La faccia di Kafka

Diciamoci la verità, Franz Kafka aveva una gran bella faccia. Un volto particolarissimo e tagliente che racchiudeva in se tutta la sua straordinaria poetica. Quelle orecchie poi. Philip Roth le paragona alle ali di un angelo ma possono anche far pensare a quelle di un vampiro. Cosi’ il suo sguardo. Da una parte comprende la mestizia dell’intransigente e scrupoloso impiegato dell’Ufficio legale delle assicurazioni di Praga e dall’altra tutta l’insondabile trama ossessiva della sua costruzione letteraria. Il naso, tipicamente ebreo ( “Che cosa ho in comune con gli ebrei? A stento ho qualcosa in comune con me stesso…cit. Kafka) e le labbra, una discreta fessura. Infine i capelli, compatti e delineati come un casco. Una ulteriore facilitazione per i futuri ritratti e riproduzioni di ogni sorta.

Se nominassi Proust, Dostoevskij o Flaubert, anche a dispetto dei loro celebri baffetti o barbette, sareste in grado di visualizzare il loro volto? Provare a disegnarlo poi sarebbe impresa troppo ardua. La faccia di Kafka invece è iconica come quella del Che Guevara o di Marilyn Monroe, e perché no, come quella di Topolino. Tutti i personaggi citati sono morti giovani ed in circostanze drammatiche, tranne ovviamente il topo, salvo considerare la sua carriera fumettistica finita dopo la gestione del grande disegnatore Floyd Gottfredson.Kafka, muore a soli 40 anni, di tubercolosi, lontano dall’essere uno scrittore di successo, ma non credo che questo elemento sia determinante. La celebre foto scattata poco prima della sua scomparsa è una immagine indelebile nella nostra memoria ma distante dai clamori ideologici del Che o dal gossip omicida di Marilyn. E’ semplicemente un volto speciale, graficamente caratterizzato come pochi altri. In tal senso più simile a Mickey Mouse.

La faccia di Kafka è la più essenziale e definitiva della storia della letteratura. Definitiva perché include in se anche la propria caricatura. Per questo, se vi imbattete in una Tshirt “letteraria” su Oscar Wilde ci trovate la stampa di un suo aforisma, su quella di Edgar Allan Poe un corvo, mentre su quella di Franz Kafka c’è Kafka. Il volto di Kafka. La sua fisionomia è perfetta, dicevamo predestinata alla riproduzione e quindi al gadget.

Cosa direbbe questo straordinario scrittore, riservato ed amante della solitudine, se potesse vedere la sua faccia stampata su calendari, poster, magliette, menu. Probabilmente la sua maniacale, autodistruttiva, ricerca della perfezione lo avrebbe portato a controllare una per una la fattura della tazza da colazione con la sua faccia impressa.

Cosa direbbe l’autore che più di ogni altro ha espresso l’angoscioso divario tra volontà e l’impossibilità di realizzarla, di questa sua faccia tanto famosa ed universale, forse ancor più di quella di John Lennon? Guarda caso, morto anche lui troppo presto ed in circostanze orribili come gli altri sopracitati.

Per concludere, Kafka come Topolino. Una metamorfosi che avrebbe fatto impallidire anche Gregor Samsa.

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La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.