia banca, per cui pago una commissione maggiorata ma cosa importa. Sono ampiamente ripagato dal servizio. Quello del mio istituto di credito è su strada, ha una schermata grafica antidiluviana e il più delle volte mi ritrovo circondato da altri clienti impazienti che mi danno fretta. Il mio Bancomat del cuore invece è al chiuso. Si passa dopo aver inserito la carta che come una fidata parole d’ordine mi spalanca le porte di Sesamo. In questo caso però i ladroni sono quelli oltre la porta e non chi accede. Ma sono dettagli. Mi accoglie la calda “Voce”. Frank Sinatra canta My way. “And now, the end is near; And so I face the final curtain”.

In questo ambiente che mi isola dolcemente dal resto del mondo, se è estate c’è fresco, mentre d’inverno sei avvolto da un gradevole tepore. Una cortese voce femminile si aggiunge a quella di Frank e ti porge un caloroso benvenuto. Una vetrata mi separa dal resto del mondo. Una finestra sul caos ma per qualche momento mi sento al sicuro. La schermata del monitor è luminosa e non indugio a comporre il mio codice nonostante le raccomandazioni della mia hostess virtuale. Nessuno può spiarmi in questa bolla di pace, mentre quelle della finanza, scoppiano. Sinatra canta mentre scelgo l’importo da prelevare. Com’è dolce consumare gli ultimi risparmi sulle note di questa splendida canzone.

La banconota da 50 si presenta con un sibilo. La carta mi viene restituita dal gentile calcolatore. Segue lo scontrino. Conclude la sinuosa compagna di viaggio che mi ringrazia e mi da appuntamento ad un prossimo incontro. In quel momento realizzo che i nostri brevi convegni, già diradatisi con il tempo, presto, termineranno. Non c’è ancora molto da prelevare. La porta di vetro si spalanca. Mi volto e guardo, con una sopraggiunta malinconia, il bancomat incassato nella luminosa parete. Come un amante impotente. Come un novello Dottor Zivago. Esco, il caldo asfissiante o il pungente freddo, a seconda della stagione, mi riporta in questo mondo inospitale. La porta si chiude alle mie spalle. Come dire: “And did it my way!”.

Author

La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.