La decadence

Serge Gainsbourg, era drogato di sigarette ed alcool. Non prendeva altro ma e’ stato più che sufficiente per ucciderlo. Negli ultimi anni della sua luminosa carriera il suo alter ego maledetto, Gainsbarre, aveva preso il sopravvento. L’anima autodistruttiva e nichilista, aveva, forse coerentemente, devastato tutto il resto.

In Francia, quella trasmissione televisiva e’ leggendaria. In Italia, è quasi ignota. Il geniale fumatore di Gitanes viene invitato in una celebre trasmissione televisiva in diretta. A condividere lo studio con lui, Whitney Huston, giovane e bella, all’apice del suo successo mondiale. Gainsbourg, in smoking, presiede all’incontro, completamente sbronzo. Comincia a biascicare alcuni complimenti alla star americana, le dice che è gènial e poi riferisce al presentatore che se la vorrebbe “scopare”. Letteralmente, ma in inglese. Grande costernazione della Huston, boato dello stupito e divertito pubblico in sala mentre il presentatore cerca di salvare la situazione. Anche se, portare Gainsbarre in studio, contemplava simili derive e forse, un po’ come accade con i polemisti urlatori di oggi, anche Gainsbourg fu convocato in TV, appositamente per fare “audience”. Ma Gainsbourg non urla, è solo ubriaco e vuole scopare questa splendida donna. Lui che si è portato a letto la Bardot.

Questi 3 minuti di televisione, nelle ultime ore, sono diventati ancor più eccezionali di quel che già furono. In quelle immagini, Gainsbourg, forse non ha neanche sessant’anni, ma ne dimostra ottanta. E’ uno dei più grandi autori della storia della canzone internazionale ma la nuova regina del Pop non lo sa, (siamo ancora lontani dal culto internazionale di cui il cantautore godrà post-mortem) e a prescindere, non può che guardarlo con aria imbarazzata e di commiserazione sin dal primo tremolante baciamano che il francese le tributa. In quel quadro c’è una splendente ragazza di colore dalla voce fatata in tailleur blu e un cantante bevuto in smoking, prossimo alla decomposizione, che la infastidisce.

Non molto dopo, la grande cantante si trasformerà in una farfugliante figura simile a quella che irrideva. E’ impressionante sapere che la Huston, a sua insaputa, abbia incontrato il proprio destino in una trasmissione televisiva francese. Uno specchio deformato o se preferite una fenditura sul proprio futuro. Una sorta di macabra novella di fantascienza. A “fotterla”, ora lo sappiamo , non sarà Gainsbourg, ma se stessa, secondo la modalità di Gainsbarre. Forse non vi è nulla di straordinario in queste mie considerazioni. Il mondo dello spettacolo e’ pieno di storie dal tragico epilogo come queste. Il successo e’ uno stallone difficile da domare. Quello che colpisce di quell’incontro è l’anacronismo del futuro. Pensiamo che quello che accadrà debba naturalmente sorprenderci invece è quasi sempre un copione che si ripete, e in quanto tale, già superato. Il tragico declino della Huston era riflesso negli occhi umidi dello chansonnier. Presente e futuro hanno convissuto nella stessa trasmissione televisiva. Nel passato. In diretta.

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